pubblicato: martedì, 23 Gennaio, 2018

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Domanda di disoccupazione 2018: tempi e istanza Inps online, la guida

Domanda di disoccupazione 2018: guida

Domanda di disoccupazione 2018: tempi e istanza Inps online, la guida.

Come presentare la domanda di disoccupazione 2018? Quali sono i tempi e le procedure da sbrigare? Con questa guida completa cercheremo di sintetizzare gli aspetti principali per la domanda della Naspi 2018. Andando a focalizzarci prevalentemente su requisiti, modalità e soprattutto tempistiche relative non solo alla presentazione della domanda; ma anche all’eventuale importo e alla durata dell’erogazione dell’assegno. Senza dimenticare i requisiti indispensabili per accedere alla misura di sostegno.

Domanda di disoccupazione 2018: requisiti

Chi ha accesso e chi non può accedere alla Naspi 2018? I requisiti sono abbastanza stringenti come di consueto. Pertanto procediamo con ordine. Ecco chi ha diritto a presentare la domanda di disoccupazione 2018.

  • Lavoratori a tempo indeterminato;
  • Lavoratori a tempo determinato (anche Pubblica Amministrazione);
  • Chi ha effettuato rapporti di lavoro subordinato (soci di cooperativa o personale artistico);
  • Lavoratori che si sono dimessi per giusta causa e (in casi particolari) coloro i quali hanno risolto consensualmente il rapporto di lavoro.

Invece, di seguito i soggetti che non possono accedere alla Naspi 2018.

  • Lavoratori a tempo indeterminato Pubblica Amministrazione;
  • Operai agricoli;
  • Lavoratori che si sono dimessi volontariamente o hanno risolto il rapporto con risoluzione consensuale (eccetto casi particolari);
  • Lavoratori extracomunitari muniti di permesso di soggiorno per lavori stagionali;
  • Pensionati che lavorano.

Per quanto riguarda la risoluzione consensuale, essa può essere accettata solo nel caso in cui sia avvenuta in un contesto di procedura conciliativa presso la Direzione Territoriale del Lavoro.

La domanda di disoccupazione potrà essere presentata solo se si rispettano determinati requisiti. Ovviamente deve sussistere lo stato di disoccupazione, ovvero la perdita del lavoro per cause che non dipendono dalla volontà del lavoratore (fatte le dovute eccezioni). Gli altri due requisiti imprescindibili sono i seguenti. Minimo 13 settimane di contributi versati nei 4 anni che hanno preceduto il licenziamento. E minimo 30 giorni di lavoro effetti nell’anno che precede la richiesta di Naspi.

Inoltre bisognerà dichiarare la immediata disponibilità al lavoro presso il centro all’impiego, al fine di partecipare attivamente al reinserimento nella sfera occupazionale anche grazie a opportunità formative.

Come presentare la domanda di disoccupazione 2018

La domanda di disoccupazione dovrà essere presentata in via telematica all’Inps. Presentando i moduli ufficiali dovutamente compilati. Per accedere al servizio online, bisognerà essere muniti di apposito PIN Inps dispositivo che consente l’accesso ai servizi telematici. Inoltre, è possibile anche presentare la domanda usufruendo il supporto gratuito di Caf e patronati. L’ultima modalità disponibile infine consiste nel chiamare il Contact Center Multicanale Inps Inail. I numeri da chiamare sono i seguenti: 803164 (da rete fissa) e 06164164 (da mobile).

La domanda Naspi 2018 andrà presentate entro 68 giorni dalla data di cessazione dell’ultimo contratto di lavoro. O dalla data di cessazione del periodo di maternità/malattia indennizzato. O ancora dal giorno della definizione della vertenza sindacale o notifica di eventuale sentenza giudiziaria. Oppure dal trentesimo giorno che segue la data di cessazione per licenziamento per giusta causa.

Domanda di disoccupazione 2018: come calcolare importo e durata

Giunti alla fine di questa guida, sarà utile sapere come calcolare importo e durata dell’assegno di disoccupazione 2018. Per fare ciò, bisognerà sommare tutte le retribuzioni imponibili ai fini previdenziali degli ultimi 48 mesi. E dividere il totale per il numero delle settimane di contribuzione. Quindi moltiplicare per il numero 4,33. Se il totale che esce fuori è pari o inferiore a 1.195 euro al mese, bisognerà rapportarlo al 75% per far uscire l’importo esatto. Allo stesso tempo, se risulta superiore alla cifra di cui sopra, bisognerà aggiungere un 25% di differenziale tra la retribuzione mensile e l’importo prima citato. Resta comunque il fatto che l’importo dell’assegno non potrà superare i 1.300 euro mensili. E va infine ribadito che a partire dal primo giorno del quarto mese, l’importo sarà ridotto in maniera progressiva ogni mese del 3%.

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