Libri consigliati: “Fai bei sogni” di Massimo Gramellini. Trama e recensione

Pubblicato il 11 Febbraio 2018 alle 11:00 Autore: Redazione
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Libri consigliati: “Fai bei sogni” di Massimo Gramellini. Trama e recensione

Massimo Gramellini, vicedirettore del quotidiano “La Stampa”, un giorno decise di far piangere più di un milione di persone in 22 lingue diverse e nel 2012 pubblicò per Longanesi “Fai bei sogni”, romanzo in classifica per più di 50 settimane che a leggerlo toglie il fiato e a rileggerlo scalda il cuore.

Libri consigliati: “Fai bei sogni” di Massimo Gramellini. La trama

La storia di un uomo, un ragazzo, un bambino, che affronta a partire dai nove anni ,uno dei lutti più grandi che si possano provare nella vita: la morte della propria madre. Il rapporto con il padre, le amicizie, la scuola e a seguire il lavoro, i primi amori e il primo matrimonio, ricondurranno Massimo a ciò che la vita gli ha proposto: un passato breve edulcorato dai ricordi e un futuro indefinito senza punti di riferimento.

I disperati tentativi di un bambino di eliminare un grigiore che sembra materializzarsi intorno a sé, nelle persone che lo circondano e negli ambienti che frequenta, lo stesso grigiore che si porterà dietro in età adulta e che si tramuterà in atteggiamenti e modi di pensare malsani per il protagonista e per chi gli sta attorno. Ma saranno i vecchi affetti come “Madrina”, la migliore amica della mamma, a sviscerare la realtà sul suo passato, e i nuovi affetti come la sua compagna “Elisa” a spronarlo a costruire una forte base per un futuro dove il dolore è lontano.

Libri consigliati: “Fai bei sogni” di Massimo Gramellini. La recensione

Duecentotrenta pagine.Attraverso l’utilizzo agrodolce dell’ironia, Gramellini rende lineare un tormento durato anni, e tra una pagina e l’altra, con l’avanzare delle lacrime matura la linfa vitale del romanzo: un forte senso di attaccamento alla vita. “Fai bei sogni” è la storia di Massimo e della sua crescita.I toni infantili della narrazione iniziale si dissolvono di anno in anno, l’autore ci porta per mano nella sua intimità, nei suoi pensieri e vicissitudini, e ci indica incerto il suo percorso attraverso la sua coscienza che solo alla fine del libro troverà Ragione.Lo scontro con la realtà è angoscioso eppure emozionante: se prima la vita correva e scorreva senza che lui se ne accorgesse, da adolescente e da adulto diventa impossibile da evitare. Il “non è ancora finita” è un monito che riverbera in ogni pagina del racconto, e che diventa nelle ultime pagine una consolazione leggera e confortante.

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“È che mi è sempre piaciuto il lieto fine”, così racconta alla fine del Terzo Capitolo, e così è evidente: vi è un ottimismo rincuorante che rende le vicende facilmente digeribili, anche quando sembra finita, anche quando nulla acquista senso, come non l’ha mai avuto: il riscatto c’è sempre, e si paga in anni a peso di insicurezze, crolli e debolezze. A rendere tangibile il riscatto del giornalista è probabilmente anche la fortuna fruttata dal romanzo, dal quale nel 2016 è stato tratto un film dal titolo omonimo, diretto da Marco Bellocchio.

La scrittura emozionale, la storia e la semplicità di “Fai bei sogni”, rendono questo romanzo accessibile a qualsiasi età e momento della propria vita.Attenzione però, se siete sensibili all’empatia, preparate i fazzoletti e i dubbi esistenziali, entrambi vi saranno ugualmente utili.

Francesca Napoletano

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