Elezioni regionali Lombardia 2018: i possibili assessori di Fontana

Pubblicato il 15 Febbraio 2018 alle 17:07 Autore: Camilla Ferrandi
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Elezioni regionali Lombardia 2018: i possibili assessori di Fontana

Forte del sondaggio Ipsos di martedì, il candidato del centrodestra in corsa al Pirellone incassa anche i complimenti del leader maximum, Silvio Berlusconi. “Mi ha detto che, a suo avviso, la campagna sta andando bene e mi ha incoraggiato ad andare avanti con ancora più determinazione”; racconta soddisfatto Attilio Fontana disquisendo in merito all’incontro con il cavaliere. “Mi ha confermato il suo pieno sostegno e la sua disponibilità” spiega ancora in candidato. “Non abbiamo però parlato di un suo diretto coinvolgimento in appuntamenti elettorali. Ne riparleremo forse più avanti”. Ma è già nell’aria un possibile intervento del leader azzurro in un prossimo evento a Milano.

Elezioni Regionali: giunta Lombardia, i papabili

Così il centrodestra lombardo si proietta già nel futuro e inizia a stillare la lista dei papabili assessori regionali. In casa Lega si parla del professore Stefano Bruno Galli, ideologo della nuova era autonomista del carroccio, e di Davide Caparini, deputato leghista dal 1996. E ancora, in circolo i nomi del senatore Giacomo Stucchi, dell’ex assessore milanese Stefano Bolognini e Francesca Brianza, attuale assessore della giunta Maroni,

In Forza Italia si punta alla riconferma sia dell’assessore alla Sanità Giulio Gallera, sia del vicepresidente Fabrizio Sala. Tra gli altri nomi azzurri, Alessandro Fermi, Alessandro Mattinzoli e Paolo Franco. Per Noi con l’Italia, un assessore dovrebbe uscire tra gli attuali Luca Del Gobbo e Mauro Parolini e il presidente uscente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo. Mentre per Fratelli d’Italia l’unico nome vociferato è quello di Viviana Beccalossi, attualmente a capo dell’assessorato al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo della Lombardia.

Elezioni regionali Lombardia 2018: i possibili assessori di Fontana

Tornando alla competizione elettorale, ieri Fontana ha diffuso il suo programma, tutto improntato sulla parola “più”. Per una Lombardia “più bella, più connessa, più giovane, più giusta, più innovativa, più sicura” solo per citarne alcuni.

Punto nodale della presentazione del programma, oltre che del programma stesso, l’autonomia. “Il 22 ottobre 2017 i lombardi hanno legittimato gli organi di governo regionale ad attivare la previsione costituzionale; consente alla Lombardia di ottenere uno speciale regime politico e amministrativo e un adeguato trasferimento di risorse; senza dimenticare di appartenere a uno Stato: l’Autonomia” recita il preambolo al programma fontaniano. “Grazie alla consultazione referendaria – si continua a leggere – a partire dal mese di novembre 2017, sono stati istituiti tra la Regione e il governo centrale diversi tavoli tematici … La trattativa ha portato alla definizione di una prima intesa tra la Regione Lombardia e il Governo”.

E ancora “Si tratta di un risultato straordinario, di portata storica … (ma) abbiamo scritto, sino ad ora, soltanto il preambolo del fondamentale Libro dell’Autonomia. Perché l’intesa non resti sulla carta, dobbiamo vigilare, e soprattutto lavorare con sempre maggiore impegno, con l’indispensabile collaborazione degli enti locali; a partire dai sindaci, in una logica di leale collaborazione funzionale e di sussidiarietà tra Regione, Province e Comuni”. E su quest’ultimi, Fontana conclude: “Intendo ridare centralità agli enti locali, che esprimono le potenzialità, le istanze, i bisogni dei cittadini”.

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L'autore: Camilla Ferrandi

Nata nel 1989 a Grosseto. Laureata magistrale in Scienze della Politica e dei Processi Decisionali presso la Cesare Alfieri di Firenze e con un Master in Istituzioni Parlamentari per consulenti d'assemblea conseguito a La Sapienza. Appassionata di politica interna, collaboro con Termometro Politico dal 2016.
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