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pubblicato: venerdì, 16 febbraio, 2018

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Sondaggi elettorali Demetra: Movimento 5 Stelle vicino al 30%, indecisi determinanti

Sondaggi elettorali Demetra: M5S e indecisi

Sondaggi elettorali Demetra: Movimento 5 Stelle vicino 30%, indecisi determinanti

Poco più di 6 mila persone hanno rappresentato il campione di uno tra gli ultimi sondaggi elettorali più interessanti elaborati da Demetra per Il Sole 24 Ore, soprattutto sotto l’aspetto geografico. Il Movimento 5 Stelle resta ancora il primo partito in Italia, spinto soprattutto dall’elettorato del Meridione. Gli indecisi si stazionano quasi al 40%, una percentuale comunque ancora importante e in grado di spostare voti negli ultimi giorni pre-4 marzo. Il PD è a poco più di 6 lunghezze dal centrodestra, la cui coalizione resta però favorita. Tuttavia, i dati più significativi sono quelli che disegnano una nuova geografia elettorale. La sorpresa arriva dal PD, che è forte sia al Nord, sia nella cosiddetta “zona rossa”.

È al Sud invece che i dem non piacciono più. Nel Mezzogiorno, infatti, si registra una pesante disfatta per il PD; a goderne i 5 Stelle, che invece risultano più forti proprio nel Meridione e nelle Isole. Sul fronte del centrodestra si registra invece un’inversione di tendenza, con la Lega che appare più forte di Forza Italia. Il quotidiano economico segnala anche Fratelli d’Italia, utile per arrivare “alla maggioranza assoluta dei voti”, ma non per forza “alla maggioranza dei seggi”.

Sondaggi elettorali Demetra: le intenzioni di voto aggiornate a metà febbraio

Dati alla mano, la coalizione di centrodestra è ancora in testa con il 34,7% delle preferenze. I consensi sono ripartiti tra Forza Italia (15%), Lega (14,7%), Fratelli d’Italia (4,4%) e Noi con l’Italia (0,6%). Al secondo posto troviamo il Movimento 5 Stelle, che si conferma primo partito in Italia con il 29,4% dei consensi. Infine troviamo la coalizione di centrosinistra, con il 27,4% dei consensi. Tra le forze in campo il PD è al 23,7%, seguito da +Europa (2,6%), Civica Popolare (0,6%) e Insieme (0,5%).

Più in basso troviamo Liberi e Uguali al 5,3%. Quindi ecco le altre forze minori con Potere al popolo all’1,3% e CasaPound allo 0,6%.

Sondaggi elettorali Demetra: intenzioni di voto e analisi geografica

Sondaggi elettorali Demetra: la ripartizione geografica dei voti

Molto interessante è l’analisi geografica relativa alla ripartizione dei voti. In particolare Demetra si sofferma sul Nord, sulla “Ex Zona Rossa” e sul Sud. Sorprendentemente, al nord il Partito Democratico risulta ancora forte, con il 26,8% dei consensi. Anche la percentuale ottenuta da +Europa è superiore alla media nazionale (2,8%). Seguono quindi Movimento 5 Stelle (21,9%), Lega (20,7%) e Forza Italia (13,1%). Infine, Liberi e Uguali si attesta al 5,4%. Si deve scendere sotto il 5% per trovare Fratelli d’Italia (4,1%), mentre Potere al Popolo si conferma prima scelta tra le forze politiche “minori” con l’1% delle preferenze.

Il Partito Democratico è forte anche nella “ex zona rossa“, composta da Toscana, Umbria, Marche ed Emilia-Romagna. Qui il PD si attesta al 28,9% ed è il primo partito politico. Bene anche +Europa, che supera la soglia del 3% di 0,1 punti percentuali. Bene anche il Movimento 5 Stelle, con il 26,1%. Male invece Forza Italia che si deve accontentare dell’8,7% dei consensi. Sorride invece la Lega (19,3%). Media bassa per Liberi e Uguali (4,7%), mentre in questa area territoriale è da segnalare l’1% di CasaPound, a 0,3 lunghezze di distanza da Potere al Popolo (1,3%).

Sondaggi elettorali: il punto della situazione al Sud

È al Sud invece che le cose vanno male per il PD, che riscuote solamente il 18,6% delle preferenze. Nel Mezzogiorno la forza politica maggioritaria è sicuramente il Movimento 5 Stelle, con il 38,1% dei consensi. Male la Lega (7%), meglio Forza Italia (19,5%). Al Sud spicca anche il 4,6% di Fratelli d’Italia e l’1,6% di Potere al Popolo (migliori performance sull’intero territorio per entrambi i partiti).  Infine, la percentuale di preferenze per Liberi e Uguali risulta identica a quella registrata al Nord (5,4%).

Da questi risultati si evince quindi un evidente paradosso che riguarda il PD. Forte sia al Nord sia nella ex zona rossa, ma senza quei numeri sufficienti per vincere le elezioni.

Sondaggi elettorali: maggioranza ancora complicata

Il Sole 24 Ore si autocita affermando di aver pubblicato a ottobre scorso una matrice al fine di individuare “la combinazione minima di seggi uninominali e proporzionali necessaria e sufficiente per ottenere la maggioranza assoluta”. La formula emersa da questa analisi si attesta al 40-70, ovvero il 40% dei seggi proporzionali e il 70% dei seggi maggioritari, per un totale di 317 seggi alla Camera. Il centrodestra non è lontano dal raggiungere questo obiettivo, come riferisce il sondaggio CISE riportato dal Sole, ma tutto dipenderà dall’esito degli indecisi, che potrebbe spostare le sorti del voto nell’una o nell’altra direzione. E incrementare, ad esempio, il 35% della coalizione di centrodestra di quei famosi 5 punti percentuali che hanno segnato il destino alle ultime tornate elettorali.

Sondaggi elettorali: il peso degli indecisi

Il quotidiano economico mostra quindi un grafico relativo agli indecisi, ovvero a coloro i quali hanno nelle mani il potere di decidere le sorti del 4 marzo. La maggioranza degli indecisi appartiene alla fascia over 65 (41,3%). I più convinti sono invece rappresentati dalla fascia anagrafica 18-29 (10,6% di indecisi). Più si ava avanti con l’età, più aumenta il tasso degli indecisi. Ad esempio, nella fascia di età 45-54 chi ancora non ha deciso si attesta al 18%, mentre nella fascia compresa tra i 55 e i 64 anni sono il 18,4% degli elettori.

Per quanto riguarda il genere, sono le donne (64,7%) a non avere ancora chiare le idee se e su chi votare. E che vanno a occupare i 2/3 dell’elettorato indeciso. Analizzando invece gli elettori indecisi per titolo di studio, si evince un altro elemento significativo. Ovvero che chi ha licenza media o ha un diploma di maturità terminato dopo 2-3 anni si attesta al 38,7% in totale. E mentre i diplomati rappresentano il 26,3% della torta, i più convinti sul voto sembrano essere i laureati (solo 13,6% di indecisi).

Sondaggi elettorali: il peso degli indecisi

Altrettanto interessante è il dato geografico. La maggior parte degli elettori indecisi è al Sud (45,7%), ma anche a Nord si registra una fetta importante (39%). Solo nella zona rossa la media si abbassa notevolmente (15,3%).

Sondaggi elettorali: la questione del Mezzogiorno

Questi dati sono comunque da prendere con cautela. La maggioranza di indecisi registrata nel Meridione potrebbe comunque non spostare le sorti del voto, anche perché in questa zona il Movimento 5 Stelle risulta molto forte. “Se il centrodestra prendesse il 35% dei voti a livello nazionale (con il 5% di voto disperso) e se le stime in seggi che abbiamo fatto fossero corrette, per arrivare alla maggioranza assoluta alla Camera, dovrebbe vincere in questa zona 83 collegi su 101”.

Qui è il M5S a sfiorare il 40% e se tali dati fossero confermati, l’impresa del centrodestra sopraccitata sembra impossibile. Sostanzialmente, il centrodestra dovrebbe aumentare i suoi consensi nelle altre zone territoriali per non dipendere troppo dal Sud. Per questo motivo, lo scenario più accreditato al momento è quello di una situazione di stallo politico. A meno che, ovviamente, i dati non vengano smentiti e ci trovassimo di fronte ad altri scenari.

Nota metodologica

Il sondaggio sulle intenzioni di voto e la distribuzione geografica è stato condotto da Demetra nel periodo compreso tra il 5 e il 14 febbraio 2018. Sono state realizzate 3.889 interviste (su 74.727 contatti) con metodo CATI e CAMI. E 2.107 interviste (su 4.390 contatti) con metodo CAWI, per un totale di 6.006 interviste. Il campione rappresentativo della popolazione elettorale in ciascuna delle tre zone geografiche è stato stratificato per genere, età e collegio uninominale di residenza. Il margine di errore (a livello fiduciario del 95%) per un campione probabilistico di pari numerosità in riferimento alla popolazione elettorale italiana è di +/- 1,17 punti percentuali. Il campione è stato ponderato per alcune variabili socio-demografiche.

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