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pubblicato: giovedì, 1 marzo, 2018

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Elezioni politiche 2018: ‘sondaggi’ partiti, chi vince sul web. Le tendenze

Elezioni politiche 2018: confronto partiti ultimi 7 giorni

Elezioni politiche 2018: ‘sondaggi’ partiti, chi vince sul web. Le tendenze.

Nonostante il silenzio sui sondaggi elettorali, dati interessanti sulle elezioni politiche 2018 provengono dal web. E in particolare dalle ricerche degli utenti effettuate su Google. Da qui si possono ricavare informazioni importanti non certo su chi vincerà il prossimo 4 marzo; ma sul grado di interesse nei confronti di un singolo partito, di una coalizione o di un leader politico, quello sì. Così, abbiamo analizzato i dati di Google Trends relativi alle ricerche degli utenti effettuati nell’ultima settimana e nelle ultime 24 ore. Questo è il quadro che è venuto fuori.

Piccola parentesi di precisazione prima di cominciare, Nel confronto abbiamo inserito Lega Nord piuttosto che Lega, perché quest’ultimo termine è molto generico e i dati sarebbero falsati. Inoltre abbiamo esaminato i nomi completi dei partiti e non le abbreviazioni (ad esempio: Movimento 5 Stelle e non M5S, Forza Italia e non FI, Partito Democratico e non PD, e così via). Lo stesso criterio è stato utilizzato per i nomi dei leader politici.

Elezioni politiche 2018: i partiti più cercati su Google

Già dal primo grafico che potete vedere di seguito, si evincono alcuni elementi interessanti nelle ricerche degli utenti su Google effettuate negli ultimi 7 giorni. Se si dovesse dare maggiore concretezza a questi dati, si noterebbe come il Partito Democratico sia sempre in fondo, superato perfino da Liberi e Uguali. Proprio quest’ultimo partito ha registrato un’impennata di ricerche nelle ultime ore. Probabilmente a causa dell’intervista a DiMartedì del suo leader Pietro Grasso. Analizzando il trend nell’ultima settimana, il partito di sinistra affonda il PD e batte perfino Lega Nord.  Non possiamo sapere se le ricerche provengono da utenti che sanno già chi votare o dagli indecisi, vero e proprio ago della bilancia il 4 marzo.

Elezioni politiche 2018: trend partiti

Forza Italia se la cava molto bene, avendo registrato diverse impennate sul finire della scorsa settimana. E crescendo (seppur lievemente) nelle ultime ore. Vero padrone delle ricerche su Google è il Movimento 5 Stelle, il cui dominio è crollato solo nelle date sopraccitate, superato da Forza Italia. Inoltre, è interessante notare anche un’altra cosa. Più si va avanti nel tempo, più l’interesse nei confronti del M5S cresce. La causa è da cercare con ogni probabilità nella lista dei ministri che Di Maio ha inviato al Quirinale, in previsione di un ipotetico governo pentastellato.

La tendenza esaminata nell’ultima settimana trova conferma anche nelle ultime 24 ore. Movimento 5 Stelle, Liberi e Uguali e Forza Italia rispettivamente al vertice delle ricerche.

Elezioni politiche 2018: confronto partiti ultime 24 ore

Lega Nord più forte del Partito Democratico, che risulta a livelli molto bassi. Da notare il distacco del M5S con gli altri partiti, fatta eccezione per una piccola parentesi serale registrata poco dopo mezzanotte, in cui LeU ha pareggiato i conti con i 5 Stelle.

Sondaggi elezioni politiche 2018: confronto leader 7 giorni

Più assottigliato il grafico relativo alle ricerche sui leader politici negli ultimi 7 giorni. Al vertice troviamo ancora Luigi Di Maio; ma il distacco con le altre figure politiche non è così ampio come quello registrato sui partiti politici. Matteo Salvini e Silvio Berlusconi risultano appaiati, con il leader della Lega ricercato in misura leggermente maggiore rispetto al Cavaliere. Contrariamente al grafico sui partiti politici, poi, troviamo Matteo Renzi più cercato di Pietro Grasso. Un dato importante da sottolineare è senza dubbio l’ambiguità controversa del carisma di una certa figura politica. Che fa presa sugli elettori e influisce le loro ricerche sul web.

Elezioni politiche 2018: confronto leader 7 giorni

Elezioni politiche 2018: ultime tendenze, Renzi vs Di Maio

Inauguriamo i “faccia a faccia” confrontando le ricerche relative a Matteo Renzi e quelle su Luigi Di Maio.

Elezioni politiche 2018: confronto Renzi - Di Maio

Come avete potuto notare dal grafico, nel confronto tra il leader del PD e quello del Movimento 5 Stelle non c’è storia. Con il primo che viene addirittura doppiato (in media) dal secondo. Grazie alla futura e ipotetica squadra di Governo, Di Maio ha poi registrato un’impennata tra i trend su Google nelle ultime 24 ore. Il silenzio di Renzi (rispetto agli altri anni) e la mancanza di duelli tv tra i leader hanno certamente contribuito ad affossare l’interesse delle persone per l’ex premier. Certamente più forte nei faccia a faccia che “da singolo”.

Elezioni politiche 2018: ultimi trend, confronto Berlusconi – Di Maio

Le apparizioni in televisione contano eccome nel flusso di ricerche su Google da parte degli utenti italiani. Dal grafico sottostante, possiamo vedere un importante flusso di ricerche verso Di Maio.

Elezioni politiche 2018: confronto Berlusconi - Di Maio

Ma il 25 febbraio, Silvio Berlusconi supera il leader M5S, con ogni probabilità a causa della sua partecipazione a Domenica Live. Nella media delle ricerche settimanali Berlusconi è meno cercato rispetto al pentastellato, ma il distacco tra i due leader risulta di certo meno importante se lo confrontiamo con il “faccia a faccia” Renzi-Di Maio.

Elezioni politiche 2018: il confronto tra Salvini e Di Maio

Il distacco si fa minore se andiamo a confrontare le ricerche su Di Maio e quelle su Salvini. La vittoria sorride al primo leader, ma la partita è stata aperta. Almeno fino alla fine, quando il leader M5S ha giocato la carta dei futuri ministri, spiccando il volo e diventando assoluto protagonista degli ultimi trend su Google. Matteo Salvini se l’è cavata comunque bene, confermandosi ancora una volta come figura carismatica che genera e crea discussioni, soprattutto su web e social.

Elezioni politiche 2018: confronto Salvini Di Maio

Sondaggi elezioni politiche 2018: il “derby” Salvini – Berlusconi

Viste le apparenti tensioni nella coalizione di centrodestra, compatto fino al 4 marzo, ma il cui futuro dipende dagli scenari che si andranno a creare, abbiamo dato il via anche a un derby. Quello tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini.

Elezioni politiche 2018: confronto Salvini Berlusconi

Il leader della Lega è uscito vincitore, ma il duello è stato parecchio teso e non privo di colpi di scena. Molto importante l’incremento delle ricerche sul leader del Carroccio negli ultimi 2 giorni, che gli ha permesso di superare il Cavaliere, il quale aveva allungato soprattutto domenica scorsa. Il jolly per Salvini è ancora la televisione, vista la presenza a DiMartedì lo scorso 27 febbraio. Che però ha generato meno interesso rispetto a quella del Cavaliere da Barbara D’Urso (andata in onda però di domenica).

Elezioni politiche 2018: faccia a faccia tra Renzi e Berlusconi

Matteo Renzi perde lo scontro anche con Silvio Berlusconi. Quest’ultimo ha sempre gestito il vantaggio, cominciando a subire un poco intorno al 26 febbraio, a causa della presenza di Renzi a Matrix. Tuttavia, anche esaminando la web audience relativa alla presenza in tv, il Cavaliere aveva accumulato un vantaggio piuttosto importante la scorsa domenica, dalla d’Urso.

Elezioni politiche 2018: confronto Renzi Berlusconi

Fuori dal contesto televisivo, è interessante notare come il trend di ricerca del Cavaliere sia continuato più o meno stabilmente, con qualche picco nelle ultime ore. E che lo stesso Renzi, dopo un calo fisiologico avvenuto dopo lunedì, abbia provato a rialzare la testa; senza però agguantare risultati importanti. In generale, gli utenti hanno preferito cercare più notizie su Berlusconi che su Renzi.

Elezioni politiche 2018: trend su Google, il duello tra Renzi e Salvini

Non c’è stata storia invece nel duello tra Renzi e Salvini. Presenza a Matrix a parte, nell’ultima settimana è stato un dominio di ricerche su Salvini rispetto a quelle sul leader del PD.

Elezioni politiche 2018: confronto Renzi Salvini

Analizzando il confronto tra le presenze televisive, ha generato più ricerche Salvini a DiMartedì che Renzi a Matrix. Fuori dall’ambito tv, invece, la tendenza è stata più o meno la stessa, con la parola chiave “Matteo Salvini” che ha registrato impennate importanti. Contrariamente a “Matteo Renzi”, che invece non è riuscito a coinvolgere l’interesse della rete in maniera considerevole neppure quando ne aveva l’occasione.

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