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pubblicato: mercoledì, 7 marzo, 2018

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Elezioni 4 marzo 2018: senatore nero della Lega ‘clandestini a casa’

elezioni 4 marzo 2018

Elezioni 4 marzo 2018: senatore nero della Lega ‘clandestini a casa’

Toni Iwobi è il primo senatore di colore della storia repubblicana. Candidato della Lega è stato eletto nella circoscrizione Bergamo-Brescia. Di origini nigeriane ma in possesso della cittadinanza dopo aver spostato un’italiana, Iwobi ha 62 anni; nel 1976 è arrivato in Italia grazie a un visto concesso per motivi di studio. Dopo 3 mesi in Umbria si trasferisce a Spirano, piccolo comune a 12 chilometri circa da Bergamo. Ha fatto tanti lavori, anche umili, per mantenersi: dallo stalliere all’idraulico; in seguito, entrò all’Amsa – la società milanese di raccolta rifiuti; lavorò prima come netturbino poi come impiegato. Oggi è a capo di un’azienda di servizi informatici che dà lavoro a 12 dipendenti.

Elezioni 4 marzo 2018: senatore nero della Lega ‘clandestini a casa’

Da 25 anni milita nel Carroccio ed è stato anche consigliere comunale leghista sempre a Spirano nel 1995. Il suo nome salì agli onori della cronaca nel 2014 quando Matteo Salvini lo nominò responsabile del partito per la sicurezza e l’immigrazione (carica che prima non esisteva), per alcuni, in risposta a un’altra nomina, quella di Cecile Kyenge a ministro dell’Integrazione. “Sono sicuro che farà più Toni per gli immigrati regolari in un mese che la Kyenge in un’intera vita” ha detto di lui il leader della Lega.

Una delle prime iniziative di Iwobi nel ruolo di responsabile immigrazione del Carroccio l’enucleazione delle linee guida del partito sull’immigrazione. La sua campagna elettorale non si è discostata molto dal documento licenziato nel 2015. In sostanza: no all’immigrazione clandestina, sì a quella regolare. All’indomani della sua elezione ha precisato in un’intervista al Fatto: “la Lega non è contro l’immigrazione, che non si può fermare e che è scritta nel Dna delle persone. Vogliamo soltanto regolamentarla, anche per difendere gli immigrati regolari. E per tutelare la dignità per chi scappa da zone di guerra e di conflitto. Ma finché esistono i confini nazionali deve esistere anche il reato di clandestinità”.

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