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pubblicato: giovedì, 8 marzo, 2018

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Pensioni novità 2018: Fornero attacca Salvini e il M5S sulla Riforma

Pensioni novità 2018: Fornero su Salvini e M5S

Pensioni novità 2018: Fornero attacca Salvini e il M5S sulla Riforma.

Sul fronte pensioni novità 2018 riguarderanno senza dubbio la proposta di superare o abolire la Riforma Fornero del 2011. Tema preferito da Matteo Salvini e dal Movimento 5 Stelle in campagna elettorale, ma che dovrà comunque scontrarsi con la realtà dei fatti. E contro gli altolà di chi è intenzionato strenuamente a difendere i conti pubblici. Oltre agli alert delle agenzie di rating come Moody’s, che già si è espressa sul tema ritenendo intoccabile quanto fatto dai precedenti governi su lavoro e pensioni. Elsa Fornero ha voluto così commentare l’esito delle elezioni politiche 2018, attaccando a sua volta Salvini e il Movimento 5 Stelle sulle proposte in tema previdenziale presenti nei loro programmi.

Pensioni novità 2018: Fornero contro Salvini

Intervistata da Fanpage.it, Elsa Fornero si è augurata letteralmente di non vedere Matteo Salvini all’opera. L’ex ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali ha affermato come il leader della Lega si sia appoggiato a tesi piuttosto semplicistiche durante la sua campagna elettorale, senza contare però il quadro reale della società. Per la Fornero bisognerebbe spiegare come stanno le cose, che i problemi sono difficili e che la soluzione più concreta risieda nel mettercela tutta per risolverli. “Invece per Salvini non è così. Per lui è tutto facile. Ha utilizzato espressioni del tipo ‘non vedo l’ora di andare a Palazzo Chigi per fare questo’; come se tutto fosse risolvibile semplicemente con un decreto di un ministro o di un governo. Ma non è così che funziona”.

Chiunque andrà al governo, insomma, vedrà da vicino quanto sia effettivamente difficile risolvere i problemi che sussistono per una società; che rappresenta di fatto un organismo estremamente complicato. Peraltro, i problemi che sono stati oggetto della campagna elettorale, non provengono da pochi anni, ma anche da prima del 2011 o del 2008. Questo è un concetto che la Fornero ha ribadito anche ad Agorà su RaiTre. “Salvini è stato il più bravo tra gli imbonitori, ma adesso spero di non doverlo vedere alla prova. Tuttavia questa è la volontà degli elettori e questa è la democrazia. Starò a guardare, seppur con molta diffidenza”.

La Fornero si è soffermata anche su alcuni aspetti del programma previdenziale di Salvini. In particolar modo sulla volontà di reintrodurre le pensioni di anzianità, che rappresenterebbe un ritorno al passato. “Le pensioni di anzianità sono tra le principali responsabili del basso livello di pensioni in Italia”.

Pensioni novità 2018: Fornero sul M5S

Sul fronte M5S l’abolizione della riforma Fornero si è ridimensionata con un “superamento graduale”, almeno stando alle parole di Pasquale Tridico e di Luigi Di Maio. Tuttavia, tra i punti focali del programma pentastellato, spicca il reddito di cittadinanza. “Io credo che Di Maio e il M5S sappiano benissimo che tutto quello che hanno proposto non lo potranno fare. E secondo me, durante le trattative, avanzeranno delle propsote un po’ meno devastanti dal punto di vista economico”. Questo porterà a un effetto boomerang: “quei ‘vaffa’ che ora Grillo ha messo in naftalina si ritorceranno contro di loro”. C’è poi il problema dei conti, che Fornero esplica meglio. “Non si tratta solo di soldi e di conti; si tratta di evitare che qualcuno paghi il conto di tutto quello che i politici hanno promesso in maniera dissennata”.

Tuttavia il coniglio uscito dal cilindro delle elezioni politiche rappresenta senza dubbio un voto di protesta, un voto di rabbia. Generato anche da una sorta di disperazione che colpisce le famiglie italiane sempre più povere. E dalla mancanza di interesse da parte dei partiti politici di rinunciare ai propri privilegi. “L’avranno anche sfruttato un po’ biecamente”, commenta la Fornero; “ma su questo punto i 5 Stelle hanno avuto il coraggio di dire ‘Adesso basta’; mentre gli altri hanno fatto finta di niente”. La conclusione ribadisce il concetto esplicativo alla base delle scelte dell’elettorato. “Questo attaccamento dei privilegi non può che far soffrire le persone e le porta a pensare a un modo per liberarsi dalla rabbia che hanno dentro”. Insomma, a una “punizione da infliggere alla classe politica”.

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