Aldo Moro: rapimento e morte. Paolo VI aveva pronto il riscatto?

Pubblicato il 16 Marzo 2018 alle 13:37 Autore: Guglielmo Sano
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Aldo Moro: rapimento e morte. Paolo VI aveva pronto il riscatto?

Aldo Moro è stato rapito il 16 marzo del 1978. Intorno alle 9, un commando delle Brigate Rosse blocca l’auto su cui viaggiava in Via Fani, uccide gli uomini della scorta e porta via il Presidente della Dc su una Fiat 132 blu. La prigionia di Moro durò 55 giorni. Infatti, il suo corpo venne ritrovato il 9 maggio nel bagagliaio di una Renault 4 parcheggiata in Via Caetani; quindi, a poca distanza dalle sedi di Democrazia Cristiana e Partito Comunista.

Tra coloro che più si adoperarono per la liberazione di Moro figura Paolo VI. Papa Montini lanciò il primo appello per la liberazione di Moro già il 19 marzo. A questo seguì il famoso messaggio con cui si chiedeva agli uomini delle Brigate Rosse di rilasciare Moro “senza condizioni”.

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D’altra parte, il pontefice andò ben oltre le parole e si prodigò in una trattativa – più o meno all’oscuro dei partiti (erano stati informati sia il Presidente Dc Zaccagnini che il segretario di Berlinguer Tonino Tatò) riuniti nell’andreottiano “governo di emergenza” – con le Br.

Ormai è cosa nota, era pronta una cifra compresa tra i 10 e i 15 miliardi da offrire come riscatto. Doveva essere consegnata proprio la mattina del 9 maggio ma “qualcosa andò storto e qualcuno si mise in mezzo per far fallire il piano” ha raccontato in un suo libro il teologo Gianni Gennari.

In breve, il Papa chiese al suo segretario Monsignor Paolo Macchi e al suo collaboratore Padre Carlo Cremona di chiedere a Don Cesare Curioni – dal ’47 cappellano di San Vittore e dal ’76 Ispettore generale dei cappellani d’Italia – di trovare un canale esterno o interno alle carceri attraverso cui dialogare con i brigatisti.

In effetti, la trattativa prese piede e si cominciò a diffondere l’ottimismo in Vaticano. Tuttavia, non si riuscì a salvare Aldo Moro; cosa impedì la buona riuscita delle negoziazioni è ancora oggetto di dibattito. Il mistero rimane anche sull’ingente somma messa a disposizione dal Papa; Don Curioni è morto nel 1996 senza rivelare da dove provenisse tutto quel denaro (non venne coinvolto lo Ior) e, soprattutto, che fine fece.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità
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