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pubblicato: martedì, 20 marzo, 2018

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Reddito di cittadinanza all’estero, le differenze con la proposta M5S

Reddito di cittadinanza all'estero le differenze con la proposta M5S

Reddito di cittadinanza all’estero, le differenze con la proposta M5S

Il reddito di cittadinanza è una misura di sostegno al reddito inserito nel programma elettorale del Movimento 5 Stelle. Della misura si parla da mesi, commentando il voto molti hanno parlato di una forte influenza della proposta sul successo elettorale dei 5 Stelle nelle regioni del sud Italia. A suffragare tale ipotesi le richieste pervenute, dopo le elezioni, presso alcuni CAF di moduli per fare richiesta del reddito di cittadinanza. Intorno al caso si sono scatenate polemiche. E scambi di accusa. Oggi nell’attesa di sapere se e che governo si andrà a formare molti si chiedono se ci sono le coperture economiche. Intanto mentre in Italia si discute sul da farsi, vediamo cosa succede all’estero.

Reddito di cittadinanza, quanto spetterebbe

Il minimo contributo è fissato in base alla soglia di povertà fissata dall’Istat. Perciò in Italia una famiglia con un solo componente dovrebbe incassare un massimo di 780 euro. Con due componenti tra cui un minore 1014 euro. Con due adulti 1170 euro, con un adulto con due minori arriva a 1248 euro mentre una famiglia composta da due adulti e un figlio arriva a 1404 euro. Quanti sono coloro che dovrebbero beneficiare della misura? Il numero non è ancora certo ma si stima che possano essere circa 9 milioni di persone.

Reddito di cittadinanza, il caso Finlandia

A proposito di esempi presso altri Paesi viene citato spesso il caso Finlandia. Nel paese scandinavo è stato avviato un esperimento. 2000 cittadini ricevono un assegno di 560 euro per due anni. Al contrario di quanto avverrebbe in Italia, dove il sostegno sarebbe vincolato all’accettazione dell’offerta di lavoro, in Finlandia non esiste lo stesso vincolo. Con risorse limitate la Finlandia dunque sperimenta un welfare che divide molto la critica. Alcuni lo giudicano positivamente, inteso come uno strumento per arginare le disuguaglianze. I critici invece sostengono che avrebbe dovuto coinvolgere anche altre categorie e non solo i disoccupati.

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Reddito di cittadinanza, altri esempi

In Germania esiste l’Hartz IV ma a differenza di quanto è previsto con il reddito di cittadinanza in Italia il contributo varia a seconda del luogo di residenza di chi lo riceve. Anche l’Hartz IV prevede l’obbligo di accettare le offerte di lavoro proposte pena l’esclusione dal programma. In altri Paesi scandinavi come la Danimarca la differenza è data dai numeri. Si parla di circa 6 milioni di abitanti con un tasso di disoccupazione danese pari al 5,7% (in Italia siamo sul 11,2%). In particolare in Danimarca lo Stato garantisce assistenza attiva ai disoccupati a e a chi perde il lavoro. Anche in questo caso il diritto viene meno se si rifiuta un’offerta di lavoro.

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