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pubblicato: giovedì, 22 marzo, 2018

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Elezioni 2018, ultime notizie: Governo M5S-Cdx non impossibile

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Elezioni 2018, ultime notizie: Governo M5S-Cdx non impossibile

A seguito dell’incontro di ieri tra i principali esponenti della coalizione di centrodestra – quindi Salvini, Berlusconi e Meloni – l’accordo per le presidenze delle Camere sembra più vicino. Ed anche quello per la costituzione di una maggioranza che possa sostenere il nuovo esecutivo; anche il leader azzurro infatti, Silvio Berlusconi, dopo una più volte manifestata non disponibilità ad un’alleanza con il M5s, sembra essersi convinto a procedere in questa direzione.

Elezioni 2018, vertice cdx: ok accordo sulle Camere

Nella giornata di ieri infatti (21 marzo) a Palazzo Grazioli i leader di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si sono riuniti in un vertice; questo era volto in sostanza a definire una strategia comune in vista dell’insediamento ufficiale del Parlamento – previsto per domani. E, naturalmente, dell’elezione dei presidenti di Camera e Senato; il M5s, partito più votato alle elezioni 2018, ha reso noto da giorni la volontà che lo scranno più alto di Montecitorio venga assegnato ad un proprio membro.

La trattativa messa sul piatto dai pentastellati è periò partita da questo presupposto; vanno bene le intese, ma la Camera dei deputati deve andare al M5s. Una condizione che ad oggi sembra essere stata accettata dalla prima coalizione, quella di centrodestra; “il centrodestra propone ai capigruppo parlamentari – si legge infatti nella nota diffusa a seguito del vertice – un comune percorso istituzionale che consenta alla coalizione vincente (il centrodestra) di esprimere il presidente del Senato e al primo gruppo parlamentare M5s il presidente della Camera. A tal fine anche per concordare i nomi i leader del centrodestra invitano le altre forze politiche ad un incontro congiunto domani”.

Elezioni 2018, presidenze Camere: per Romani rimane un no

“Il centrodestra – continua sempre la nota – riconosce in ciascun ramo del Parlamento un vicepresidente a ogni gruppo parlamentare che non esprima il presidente. Confidiamo che una tale proposta così rispettosa del voto degli italiani possa essere accolta positivamente da tutte le altre forze in campo”. Per quanto riguarda quindi i nomi dei papabili presidenti delle Camere, rimane aperta l’ipotesi di Roberto Fico (M5s) per Montecitorio e quella di Paolo Romani (Forza Italia) per il Senato; quest’ultimo però non è ben visto dai Cinquestelle, i quali si sono già espressi negativamente sulla possibilità di eleggere una personalità con una condanna penale alle spalle.

“Non voteremo persone indagate o sotto processo. Gli italiani hanno bisogno di risposte ai loro problemi, concentriamoci su quello” sono state infatti le parole di Giulia Grillo, capogruppo M5s a Montecitorio. Ma per Palazzo Madama c’è anche un altro nome in ballo, quello della ex vicepresidente dei senatori Anna Maria Bernini (Forza Italia); che potrebbe avere maggiori chance. Comunque, per discutere nuovamente anche della questione presidenze delle Camere, si sta svolgendo in queste ore un’assemblea dei gruppi parlamentari del M5s.

Elezioni 2018, probabile alleanza di governo?

Ad ogni modo, l’accordo trovato per la spartizione degli scranni più alti di Montecitorio e Palazzo Madama, potrebbe essere il preludio di una alleanza di governo. Il segretario del Carroccio, Matteo Salvini, da giorni infatti non ha escluso questa possibilità; lo scorso martedì era stato anche il leghista Giancarlo Giorgetti – nella trasmissione Porta a Porta su Rai1 – a sostenere che “se; si trovano punti programmatici su cui c’è un accordo, può essere una soluzione“.

D’altronde , senza l’appoggio esterno del Pd – che ha più volte espresso l’intenzione di stare all’opposizione e che non ha voluto nemmeno partecipare alle trattative per le presidenze di Camera e Senato – né la Lega né il M5s avrebbero i numeri per governare. Ma, se tale alleanza si concretizzasse realmente, rimarrebbe da risolvere la questione premiership; anche su questo punto c’è la rivendicazione dei grillini, che in quanto primo partito vorrebbero esprimere il nuovo inquilino di palazzo Chigi.

Dall’altra parte però il centrodestra rivendica il suo essere “la prima coalizione”; un nodo, questo, difficile da sbrogliare e che passerà per le mani di Sergio Mattarella. Il Colle potrà scegliere di conferire l’incarico di premier ad una persona terza alle forze politiche maggioritarie, la quale potrebbe presiedere solo un governo di scopo che riscriva la legge elettorale per poi tornare alle urne.

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