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pubblicato: mercoledì, 28 marzo, 2018

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Elezioni 2018: Salvini contro Di Maio sul nome del premier

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Elezioni 2018: Salvini contro Di Maio sul nome del premier

Se il Movimento 5 Stelle non si mostrerà più flessibile sull’indicazione del premier, “al 50%” si tornerà alle urne. L’ha dichiarato Matteo Salvini in un’intervista al Corriere della Sera, la stessa in cui si è scagliato contro l’atteggiamento del “comandiamo o noi o niente” mostrato finora dai pentastellati, almeno a detta del leader del Carroccio.

Sulla stessa linea, Salvini tiene a precisare che un dialogo con i 5 stelle continua a essere più che possibile su lavoro, tasse, sicurezza; tuttavia, parafrasando, se Di Maio vuole vedersi spalancare la porta di Palazzo Chigi può sempre governare col Pd.

Insomma, nessuna figura “terza”, nessun “tecnico”; il premier deve essere indicato dalla coalizione di centrodestra per il semplice fatto che ha preso più voti; il messaggio sul premier diventa ancora più chiaro se si considera che al suo interno il partito dominante in termini di consenso è stato la Lega. In ultima analisi, la Lega ha fatto fin troppi passi indietro, se gli altri non sono disposti a farne “è meglio tornare a chiedere agli italiani”. Detto ciò, Salvini non ha mai posto il suo ruolo come discriminante nella formazione di un’alleanza di governo.

Elezioni 2018: Salvini contro Di Maio sul nome del premier

Al contrario, i 5 stelle si sono dichiarati disponibili a sostenere un governo solo se guidato da Luigi Di Maio. In realtà, il capo politico dei pentastellati negli ultimi tempi ha glissato sull’argomento; d’altra parte, altri esponenti del Movimento, per esempio Alberto Bonafede, si sono esposti sulle condizioni per la formazione di un esecutivo.

In sostanza, pare del tutto tramontata l’ipotesi di un governo giallo-verde senza figure di primo piano dei due partiti; sembrava una possibilità concreta in parallelo all’elezione dei presidenti delle Camere. In ogni caso, l’asse tra Movimento e Lega (o centrodestra) rimane oltremodo fattibile; d’altronde, quella dei 5 stelle potrebbe essere una mossa negoziale. Le trattative annunciate per i prossimi giorni avranno comunque l’obiettivo di sciogliere il nodo premier: risolto quello potrebbe bastare un breve giro di consultazioni per far partire il nuovo esecutivo.

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