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pubblicato: giovedì, 3 maggio, 2018

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Prove Invalsi 2018: scuola primaria, ecco materie e date

Prove Invalsi 2018: scuola primaria, date e materie

Prove Invalsi 2018: scuola primaria, ecco materie e date.

Partite le prove Invalsi 2018 per la scuola primaria, dopo la conclusione di quelle relative alle scuole medie. Oggi giovedì 3 maggio le prove Invalsi saranno sostenute dalle classi seconde e quinte della scuola primaria. Il programma prevede altri test mercoledì 9 e venerdì 11 maggio. In seguito, tra il 7 e il 19 maggio, sarà il turno delle classi seconde della scuola superiore. Per le superiori e le medie la somministrazione dei test è stata fatta al computer. Ma tale novità non riguarderà la scuola primaria, in cui i test si sosterranno tradizionalmente con i fascicoli cartacei. In totale le classi coinvolte saranno 29.773, mentre gli studenti saranno 561.770.

Prove Invalsi 2018: il calendario della scuola primaria

Ecco il calendario delle prove Invalsi con le date e le materie oggetto d’esame per le relative classi interessate.

Data Materia Classe
Giovedì 3 maggio 2018 Inglese V primaria
Mercoledì 9 maggio 2018 Italiano II e V primaria
Mercoledì 9 maggio 2018 Lettura II primaria (classi campione)
Venerdì 11 maggio 2018 Matematica II e V primaria

Andando più nel dettaglio le classi campione saranno 1.440, per un totale di 28.326 coinvolti. Le classi campione sono quelle i cui risultati saranno usate per elaborare le statistiche sui test; e fungeranno pertanto da standard di riferimento.

Anche per la scuola primaria la prova di inglese, prevista per oggi, sarà di ascolto e lettura. Entrambe le modalità saranno inserite nello stesso fascicolo cartaceo.

Test Invalsi: la mappa dei più bravi a scuola nel mondo.

Prove Invalsi 2018: le proteste non si placano

Intanto non si placano le proteste contro le prove Invalsi. Come riporta Tecnica della Scuola, l’Unione degli Studenti ha annunciato una manifestazione per il 7 maggio, primo giorno in cui partiranno i test per le scuole superiori. La mobilitazione ha un titolo emblematico: “Se sbagli sei fuori”. La finalità? Quella di “non compilare le prove e cancellare l’Invalsi”.

Proprio dall’UdS, per voce della coordinatrice Francesca Picci, si solleva il coro della protesta. “Se il Miur elogia l’innovazione di queste novità, gli studenti subiscono la repressione che innesca questo meccanismo”. Picci ricorda il boicottaggio di massa dei test degli scorsi anni, affermando che tale iniziativa “ha lanciato un segnale scomodo al ministero dell’Istruzione”; ponendo sotto i riflettori “la forte contrarietà della scuola nei confronti di un sistema di valutazione parziale e dannoso”. Il problema di questo sistema sta infatti nella valutazione esclusivamente di nozioni; e “che riproduce le disuguaglianze tra Nord e Sud del Paese; nonché tra scuole più innovative e scuole più arretrate”.

Tuttavia, c’è da considerare che i test Invalsi effettuati nelle scuole medie, sono terminati senza problemi, con la maggior parte delle prove effettuate e consegnate.

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