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pubblicato: lunedì, 7 maggio, 2018

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Pasquale De Falco arrestato, la ricostruzione dei fatti a Qualiano

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Pasquale De Falco arrestato, la ricostruzione dei fatti a Qualiano

Dopo dieci ore di trattative, la follia omicida di Pasquale De Falco si è conclusa con il suo arresto. Il 37enne si era barricato nella sua casa di via Campana 36, a Qualiano, dalla mattina del 3 maggio. Qui egli ha sparato contro sua madre, Teresa Licciardiello. La donna, che da tempo subiva le violenze del figlio, ha tentato di scappare dall’agguato ed è stata freddata nel terrazzino che portava alle scale. Dopo averle sparato con il fucile- tenuto gelosamente sotto chiave dal padre Antonio- egli è uscito in strada sparando 8 colpi in aria, come minaccia verso i carabinieri.

Pasquale de Falco: la mediazione fallita e il blitz dei carabinieri

Una grande folla si è radunata nella zona, assistendo e riprendendo l’accaduto con i telefonini. L’uomo si è poi rifugiato nell’appartamento, rifiutandosi di collaborare con le forze dell’ordine. Sono stati inutili i tentativi di mediazione. Sono stati fatti intervenire la sorella Chiara, il cognato Massimiliano De Rosa e lo psichiatria dell’Asl che lo aveva in cura. Alle 20.57 sono allora intervenuti i reparti speciali dei carabinieri con un blitz, utilizzando lacrimogeni e granate stordenti. De Falco, seduto in cucina con l’arma a fianco, non ha opposto resistenza, si è fatto ammanettare e ora si trova nel reparto psichiatrico del carcere di Poggioreale.

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I problemi psichiatrici e i litigi in famiglia

Pasquale De Falco soffriva di problemi psichiatrici, in seguito alla fine di una relazione amorosa. Spinto dalla depressione, aveva già tentato il suicidio gettandosi dal balcone. Si era procurato solo delle contusioni, essendo l’abitazione al primo piano. L’intera famiglia era stata segnata dalla malattia mentale del figlio: sia i genitori che la sorella, insegnante elementare, conducevano una vita molto appartata. Non era la prima volta che il 37enne provava a scagliarsi contro i suoi genitori. Ultimamente i litigi tra le mura domestiche erano diventati sempre più violenti. Nonostante avesse conseguito una laurea, Pasquale non si impegnava a cercare un lavoro . Il cognato Massimiliano ha confessato tra le lacrime: «La prima volta che Pasquale l’aveva picchiata, Teresa mi aveva guardato con gli occhi pieni di lacrime e mi aveva detto: È sempre mio figlio».

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