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pubblicato: venerdì, 25 maggio, 2018

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Flat tax e pensioni: aumento assegni fino al 30%, chi ci guadagna

Flat tax e pensioni: ecco chi ci guadagna

Flat tax e pensioni: aumento assegni fino al 30%, chi ci guadagna.

Togliere per dare (di più): questo il nesso tra la flat tax e chi percepisce le pensioni d’oro? A far emergere tale riflessione i numeri elaborati da Tabula – Futuro e previdenza e riportati da Marco Ruffolo in un articolo su Repubblica. Secondo cui i privilegiati che il governo giallo-verde vorrebbe “punire” agendo sulle pensioni d’oro (ovvero quelle sopra i 5.000 euro), potrebbero essere ulteriormente avvantaggiati dalla flat tax. Sostanzialmente sarebbe un togliere qualcosa per aggiungere qualcos’altro di ancora maggiore. Un cambiare tutto affinché non cambi nulla.

Flat tax e pensioni d’oro: qual è il nesso?

Ma si possono davvero mettere in collegamento flat tax e pensioni d’oro? La prima avrebbe come obiettivo quello di ridurre la pressione fiscale e per le imprese (ma non per tutti); la seconda misura, invece, porterebbe ad accantonare quei privilegi tanto detestati; ma con la “tassa piatta”, parlano i numeri di Tabula, i pensionati d’oro diventerebbero di platino. Con un 30% circa in più. E così, se da un lato si dovesse operare con il taglio sulle pensioni alte, dall’altro qualcuno sarebbe già pronto con il filo ad allungare la stoffa.

Come spiega Francesco Patriarca, responsabile di Tabula, “mentre le pensioni medie pagate con il sistema retributivo sono superiori ai contributi di un buon 20-30%, le pensioni d’oro superano i contributi di appena il 5-6%. Questo accade perché queste ultime hanno più anni di età e di contributi alle spalle. E quindi i loro rendimenti pensionistici diminuiscono”.

Riprendendo i dati elaborati di Tabula, in una pensione lorda attuale a 10.000 euro, il netto ammonterebbe a 5.837 euro. Con la pensione netta ridotta per ricalcolo contributivo si arriverebbe a 5.309 euro. Infatti l’esecutivo M5S-Lega cancellerebbe quella parte di pensione che non rispecchia il valore dei contributi. In questo modo la riduzione sarebbe di 284 euro. E ora passiamo alla flat tax, con le aliquote al 15% e al 20% (quest’ultima per chi supera gli 80.000 euro annui). Il beneficio fiscale ammonterebbe a 1.958 euro in più per le imposte non pagate e messe da parte dalla flat tax, con un guadagno finale ammontante a 1.674 euro in più, ovvero un incremento del 28,7%.

Da qui lo spettro che aleggia sulla paventata equità sociale. La riduzione della distanza tra ricchi e poveri, anche con la flat tax, potrebbe continuare ad ampliarsi. Questa è una tesi che i detrattori della tassa piatta e del nuovo governo continuano a declamare. E il calcolo sopra riportato potrebbe sostenere ulteriormente tale tesi.

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