pubblicato: giovedì, 14 Giu, 2018

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Concorsi pubblici unici: nuove regole in Gazzetta, la procedura

Concorsi pubblici: nuove regole in Gazzetta Ufficiale

Concorsi pubblici unici: nuove regole in Gazzetta, la procedura.

Le nuove regole sui concorsi pubblici sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale di martedì 12 giugno. Le norme riguardano le procedure di reclutamento nel loro complesso; comprendenti la prova preselettiva, la valutazione dei titoli, i requisiti di ammissione e le prove. Il testo è consultabile, oltre che in Gazzetta, nella direttiva n. 3/2018 diffusa il 24 aprile dal Ministero per la Semplificazione e per la Pubblica Amministrazione.

Concorsi pubblici: nuove regole, procedure di reclutamento

La prima voce del nuovo regolamento riguarda le procedure di reclutamento. E in particolare la scelta della procedura più idonea. “Non esiste una procedura o un modello di concorso standard valido per il reclutamento di qualunque professionalità”. In sintesi, ogni bando di concorso dovrà definire la tipologia di concorso più idonea al reclutamento delle professionalità. Il tipo di concorso pubblico potrà essere scelto tra le seguenti varianti.

  • Per esami;
  • Per titoli;
  • Titoli ed esami;
  • Corso-Concorso;
  • Selezione tramite svolgimento di prove volte all’accertamento della professionalità richiesta.

In merito a ciò “la scelta del modello concorsuale deve tenere conto del livello e dell’ambito di competenza richiesto per la professionalità da reclutare”. Inoltre della definizione di procedure efficaci e veloci; attuabili anche tramite sistemi automatizzati. Infine si legge quanto segue.

Con riferimento al reclutamento dei funzionari nelle amministrazioni statali e negli enti pubblici non economici si ricorda che l’articolo 4 del DPR n. 70/2013 prevede, in misura non superiore al 50% dei posti, lo strumento del Corso-Concorso selettivo bandito dalla Scuola nazionale dell’Amministrazione.

In conclusione l’informativa non esclude la possibilità di estendere questa modalità al reclutamento di altre tipologie professionali.

Concorsi pubblici unici: le novità

Per quanto riguarda il reclutamento dei dirigenti e delle figure professionali comuni, la normativa stabilisce che le amministrazioni statali, le agenzie e gli enti pubblici economici dovranno realizzare concorsi pubblici unici. Non solo. Questa tipologia di concorsi (in forma aggregata e centralizzata) potranno essere utilizzati anche dalle altre amministrazioni. Poiché avvalorerebbe lo scopo di semplificazione imposto dalla riforma; ma anche vantaggi sotto l’aspetto economico.

Concorsi pubblici: requisiti di ammissione

Ogni bando di concorso ha una voce riservata ai requisiti di ammissione. Questi ultimi andranno definiti in base alle finalità del concorso; vale a dire, a seconda del profilo professionale ricercato e al contempo dal potenziale numero dei candidati. Più il profilo professionale richiesto sarà elevato, maggiormente stringenti saranno i requisiti di ammissione. Nel testo si legge che “per elevate professionalità è possibile elevare i requisiti di accesso al punto da prevedere tra i requisiti di ammissione il dottorato di ricerca”. La riforma auspica tuttavia della ragionevolezza in tal senso. “Deve trattarsi di profili particolarmente qualificati o specialistici”. Proseguendo si ritengono importanti anche le competenze linguistiche e informatiche. Interessante la chiosa. “I bandi possono richiedere una certificazione di un certo livello di conoscenza della lingua inglese, sulla base del sistema di esami diffuso a livello internazionale”.

Concorsi pubblici: novità sulla preselezione

Rimane in vigore la prova preselettiva “in presenza di un numero elevato di candidati”. Si tratta di una fase in cui la maggior parte dei candidati viene esclusa. Per questo motivo “la preselezione deve coniugare le esigenze di rapidità e di imparzialità con quelle di efficienza”. È quindi importante sottolineare che la prova preselettiva debba promuovere quei candidati che possono accedere alla fase seguente del concorso. E dunque non può limitarsi a una prova di tipo mnemonico; come avviene con i quesiti a risposta multipla prelevati da una banca dati resa disponibile prima dell’esame. Pertanto le domande dovrebbero includere quesiti basati sulla preparazione delle materie oggetto del bando; nonché sulla soluzione dei problemi utilizzando ragionamenti logici, deduttivi e numerici.

Concorsi pubblici: novità sui titoli e le prove

Il testo raccomanda un adeguato bilanciamento tra titoli di servizio e altri tipi di titoli. “Occorre evitare di escludere categorie di potenziali candidati meritevoli attribuendo un peso eccessivo a titoli che essi non possono avere”. A ciò si può rimediare stabilendo un punteggio massimo a determinati titoli; come l’attività lavorativa svolta. Inoltre i titoli non devono essere discriminatori. Riprendendo l’esempio dell’attività lavorativa svolta, si parla poi di meritevolezza e di qualità dei servizi svolti. Che potrebbe essere comprovata mostrando lavori originali verificabili. Oppure altri aspetti che determinino la competenza professionale del candidato in quel particolare ambito.

Per quanto riguarda le prove d’esame, esse possono essere teoriche e pratiche. “Prove concorsuali eccessivamente scolastiche o nozionistiche non consentono di valutare al meglio le attitudini del candidato”. Si fa così appello alla dimostrazione delle capacità di saper collegare le cose e le conoscenze nelle varie materie; nonché di contestualizzarle e risolvere eventuali problemi. Allo stesso modo le prove pratiche dovrebbero mettere il candidato esaminato in condizione di dimostrare le proprie capacità nell’ambito professionale per cui ha fatto domanda.

Concorsi pubblici: le graduatorie

La riforma prevede anche una stretta sulle graduatorie. Infatti, le amministrazioni potranno accettare un numero di candidati idonei in misura non superiore al 20% dei posti messi a disposizione. L’obiettivo è quello di aumentare la rigorosità della selezione. Ed evitare il rischio della formazione di graduatorie eccessivamente lunghe. Dando così la possibilità alle amministrazioni di proporre nuovi concorsi anziché pescare dalle vecchie graduatorie.

Concorsi pubblici: il Portale del Reclutamento

L’ultimo capitolo riguarda il cosiddetto “portale del reclutamento”. Si tratta di un sistema informativo nazionale a cui potranno accedere le amministrazioni pubbliche e i cittadini “per favorire il miglior coordinamento delle procedure di reclutamento”. Sostanzialmente la struttura di questo portale si baserà su una banca dati di monitoraggio delle procedure concorsuali; comprendente tutte le informazioni relative; anche nell’ottica di una maggiore trasparenza nel lavoro delle amministrazioni. In questo portale del reclutamento confluiranno anche le graduatorie finali. Inoltre per esso sono previste anche altre possibilità di sviluppo; sempre relativamente alle amministrazioni pubbliche e ai processi burocratici a esse inerenti.

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