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pubblicato: giovedì, 21 giugno, 2018

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NoiPa cedolino: aumento stipendio a rischio stop, addio perequazione?

NoiPa cedolino: aumento stipendio rischio perequazione

NoiPa cedolino: aumento stipendio a rischio stop, addio perequazione?

Giugno 2018 è un mese importante per chi attende novità da NoiPa cedolino. Questo è infatti il mese del tanto atteso aumento stipendio, che sarà incluso in busta paga. Dopo l’erogazione degli arretrati avvenuta a maggio, ecco l’incremento salariale previsto dal nuovo contratto, con quest’ultimo che avrà validità fino al 31 dicembre 2018. L’accredito dello stipendio sarà effettuato venerdì 22, cadendo il 23 giugno di sabato. L’accredito potrà arrivare nell’arco dell’intera giornata, a seconda delle modalità operative degli istituti bancari.

NoiPa cedolino: aumento stipendio, come leggere il cedolino

Con l’aumento stipendio in busta paga, il cedolino varia leggermente. Intanto sparisce la voce “Indennità di vacanza contrattuale”; che viene inclusa nello stipendio tabellare. A tal proposito occorre ricordare l’articolo 35 (comma 3) del nuovo CCNL, che afferma quanto segue.

A decorrere dal 1/4/2018, l’indennità di vacanza contrattuale riconosciuta con decorrenza 2010 cessa di essere corrisposta come specifica voce retributiva ed è conglobata nello stipendio tabellare.

Allo stesso tempo compare un’altra voce, denominata Elem. Pereq.; vale a dire “elemento perequativo”. Accanto a tale dicitura figura l’ordine di scuola e la classe stipendiale. Questa voce potrebbe tuttavia sparire già a partire dal 1° gennaio 2019. Si tratta infatti di una voce momentanea, che potrebbe non essere confermata.

Aumento stipendio giugno 2018: ritardo del cedolino?

NoiPa cedolino: elemento perequativo già a rischio

Come ormai ben saprete, l’elemento perequativo è una sorta di bonus che consente ai lavoratori che stazionano nelle fasce salariali più basse di raggiungere l’incremento salariale medio di 85 euro lordi. Si tratta quindi di un beneficio economico supplementare che va a compensare una lacuna penalizzante dettata dalla propria anzianità di servizio o ruolo professionale.

Va però precisato che l’elemento perequativo è stato introdotto con il nuovo CCNL e come quest’ultimo avrà validità solo fino al 31 dicembre 2018. A partire dal 1° gennaio, se non dovesse venire confermato, l’elemento perequativo scomparirebbe. Con esso sarebbe cancellata la voce dal cedolino (che sarà già visualizzabile a partire da giugno); e soprattutto andrebbe a sparire il corrispettivo economico. Questo significherebbe per alcuni soggetti ricevere un salario più basso nel 2019 e veder così vanificati quegli aumenti stipendio “uguali per tutti”.

Novità in tal senso si attendono quando cominceranno le discussioni per trattare sui nuovi CCNL validi per il triennio 2019-2021. Parlando strettamente di aumento stipendio, in media bisognerà attendersi una cifra attorno ai 50 euro netti; sebbene alcuni potrebbero lamentare cifre più basse, a causa del bonus Renzi che, superata una certa soglia reddituale, andrebbe a ridursi, vanificando di conseguenza l’effetto dell’aumento.

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