pubblicato: giovedì, 28 giugno, 2018

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Sondaggi politici Censis: un italiano su quattro vuole la pistola

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Sondaggi politici Censis: un italiano su quattro vuole la pistola

Calano i reati ma l’insicurezza percepita fa aumentare la percentuale di chi vuole dotarsi di un’arma per difendersi. E’ questa la fotografia che esce dal primo “Rapporto sulla filiera della sicurezza” realizzato dal Censis con Federsicurezza.

Secondo l’indagine, il 39% degli italiani (era il 26% nel 2015) è favorevole all’introduzione di criteri meno rigidi per il possesso di un’arma da fuoco per la difesa personale. D’accordo con questa ipotetica misura sono soprattutto le persone meno istruite (il 51% tra chi ha al massimo la licenza media) e gli anziani (41% degli over 65).

Le sensazioni sono poi surrogate dai fatti. Annota il Censis che le licenze per porto d’armi sono aumentate del 13,8% negli ultimi 12 mesi. Ad oggi sono c’è un’arma da fuoco nelle case di quasi 4,5 milioni di italiani.

Eppure i reati sono in calo. Da anni. In un corsivo sulla Stampa pubblicato ormai un anno fa, il giornalista Mattia Feltri ricordava come “gli omicidi in Italia calano ininterrottamente dal 1992, quando furono quasi tremila e cinquecento e che le rapine diminuiscono da tre anni”. Cosa che è avvenuta anche quest’anno.

Nel 2017 sono stati denunciati 2.232.552 reati, diminuiti del 10,2% rispetto all’anno precedente. In particolare, gli omicidi si riducono dai 611 del 2008 ai 343 dell’ultimo anno (-43,9%), le rapine passano da 45.857 a 28.612 (-37,6%) e i furti scendono da quasi 1,4 milioni a poco meno di 1,2 milioni (-13,9%).

Nonostante ciò, aumenta il senso di insicurezza. Il 31,9% delle famiglie italiane percepisce il rischio di criminalità nella zona in cui vive. Le percentuali più alte si registrano al Centro (35,9%) e al Nord-Ovest (33%) ma soprattutto nelle aree metropolitane (50,8%) dove si sente insicuro un cittadino su due. La percezione di insicurezza è maggiormente sentita tra le persone con redditi bassi e che vivono in contesti disagiati.

In un colloquio con il giornale online Linkiesta, il professor Fabrizio Battistelli, ordinario di Sociologia all’università La Sapienza, ha spiegato così il fenomeno. “La paura dei crimini non è proporzionale all’entità dei reati Ma alla probabilità di esserne vittima. La realtà non è il frutto delle strumentalizzazioni. Semmai le strumentalizzazioni danno il colpo di grazia al nostro senso di sicurezza”.

Sondaggi politici Censis: nota metodologica

In attesa di diffusione.

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