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pubblicato: lunedì, 9 luglio, 2018

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Accadde oggi, 9 luglio 2006: Italia vinceva il mondiale. Cosa fanno i giocatori oggi

9 luglio 2006

9 luglio 2006, accadde oggi: Italia vinceva il mondiale. Cosa fanno i giocatori oggi

La finale dei Mondiali di Russia 2018 si avvicina. La data è fissata per il 15 luglio. Per sapere chi andrà a giocarsi la finale tra Croazia, Inghilterra, Belgio e Francia dovremo aspettare le semifinali. Russia 2018 ha regalato enormi emozioni eppure un vuoto incolmabile è presente all’interno di tutti i tifosi italiani: l’assenza degli azzurri in terra di Russia. Tale senso di amarezza rimane ed anzi cresce sapendo che esattamente 12 anni fa in questo stesso giorno l’Italia diveniva campione del mondo. Era, appunto, il 9 luglio del 2006.

Il rigore ai danni della nostra nazionale che costò al nostro portiere il suo record di inviolabilità della sua porta per 458 minuti, il calcio d’angolo tramutato da Materazzi in goal che portò al pareggio, la traversa presa da Luca Toni sempre da calcio d’angolo, come dimenticarsi del ’62 minuto quando tutta Italia si alzò dalla sedia per festeggiare il goal di Toni grazie all’assist di Grosso per vederselo poi annullare per fuorigioco, il miracolo di Buffon sul colpo di testa di Zidane. I supplementari, i calci di rigore, l’errore di Trezeguet, la palla tirata da Fabio Grosso e che gonfia la rete e poi le parole di Fabio Caressa: ”E allora diciamolo tutti insieme, tutti insieme, quattro volte: siamo campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo! Abbracciamoci forte, e vogliamoci tanto bene; vogliamoci tanto bene. Perché abbiamo vinto, abbiamo vinto tutti stasera, abbiamo vinto tutti, amici, abbiamo vinto tutti, abbiamo vinto tutti amici”.

9 luglio 2006: 12 anni dopo, l’Italia assente (in)giustificata

In occasione dell’inizio dei mondiali in Russia, La7 trasmise nuovamente la finale tra Italia-Francia. La Francia avrebbe giocato qualche giorno dopo, noi purtroppo no.

Spesso ho sentito dire in giro che se ci fossero stati quegli eroi del 9 luglio 2006 ai Mondiali di Russia 2018 saremmo riusciti in una nuova impresa eppure quanti ancora giocano a calcio e quanti no?

9 luglio 2006, accadde oggi: come giocavamo

La formazione titolare del 2006 era schierata in 4-4-1-1.

In porta il grande Gianluigi Buffon. Ex-juventino ormai, il portiere della nazionale ora è a Parigi pronto a giocare con il PSG.

Con la maglia numero 19, Gianluca Zambrotta il quale si è ritirato nel 2014 prova a farsi spazio come allenatore nei campionati esteri. Attualmente collabora con Fabio Capello in Cina.

Il capitano Fabio Cannavaro con la sua maglia numero 5 è il simbolo del mondiale. Indimenticabile il momento in cui alzò la coppa e quando la baciò. Indimenticabile fu pure il suo addio al calcio dopodiché anche lui si dedicò alla carriera di allenatore conseguendo molti successi in Asia.

Marco Materazzi il nostro numero 23, autore del goal del pareggio in quella splendida notte a Berlino, si è dedicato dopo alcune esperienze come allenatore-giocatore al marketing, iniziando ad aprire alcuni negozi specializzati nella vendita di alcuni tipi di abiti.

Fabio Grosso. Numero di maglia:3. L’assist nel goal/fuorigioco di Toni, la rincorsa per calciare la palla, la rete gonfia e lui che corre in mezzo al campo. Brividi. Anche Grosso si è ormai ritirato da tempo e come altri si è precipitato nel diventare allenatore ottenendo ottimi risultati con il Bari ed ora nuovo allenatore del Verona al fine di riportare la quadra veneta in A.

9 luglio 2006: il codino tagliato di Camoranesi, le geometrie di Pirlo, la foga di “Ringhio”

Ringhio Gattuso. 8. Anche lui ha iniziato una nuova carriera come allenatore ed è persino riuscito a tornare nel suo Milan non più come giocatore ma come tecnico.

Il maestro! Andrea Pirlo, numero 26. Il suo addio al calcio è il più recente. Un addio incoronato dalla sua ultima partita durante la “Notte del Maestro”.  Riguardo al suo futuro è ancora tutto incerto.

Camoranesi, il numero dietro la maglia era il 16. In quella notte del lontano 2006 come ci si può dimenticare di quando si fece rasare i capelli in mezzo al campo? Anche lui è attualmente un allenatore anche se ancora senza una squadra certa.

Simone Perrotta. 20.  Ora partecipa ad alcune trasmissioni sportive come opinionista dopo il suo ritiro nel 2013.

Francesco Totti, numero 10. L’unico numero che ha mai avuto “Er Pupone”. Anche il suo addio al mondo del calcio è stato recente e anche questo commovente. Un pilastro del calcio mondiale costretto a farsi da parte. Eppure lui la sua Roma non l’abbandona. Difatti, collabora ora con la dirigenza sportiva romana. Lo si ricorda soprattutto per quel suo sorrisetto nelle estrazioni per la Champions League quando estrasse il Barcellona come sfidante della AS Roma.

Luca Toni. Numero 9. I suoi goal hanno trascinato l’Italia in finale. Dopo il mondiale, il Bayern e poi per concludere il Verona. Ora, come molti, è divenuto un opinionista sportivo.

Della magica notte berlinese, rimangono allenatori,opinionisti e pochi giocatori

Infine i 3 cambi attuati dal Mister Marcello Lippi (CT della Cina): Del Piero (anche lui costretto a ritirarsi, dopo qualche breve esperienza all’estero è tornato in Italia come opinionista), Iaquinta (che ha provato a diventare allenatore ma il suo sogno venne spezzato sul nascere quando vennero rinvenute armi illegali in casa) e poi Daniele De Rossi, il quale continua ancora a giocare con la Roma ed anzi ne ha fatti di passi avanti dato che da “Capitan Futuro” alla fine è diventato “Capitano” della Roma.

Il futuro ha riserbato grandi cose per questi nostri ex giocatori i quali anche fuori dal campo si sono dimostrati dei campioni dato che non è facile re-inventare se stessi dopo anni a giocare a calcio ma molti di loro ce l’hanno fatta.

Domani ci saranno le semifinali dei Mondiali. Magari poi mi guarderò Germania-Italia. Ed infine riascolterò Caressa che urla:” Alza la coppa, capitano! Alzala alta al cielo, capitano, perché questa è la coppa di tutti gli italiani! Perché oggi grazie a voi abbiamo vinto tutti! Alzala alta perché oggi è più bello essere italiani!”

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