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pubblicato: mercoledì, 18 luglio, 2018

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Accadde oggi 18 luglio: Muore Goffredo di Buglione

Accadde oggi 18 luglio muore Goffredo di Buglione

Accadde oggi 18 luglio: Muore Goffredo di Buglione

Il 25 novembre 1095, Papa Urbano II tenne un sermone durante il Concilio di Clermont nel quale invocava la necessità di riconquistare la Terra Santa.

L’appello, che spinse il Santo Padre a dichiarare un vasto pellegrinaggio verso quei territori, provenne dall’Imperatore Romano d’Oriente, Alessio I Comneno, il quale era preoccupato dell’incessante avanzata dei turchi selgiuchidi in Anatolia, e fu costretto ad implorare il soccorso degli Stati Europei.

Il pellegrinaggio si tramutò ben presto in una spedizione militare nella quale ogni sovrano d’Europa bramava di parteciparvi e di guidarla verso la vittoria. Inizia il periodo delle Crociate.

L’appello di Clermont fece breccia nei cuori di ogni cristiano, inclusi i Re delle grandi casate dell’Occidente. Tra i più importanti risultò Raimondo IV di Tolosa, Roberto II (figlio di Guglielmo Il Conquistatore, Re normanno che aveva conquistato l’Inghilterra), Boemondo di Taranto, Ugo I ed infine, Goffredo di Buglione. Ogni cristiano da ogni angolo d’Europa prese parte a tale crociata dato che la conquista della Terra Santa o la morte trovata per conquistarla avrebbe garantito l’accesso al paradiso ed alla vita eterna. Pertanto, era necessario arrivare per primi in tali territori. Iniziò la corsa per Gerusalemme.

Goffredo di Buglione, uno dei piccoli partecipanti a tale spedizione, divenne grande e immortale nella storia grazie alle sue gesta eroiche ed alla grande maestria nell’arte del governo, anche se in realtà, come raccontano le cronache dell’epoca, egli era un personaggio coraggioso e valoroso, ma anche ripiegato su sé stesso, tormentato, talvolta indeciso ed ammalato.

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Il protagonismo di Goffredo di Buglione nella prima crociata

Goffredo di Buglione era un semplice feudatario della marca d’Anversa e di diverse contee tra cui quella Bouillon, da cui prese poi il nome. Da semplice cavaliere franco e crociato divenne tra i personaggi principali della Prima Crociata tanto che Dante inserì il condottiero tra i principi saggi e giusti nella sua opera “La Divina Commedia” (Paradiso, canto XVIII, 47).

Il condottiero franco per devozione verso la fede cristiana decise di prender parte alla spedizione militare, lasciando ogni comodità presente nel suo feudo per marciare verso Gerusalemme. Egli, insieme ai suoi fratelli, riuscì a raccogliere un esercito di 12.000 uomini ed iniziò la propria marcia verso l’Oriente.

Il vessillo sotto cui si marciava era l’emblema della Croce. L’esercito di Goffredo attraversò la strada di “Carlo Magno” rinominata per l’occasione da Papa Urbano II: La strada per Gerusalemme.

Accadde oggi: le difficoltà della prima crociata, alle porte di Costantinopoli

I primi problemi iniziarono quando l’armata arrivò di fronte le porte di Costantinopoli. Al fine di passare in Anatolia era, pertanto, necessaria la flotta bizantina che avrebbe dovuto traghettare le armate crociate dall’Occidente verso l’Oriente. Per ottenere tale trasporto, il Basileus di Costantinopoli pretendeva che venisse giurata fedeltà a lui stesso. Era il 1097. Goffredo di Buglione, nonostante i pareri discordanti dei baroni che lo accompagnavano dovette piegarsi e giurò fedeltà ad Alessio I, il quale pretese inoltre che i territori conquistati dai crociati venissero poi riconsegnati alle autorità bizantine.

Accadde oggi 18 luglio muore Goffredo di Buglione

Tra tutti i condottieri crociati presenti in Oriente, Goffredo era una figura di secondo piano. Non era un sovrano e non era neanche un feudatario di marche strategiche. Il campo di battaglia parlò per lui.

Tutti i meriti di Goffredo di Buglione, eroe di Nicea

Egli fu il primo ad arrivare a Nicea, posta da lui sotto assedio e conquistata. Intervenne a favore di Boemondo durante la battaglia di Dorileo in cui l’intervento del cavaliere franco evitò una disastrosa sconfitta crociata.

Nel 1099, venne conquistata la prima grande città in Terra Santa, Antiochia. I Crociati, dopo tale impresa, si divisero tra coloro che volevano concludere la spedizione e coloro che invece desideravano proseguire il loro cammino verso Gerusalemme. Colui che era considerato il condottiero della Crociata era Raimondo IV di Tolosa era convinto della necessità di cessare le operazioni militari in Oriente e che fosse arrivato il tempo di tornare nelle proprie case. I cronisti dell’epoca narrano che con la forza della fede che pervadeva l’intero suo animo, Goffredo di Buglione riuscì a convincere Raimondo riguardo alla conquista di Gerusalemme come obiettivo religioso e non puramente politico.

Accadde oggi: Goffredo di Buglione apre una breccia il 15 luglio 1099

I crociati ripartirono da Antiochia desiderosi di prendere la città di Cristo. Il 7 giugno 1099 iniziò l’assedio della città che si concluse il 15 luglio quando Goffredo di Buglione, attivo durante tutto il periodo dell’assedio, riuscì ad aprirsi un varco tra le mura della città entrandoci grazie ad una torre d’assedio. Per le sue gesta eroiche in tale combattimento, egli venne nominato Re di Gerusalemme, in quanto gli altri crociati pensavano che fosse il più debole tra tutti.

Egli rifiutò la nomina di Sovrano di Gerusalemme in quanto considerava non fosse possibile definirsi tale nella città in cui Cristo morì per i peccati degli uomini. Così egli assunse il titolo di Advocatus Sancti Sepulchri, Difensore del Santo Sepolcro.

Accadde oggi 18 luglio muore Goffredo di Buglione

Accadde oggi: Goffredo e quell’idea di arrivare fino alle piramidi

Il Regno di Gerusalemme guidato dal condottiero fiammingo dovette subito scontrarsi con la minaccia dei Fatimidi d’Egitto, bramosi di riconquistare le terre perdute. Tale offensiva egiziana fallì grazie alla tenace resistenza degli uomini guidati da Goffredo.  Nel 1100, Goffredo di Buglione lanciò la sua offensiva estendendo i suoi domini sulle città di Acri, Arsuf, Giaffa e Caesarea.

La sua fede nella cristianità lo convinse ad iniziare una campagna contro l’Egitto al fine di conquistare Il Cairo. Il progetto di Goffredo era quello di sottomettere i Fatimidi e permettere così al Papa di tornare in Terra Santa. Da lì così, la nuova sede del Santo Padre ed Erede di San Pietro sarebbe tornata nella città simbolo del Cristianesimo: Gerusalemme.

Il feudatario franco, quindi, avrebbe trasferito il suo Regno in Egitto, facendosi da parte per favorire il ritorno del Papa.

Accadde oggi, 18 luglio: muore Goffredo di Buglione

Goffredo di Buglione morì pochi giorni prima dell’inizio dell’offensiva: il 18 luglio.

Il piano di riconquista cadde, quindi, nel vuoto. La sua instancabile fede nel cristianesimo e le sue gesta eroiche lo hanno fatto sì che un personaggio simile divenisse uno dei pilastri più importanti della storia umana. Citato dai più importanti scrittori dell’epoca, egli influenzò persino Torquato Tasso, che decise di inserirlo nel suo capolavoro “Gerusalemme Liberata” scrivendo così:

« Canto l’armi pietose e il capitano

che il gran sepolcro liberò di Cristo

molto operò con il senno e con la mano

molto soffrì nel glorioso acquisto… »

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