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pubblicato: mercoledì, 25 luglio, 2018

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Visita fiscale Inps: assenza in orario medico e no licenziamento. Quando accade

Visita fiscale Inps: assenza orario medico e no licenziamento

Visita fiscale Inps: assenza in orario medico e no licenziamento. Quando accade.

Nessun licenziamento per assenza visita fiscale, i casi specifici


Un soggetto si assenta durante la visita fiscale Inps; il medico non lo trova al domicilio da lui indicato e il datore di lavoro può sanzionarlo fino al licenziamento. Ma ci sono dei casi in cui il licenziamento non è consentito durante le assenze nelle fasce orarie di reperibilità. Semplicemente perché risulta illegittimo. Lo ha stabilito la Cassazione con una sentenza del 2011, nella quale si fa espresso riferimento a un caso particolare. Ovvero a tutte quelle condizioni per cui licenziare un soggetto che è assente durante gli orari delle visite fiscali non risulta legittimo.

Visita fiscale Inps: reperibilità, quando assentarsi

Parlando di quanto riportato sopra, bisogna fare riferimento alla giurisprudenza. E in particolare alla sentenza della Cassazione n. 6375 del 21 marzo 2011. In questa si riportava il caso di un soggetto che aveva avuto una distorsione della caviglia destra e quindi, per tale motivo, era assente dal posto di lavoro. Il soggetto in questione venne poi licenziato dal proprio datore di lavoro, perché durante il periodo di “malattia” era stato visto uscire di casa, camminare, svolgere le classiche azioni della vita quotidiana, insomma. Tutto questo era stato fatto durante gli orari di reperibilità legati alla visita fiscale. Il licenziamento aveva come causa il fatto che il soggetto, comportandosi in questo modo, non solo avrebbe ritardato i tempi di recupero e il rientro a lavoro, ma avrebbe contribuito anche a recuperare l’integrità fisica, denotando un comportamento incompatibile con la sussistenza del problema fisico.

Il soggetto ha poi presentato ricorso, asserendo che i suoi comportamenti erano stati suggeriti dal medico curante stesso. Quest’ultimo gli aveva infatti consigliato di compiere del movimento durante la giornata e in particolar modo di camminare. Questo avrebbe velocizzato e semplificato i tempi di recupero. E così il soggetto aveva fatto.

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Visita fiscale Inps: reperibilità non rispettata, quando non licenziare

La Corte di Cassazione si è così pronunciata in favore del soggetto. Evidenziamo in primis come lo stato patologico del lavoratore avesse trovato sussistenza nelle certificazioni mediche e nei risultati delle analisi strumentali e diagnostiche. La Cassazione stabilì inoltre che non poteva essere discusso al lavoratore un comportamento allineato alle esigenze terapeutiche prescritte dal medico curante. Il comportamento tenuto dal lavoratore non era così risultato incompatibile con il suo stato patologico; tutt’altro, invece. Compiendo movimento durante la giornata e soprattutto camminando, nonostante la distorsione della caviglia prescritta, il soggetto stava semplicemente seguendo una terapia curativa per ristabilire la situazione il prima possibile.

Pertanto la Cassazione dette ragione al lavoratore, obbligando il datore che lo aveva licenziato a reintegrarlo e al risarcimento del danno.

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