Pubblicato il 06/08/2014

Economia, ministro Padoan preoccupato “Stentiamo ad uscire dalla crisi”

autore: Giuseppe Spadaro
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Non nasconde le sue preoccupazioni il ministro dell’economia Padoan. Intervistato dal Sole 24 Ore, nel giorno in cui si aspettano i nuovi dati Istat sul Pil, il ministro spiega: “L’Italia stenta a uscire dalla crisi perché ha accumulato ostacoli strutturali. Per riprendere a crescere non ci sono scorciatoie: dobbiamo rimuovere quegli ostacoli con riforme strutturali”.

Intervistato dal direttore del quotidiano economico il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan sottolinea la necessità di procedere velocemente: “Il Paese deve riformarsi da solo e lo sta facendo. Dobbiamo farlo ancora più in fretta”. “Le riforme strutturali sono la caratteristica fondamentale della strategia del governo. Tra le riforme è fondamentale includere le riforme istituzionali anche perchè hanno un impatto molto importante sul funzionamento dell’economia e cito due ragioni evidenti: la semplificazione del processo legislativo e la certezza della durata dei governi. Questi due fattori – spiega Padoan – sono estremamente importanti per stabilizzare la fiducia e le aspettative di imprese, famiglie e investitori internazionali”.

Pier Carlo Padoan

Il ministro assicura che il governo “farà di tutto per evitare l’applicazione delle misure di salvaguardia in termini di tagli lineari o nuove tasse”. Sulla Tasi, “l’aumento è slegato da coperture del bonus Irpef, ha a che fare con politiche fiscali del governo precedente. Il governo non vuole utilizzare la Tasi per finanziare il bonus”. Sulla spending review, “è viva e vegeta, continua e viene introitata dal lavoro dei ministri” dice Padoan, che esprime “massima stima e apprezzamento per il lavoro di Cottarelli”.

Nell’intervista il ministro commenta il caso Alitalia: “Un accordo faticoso e laborioso ma sono certo che sarà una scelta positiva per il Paese”, dichiara. Quanto al caso Telecom-Telefonica, “Sono aziende private e quindi non entro nel merito. Bene l’interesse degli investitori cinesi”. La Cina, osserva, “vuole investire in Italia non con la logica del mordi e fuggi e ciò non mi pare poco. Questo mostra come sia possibile accrescere l’investimento nel nostro Paese”.

Autore: Giuseppe Spadaro

Direttore Responsabile di Termometro Politico. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti (Tessera n. 149305) Nato a Barletta, mi sono laureato in Comunicazione Politica e Sociale presso l'Università degli Studi di Milano. Da sempre interessato ai temi sociali e politici ho trasformato la mia passione per la scrittura (e la lettura) nel mio mestiere che coltivo insieme all'amore per il mare e alla musica.
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