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pubblicato: mercoledì, 6 agosto, 2014

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Economia, ministro Padoan preoccupato “Stentiamo ad uscire dalla crisi”

pensioni padoan volkswagen

Non nasconde le sue preoccupazioni il ministro dell’economia Padoan. Intervistato dal Sole 24 Ore, nel giorno in cui si aspettano i nuovi dati Istat sul Pil, il ministro spiega: “L’Italia stenta a uscire dalla crisi perché ha accumulato ostacoli strutturali. Per riprendere a crescere non ci sono scorciatoie: dobbiamo rimuovere quegli ostacoli con riforme strutturali”.

Intervistato dal direttore del quotidiano economico il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan sottolinea la necessità di procedere velocemente: “Il Paese deve riformarsi da solo e lo sta facendo. Dobbiamo farlo ancora più in fretta”. “Le riforme strutturali sono la caratteristica fondamentale della strategia del governo. Tra le riforme è fondamentale includere le riforme istituzionali anche perchè hanno un impatto molto importante sul funzionamento dell’economia e cito due ragioni evidenti: la semplificazione del processo legislativo e la certezza della durata dei governi. Questi due fattori – spiega Padoan – sono estremamente importanti per stabilizzare la fiducia e le aspettative di imprese, famiglie e investitori internazionali”.

Pier Carlo Padoan

Il ministro assicura che il governo “farà di tutto per evitare l’applicazione delle misure di salvaguardia in termini di tagli lineari o nuove tasse”. Sulla Tasi, “l’aumento è slegato da coperture del bonus Irpef, ha a che fare con politiche fiscali del governo precedente. Il governo non vuole utilizzare la Tasi per finanziare il bonus”. Sulla spending review, “è viva e vegeta, continua e viene introitata dal lavoro dei ministri” dice Padoan, che esprime “massima stima e apprezzamento per il lavoro di Cottarelli”.

Nell’intervista il ministro commenta il caso Alitalia: “Un accordo faticoso e laborioso ma sono certo che sarà una scelta positiva per il Paese”, dichiara. Quanto al caso Telecom-Telefonica, “Sono aziende private e quindi non entro nel merito. Bene l’interesse degli investitori cinesi”. La Cina, osserva, “vuole investire in Italia non con la logica del mordi e fuggi e ciò non mi pare poco. Questo mostra come sia possibile accrescere l’investimento nel nostro Paese”.

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