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pubblicato: venerdì, 21 settembre, 2018

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Contributi volontari Inps 2018: come averli e quanto costano

Contributi volontari Inps 2018 come averli e quanto costano

Contributi volontari Inps 2018: come averli e quanto costano

Quanto costano i contributi volontari Inps


Come raggiungere una ‘buona pensione’? Ottenerla è la meta di tutti gli italiani. Ma come è possibile perseguire l’obiettivo? Molto dipende dal tipo di attività che si svolge e da come si sviluppa il percorso lavorativo. Ad esempio i contributi volontari sono una strada percorribile da chi intende coprire gli anni mancanti al diritto alla pensione. Oppure da chi decide di utilizzarli per aumentare il montante contributivo. Vediamo nel dettaglio come è possibile sfruttare il canale dei contributi volontari e chi può farlo.

Contributi volontari, cosa sono

Innanzitutto cosa sono i contributi volontari? Sono versamenti autonomi e volontari versati dall’interessato all’INPS per coprire alcuni periodi contributivi. Tale possibilità si può verificare quando l’interessato abbia cessato o interrotto prima del pensionamento la sua attività lavorativa. La finalità è di raggiungere il diritto all’accesso alla pensione con la quantità di contributi necessari. O per migliorare l’importo pensionistico se sono già stati raggiunti i requisiti contributivi richiesti.

Contributi volontari, quando viene concessa l’autorizzazione

I contributi volontari devono essere autorizzati dall’Inps. In quali casi viene concessa l’autorizzazione per il versamento dei contributi volontari? Quando il lavoratore non svolge alcun tipo di attività lavorativa dipendente o autonoma (compresa quella parasubordinata). Se il lavoratore ha chiesto brevi periodi di aspettativa non retribuita per motivi familiari o di studio. Infine quando il lavoratore ha un contratto part-time orizzontale o verticale.

Una volta ottenuta l’autorizzazione ai versamenti volontari gli stessi anche se interrotti possono essere ripresi in qualsiasi momento senza dover presentare una nuova domanda. Per quanto riguarda il tipo di pensioni i contributi volontari possono fare riferimento ed essere utilizzati per tutte le pensioni dirette. Ovvero le pensioni di vecchiaia, anzianità, assegno ordinario di invalidità e inabilità. E anche per le pensioni indirette (superstiti e reversibilità).

Contributi volontari, chi può utilizzarli

I contributi volontari sono una opportunità riservata a tutti gli iscritti presso uno dei fondi costituenti la previdenza pubblica obbligatoria.

Inoltre i contributi volontari sono ammessi nei casi di: sospensione dal lavoro anche per periodi brevi se sono assimilabili all’interruzione o cessazione del lavoro. O di sospensione o interruzione del rapporto di lavoro previsti da norme di legge o disposizioni contrattuali successive al 31 dicembre 1996. Ad esempio congedi per formazione, congedi per gravi e documentati motivi familiari; aspettativa non retribuita per motivi privati o malattia, sciopero, interruzione del rapporto di lavoro con conservazione del posto per servizio militare. Altri casi sono l’attività svolta con contratto di lavoro part-time se effettuato a copertura. O a integrazione dei periodi di attività lavorativa svolta a orario ridotto. Integrazione dei versamenti per attività lavorativa svolta nel settore agricolo con iscrizione per meno di 270 giornate complessive di contribuzione effettiva e figurativa nel corso dell’anno.

Contributi volontari, i requisiti necessari

Al fine di essere autorizzato al versamento volontario è necessario avere uno dei seguenti requisiti. Almeno 5 anni di contributi (260 contributi settimanali ovvero 60 contributi mensili) indipendentemente dalla collocazione temporale dei contributi versati. O ancora almeno 3 anni di contribuzione nei cinque anni che precedono la data di presentazione della domanda.

I requisiti richiesti devono essere raggiunti con la contribuzione effettiva (obbligatoria, volontaria e da riscatto). Quindi senza la contribuzione figurativa. La richiesta può avvenire tramite il canale telematico o chiamando i numeri dedicati o tramite patronati e tutti gli intermediari dell’Inps.

Contributi volontari, i costi

Conviene versare i contributi volontari per migliorare la propria pensione? Rispondere alla domanda è impossibile. Infatti ogni caso va valutato singolarmente. E nella valutazione incidono molti fattori. Primo tra tutti il tempo. In pratica quanti sono gli anni che mancano alla pensione. Se si tratta di pochi anni il percorso può essere sostenibile e vantaggioso dal punto di vista economico. Il discorso è diverso se gli anni di distanza dalla pensione sono molti e l’esborso diventa notevole.

Vediamo alcuni numeri e alcune percentuali. Per i lavoratori dipendenti l’aliquota di finanziamento è del 32,87%. Agli artigiani viene applicata l’aliquota del 23,10%. Il calcolo dipende a sua volta anche dalla fascia di reddito. Nei casi dei lavoratori precari con Partita Iva si applica l’aliquota del 27%.

Contributi volontari, le scadenze

Anche i contributi volontari hanno delle scadenze che il contribuente deve rispettare. Infatti entro il 30 giugno 2018 è possibile coprire il trimestre gennaio, febbraio e Marzo. Mentre il 30 settembre 2018 è la data di scadenza per il periodo aprile, maggio e giugno. Mentre per il trimestre successivo di luglio, agosto e settembre la scadenza è 31 dicembre 2019. Infine entro il 31 marzo 2019 si devono effettuare i versamenti per il periodo di ottobre, novembre e dicembre.

Altre informazioni utilissimi da conoscere riguardano il fatto che eventuali versamenti fatti oltre i termini di scadenza sono da considerare nulli e perciò rimborsabili.

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