pubblicato: sabato, 8 settembre, 2018

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La crisi migratoria in Venezuela: un esodo che preme sul Sud America

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La crisi migratoria in Venezuela: un esodo che preme sul Sud America

Secondo le Nazioni Unite, circa 2,3 milioni di persone hanno lasciato il Venezuela a partire dall’inizio del 2014. Fuggono da un paese in ginocchio dal punto di vista economico, politico e sociale. Un paese dove l’inflazione rende impossibile reperire anche solo beni di prima necessità. Fuggono e alimentano una crisi migratoria che preme su tutto il Sud America.

Le stime dell’ONU raccontano di un esodo che vede partire 5000 persone in media ogni giorno. Numeri che il governo di Caracas nega, affermando che si tratta di un’invenzione dei nemici del Venezuela. La maggior parte dei migranti cerca rifugio nei paesi vicini: soprattutto Brasile, Colombia, Ecuador e Perù. Fuggono a bordo di autobus, in aereo, in barca, ma anche a piedi. Come racconta l’agenzia Reuters, tutti speravano di trovare una vita migliore oltre i confini del Venezuela. Molti si sono ritrovati invece a dormire in tende o su cartoni per strada.

Tutto il Sud America è in allarme. Circa un milione di migranti in fuga dal Venezuela vive in Colombia ad esempio, secondo le stime delle autorità locali. Ma avere numeri precisi è difficile. Molti migranti passano il confine irregolarmente, infatti. Facile immaginare dunque che le cifre siano in realtà più alte.

La crisi migratoria in Venezuela: cosa succede in Colombia, Ecuador e Perù

Ad agosto, prima l’Ecuador e poi il Perù hanno imposto un giro di vite. Tutti i migranti in arrivo dal Venezuela devono mostrare il passaporto. La carta d’identità non basta più. Il cambiamento è significativo: sono in percentuale molto pochi coloro che possiedono un passaporto. Averne uno o ottenere un rinnovo può richiedere mesi. Per questo motivo, ad esprimere preoccupazione sono state anche le autorità della Colombia, che avevano comunque già inasprito le normative nei confronti dei migranti venezuelani nei mesi scorsi.

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Secondo le stime di Bogotà, ogni giorno in media 3.000 persone varcano il confine tra Colombia ed Ecuador, nei pressi della cittadina di Rumichaca. Circa 423.000 i venezuelani che sono entrati in Ecuador da lì, nel corso di quest’anno. Le autorità colombiane temono che le decisioni dei paesi vicini producano come effetto collaterale quello che migliaia di migranti venezuelani arrivati in Colombia non possano di fatto più uscirne. Circa mezzo milione di persone in fuga dal Venezuela sono entrate in Colombia nel corso degli ultimi quindici mesi.

La crisi migratoria del Venezuela vista dal Brasile

La città di Boa Vista, capitale dello stato di Roraima, nel nord del Brasile, ha visto arrivare migliaia di venezuelani negli ultimi due anni. Secondo il sindaco della capitale, circa 3.000 vivono per strada. I migranti in fuga dal Venezuela dormono nei pressi di centri commerciali o in tendopoli allestite da associazioni umanitarie. Altri hanno il permesso di passare la notte in capannoni, al coperto, a patto di andar via al mattino.

Ma ci sono anche tensioni. Come quelle scoppiate a metà agosto nella città di Pacaraima, al confine con il Venezuela. A innescarle, la rapina ai danni di un commerciante. L’episodio è stato attribuito appunto a migranti venezuelani. La popolazione locale ha distrutto due tendopoli improvvisate. Il governo brasiliano ha deciso di inviare 120 soldati. A Pacaraima, cittadina di circa 12.000 abitanti, sono circa mille i migranti venezuelani e nicaraguensi che vivono in strada.

Foto di copertina: Zaprittsky (CC-BY 2.0)

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