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pubblicato: mercoledì, 19 settembre, 2018

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Pensione di cittadinanza: aumento e integrazione sociale, Di Maio ‘si parte’

Pensione di cittadinanza aumento e integrazione sociale, Di Maio 'si parte'

Pensione di cittadinanza: aumento e integrazione sociale, Di Maio ‘si parte’

Di Maio assicura la pensione di cittadinanza


Il vicepremier Luigi Di Maio ha annunciato l’avvio della misura che prende il nome di ‘pensione di cittadinanza’. L’importo sarà la stesso del reddito di cittadinanza. Ovvero 780 euro, pari alla soglia di povertà fissata dall’Istat. Nel corso di una audizione alla Camera il leader del MoVimento 5 Stelle ha dichiarato che è ‘fondamentale garantire pensioni minime al di sopra della soglia di povertà riequilibrando le risorse a sostegno delle pensioni sotto i 780 euro‘. Inoltre il ministro del Lavoro e allo Sviluppo Economico ha confermato l’eliminazione delle ‘pensioni di privilegio’.

Pensione di cittadinanza, platea molto ampia di beneficiari

Come effetto pratico la pensione di cittadinanza determinerà di fatto un aumento per chi percepisce assegni al di sotto dei 780 euro. Per esempio chi riceve un assegno pari a 600 euro riceverà una pensione più alta di 180 euro. Stando ad alcune stime la misura potrebbe coinvolgere una platea ampia di beneficiari. In particolare secondo i numeri diffusi dall’Inps le pensioni con importo inferiore alla soglia di povertà sarebbero più del 60% del totale.

Pensione di cittadinanza, forma di integrazione al minimo

Al momento è in vigore una forma di integrazione al minimo. Ovvero una forma di aiuto riservata a chi non raggiunge un trattamento pensionistico pari alla soglia più bassa fissata dalla legge di 507,42 euro. In caso di approvazione della pensione di cittadinanza è quasi certo che tali forme di sostegno al reddito sarebbero modificate.

Pensione di cittadinanza, maggiorazioni sociali

Al momento in più esiste una forma particolare di integrazione delle pensioni in favore degli over-60 che vivono in condizioni di particolare svantaggio economico. Non interessano solo i trattamenti previdenziali; ma anche quelli assistenziali, come l’assegno sociale. A prescindere dall’integrazione al trattamento minimo, ne hanno diritto sia i dipendenti che gli autonomi, con la sola esclusione degli iscritti alla gestione separata.

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Pensione di cittadinanza, importi maggiorazioni sociali

Gli importi delle maggiorazioni sociali per il 2018 sono i seguenti: 25,83 euro al mese per chi ha tra 60 e 64 anni; 82,64 euro al mese tra 65 e 69 anni; 136,44 euro per gli over-70 non titolari della quattordicesima; 124,44 euro per gli over-70 che ricevono la quattordicesima. Per avere diritto all’integrazione il pensionato deve stare al di sotto di limiti di reddito. Anche in questo caso la platea degli aventi diritto è di coloro che hanno redditi minimi. E non possono contare su altri introiti o redditi coniugali.

Della pensione di cittadinanza sono stati resi noti alcuni dettagli ma si attendono conferme. Infatti al momento non vi è ancora nessuna ufficialità. Se fosse approvata sarà molto probabile una rivisitazione delle attuali misure.

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