Pubblicato il 19/10/2018

Permessi retribuiti per lutto familiare, giorni e stipendio. I benefici

autore: Giuseppe Spadaro
Permessi retribuiti per lutto familiare giorni e stipendio I benefici

Permessi retribuiti per lutto familiare, giorni e stipendio. I benefici

Permessi e benefici per lutto a lavoro


Di volta in volta proviamo a chiarire quali sono i benefici e le possibilità che la legge riserva ai lavoratori. Dopo aver parlato di aspettativa dal lavoro e in più occasioni della cosiddetta Legge 104 affrontiamo di seguito il caso dei permessi retribuiti per lutto familiare. Quando e in quali spetta il permesso per lutto? Per legge il lavoratore dipendente, anche a tempo determinato, ha diritto a tre giorni lavorativi di permesso all’anno. Sono dunque permessi retribuiti e vanno considerati nelle giornate lavorative. La fattispecie va comunque verificata all’interno del contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento del comparto a cui il lavoratore appartiene. Se il contratto nazionale non dà luogo a permessi retribuiti si può verificare la sussistenza di permessi non retribuiti.

Permessi retribuiti per lutto, come fare richiesta

Per avere diritto al permesso retribuito il lavoratore deve avvisare il datore di lavoro dell’avvenuto lutto. Nella stessa occasione deve informare circa i giorni in cui sarà utilizzato. I giorni di permesso possono anche essere non consecutivi: qui le condizioni possono variare sulla base del singolo contratto di riferimento. La somma dei giorni, come abbiamo detto, deve comunque rispettare la regola generale dei tre giorni l’anno.

La regola è derogabile in alcuni contratti di lavoro, a seconda della categoria di appartenenza. In ogni caso la richiesta va accompagnata dalla documentazione che dimostri la morte della persona. Il termine per poter usufruire del permesso è di sette giorni dal decesso.

Permessi retribuiti per lutto, chi può fare richiesta

Quali sono i familiari per i quali è consentita la richiesta del permesso retribuito per lutto? Il permesso retribuito per lutto è consentito nei casi di morte di: genitori e figli, fratelli e sorelle, nipoti (figli dei figli) e nonni. Vi sono tuttavia contratti di lavoro che estendono la possibilità di richiedere i permessi retribuiti anche per parenti più lontani come suoceri o generi.

Permessi retribuiti per lutto, in caso di coincidenza con ferie

Vediamo ora un caso specifico: cosa succede se e quando l’evento luttuoso si verifica in corrispondenza delle ferie? Bisogna applicare il principio di effettività delle ferie, che perciò saranno sospese. Di conseguenza i giorni di permesso non sono da considerare ai fini del computo complessivo delle ferie.

Permessi retribuiti per lutto, il caso dei dipendenti pubblici

Nel caso dei dipendenti pubblici ci sono forme estensive delle regole generali. Per esempio secondo quanto previsto dalla normativa nazionale i dipendenti pubblici hanno la possibilità di chiedere e ottenere fino a tre giorni lavorativi di permesso retribuito per ogni singolo evento luttuoso. In questo caso quindi non è valida la regola dei tre giorni per ogni anno. Inoltre si può chiedere il permesso anche anche per la morte di affini di primo grado come suoceri o generi. In questo caso i giorni di permesso devono essere consecutivi.

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Autore: Giuseppe Spadaro

Direttore Responsabile di Termometro Politico. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti (Tessera n. 149305) Nato a Barletta, mi sono laureato in Comunicazione Politica e Sociale presso l'Università degli Studi di Milano. Da sempre interessato ai temi sociali e politici ho trasformato la mia passione per la scrittura (e la lettura) nel mio mestiere che coltivo insieme all'amore per il mare e alla musica.
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