pubblicato: venerdì, 7 Dic, 2018

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Aumento pensione casalinghe 2019: importo e requisiti Inps. Come si fa

Aumento pensione casalinghe 2019

Aumento pensione casalinghe 2019: importo e requisiti Inps. Come si fa

Importo pensione casalinghe Inps nel 2019


Quando si parla di aumento pensione casalinghe si può far riferimento al coefficiente di trasformazione, ovvero il parametro da valutare che cresce in base all’aumento dell’età. E che risulta fondamentale ai fini della valutazione dell’importo finale della pensione casalinghe. Infatti la pensione casalinghe è un trattamento che deriva solo dal versamento dei contributi e viene dunque calcolata tramite il sistema contributivo. Ovviamente, più elevato sarà l’ importo versato, più alto sarà l’ importo finale.
Al di là del metodo di calcolo, che proveremo a spiegare in seguito, partiamo dalle basi. Cominciando a definire la pensione casalinghe e chi può avervi accesso, elencando i requisiti richiesti.

Aumento pensione casalinghe: requisiti

Fare la casalinga (o il casalingo) è un lavoro a tempo pieno che però non è retribuito. Per questo motivo dal 1° gennaio 1997 è entrato a regime il Fondo pensione per casalinghe, ovvero un fondo di previdenza riservato alle persone che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari.
Prendendo a riferimento la guida Inps, andiamo a vedere quali requisiti sono richiesti, ovvero chi può iscriversi al Fondo.

  • Avere un’età tra 15 e 65 anni;
  • Svolgere lavoro in famiglia non retribuito derivante da responsabilità familiari e senza vincoli di subordinazione;
  • Non essere titolari di pensione diretta;
  • Non prestare attività lavorativa dipendente o autonoma per la quale sussista l’obbligo di iscrizione ad altro ente o cassa previdenziale;
  • Eventualmente prestare attività lavorativa part-time se si determina una contrazione delle settimane utili per il diritto a pensione relativamente a orario e retribuzione percepita.

L’iscrizione al Fondo può dare diritto all’accesso alla pensione di inabilità e alla pensione di vecchiaia. Nel primo caso dovrà essere intervenuta l’assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa. La pensione di vecchiaia si potrà ottenere invece dal 57° anno di età. In entrambi i casi bisognerà aver versato almeno 5 anni (60 mesi) di contributi.

Aumento pensione casalinghe 2019: come iscriversi al Fondo

Se si è in possesso dei requisiti richiesti sarà possibile iscriversi al Fondo pensione casalinghe presentando apposita domanda online tramite i servizi Inps. Bisognerà quindi accedere al portale dell’Istituto tramite Pin Inps. Le modalità di iscrizione al Fondo restano dunque 3.

  • Tramite servizio online disponibile sul sito Inps;
  • Contact Center (chiamando il numero 803 164 da fisso; oppure lo 06 164 164 da mobile);
  • Tramite patronato e intermediari dell’istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

L’Inps precisa che una volta effettuata l’iscrizione al Fondo questa conserva sempre la sua validità, anche nel caso in cui non vengano versati i contributi.

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Aumento pensione casalinghe: importo e metodo di calcolo

Il versamento dei contributi è volontario e libero, ciò significa che sarà possibile versare mensilmente le somme che si vogliono. L’Inps precisa però che il versamento minimo per dare diritto ad almeno 1 mese di contribuzione ammonta a 25,82 euro. Per capire quanti mesi di contributi vengono riconosciuti dall’Inps, il calcolo da fare corrisponderà alla divisione tra l’importo complessivo annuo versato e l’importo minimo ammontante a 25,82 euro. Facendo un esempio pratico, qualora si dovessero versare in 1 anno 215 euro, i mesi accreditati saranno 8.
Per individuare l’importo della pensione, bisognerà invece effettuare un calcolo più complesso. E prendere come riferimenti il montante contributivo, vale a dire gli importi accantonati, nonché il coefficiente di trasformazione, parametro variabile in base all’età del soggetto (più l’età è alta, più il coefficiente cresce). In merito al montante contributivo, bisognerà rivalutarlo annualmente in base al valore medio quinquennale del Pil. Una volta ottenuto il montante contributivo complessivo occorrerà moltiplicarlo per il coefficiente di trasformazione. Quest’ultimo, per il 2018, varia da un minimo di 4,246 a un massimo di 6,378. A 65 anni il coefficiente di trasformazione corrisponde a 5,326.

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