Obsolescenza programmata smartphone con gli aggiornamenti: cosa significa

Pubblicato il 25 Ottobre 2018 alle 13:14 Autore: Guglielmo Sano
obsolescenza programmata

Obsolescenza programmata smartphone con gli aggiornamenti: cosa significa

Un fenomeno legato, soprattutto, al mondo della tecnologia quello dell’obsolescenza programmata. Quest’ultima può essere spiegata come la definizione della durata della vita di un prodotto tramite alcuni accorgimenti in fase di produzione. In breve, alcune aziende costruiscono i propri prodotti in modo che non durino più di un certo tempo così che l’utente sia “costretto” ad acquistare un modello successivo.

Possono essere utilizzati materiali scadenti, per esempio, oppure possono essere previsti alti costi di riparazione (che, quindi, rendono più appetibile l’acquisto di un nuovo prodotto). Inoltre, possono essere rilasciati degli aggiornamenti software che appesantiscono il dispositivo tanto da renderlo quasi inutilizzabile.

Obsolescenza programmata: la multa per Apple e Samsung

Giusto ieri, 24 ottobre, l’Antitrust ha multato Apple e Samsung, rispettivamente per 10 e 5 milioni di euro, proprio per quest’ultimo motivo. In pratica, i due “colossi” avrebbero rilasciato degli aggiornamenti – “senza fornire adeguate informazioni, né alcun mezzo di ripristino delle originarie funzionalità dei prodotti” – sapendo di compromettere le prestazioni dei propri modelli più vecchi; dunque, in sostanza, ne avrebbero consapevolmente accelerato il processo di sostituzione anche “mediante l’insistente richiesta di effettuare il download”.

È la prima volta che un’autorità statale punisce dei responsabili di “obsolescenza programmata”. Tuttavia, l’espressione non viene mai utilizzata dall’Agcm che si è mantenuta sulla linea dell’individuazione di “pratiche commerciali scorrette”. D’altra parte, nonostante la storica decisione, resta difficile individuare il confine tra una condotta fraudolenta e i problemi che comporta la sovrapposizione di software sempre più avanzati su hardware che invecchiano sempre più presto.

Su questo concetto insisteranno entrambe le società che di certo ricorreranno in appello; se non altro perché – pur non conoscendo ancora la portata della sentenza – potrebbero partire tantissimi ricorsi da parte delle associazioni di consumatori.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità
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