Pubblicato il 06/11/2018 Ultimo aggiornamento: 18 Luglio 2019 alle 13:00

Colloquio di lavoro: domande e come prepararsi al meglio

autore: Claudio Garau
Colloquio di lavoro: come affrontarlo al meglio. permessi lavoro inps

Colloquio di lavoro: domande e come prepararsi al meglio

C’è sicuramente un momento della vita di ciascuno che rimane impresso nella memoria. E’ quello del primo colloquio di lavoro e di tutto il carico di tensioni e aspettative che esso comporta. Vediamo quali accorgimenti adottare al fine di rendere questo momento un po’ meno difficile da affrontare e di superarlo al meglio.

Le prime battute di un colloquio di lavoro: la presentazione generale di se stessi

Molto probabilmente, il selezionatore all’inizio del colloquio di lavoro farà una domanda molto ampia relativa alla descrizione di se stessi e del proprio percorso formativo e lavorativo (se già presente). Questo è un momento da sfruttare appieno per partire con il piede giusto, mettendo subito in luce i propri punti di forza e i propri obiettivi professionali.

Se il selezionatore chiederà – e con tutta probabilità lo farà – quali sono i propri difetti o lacune, sarà meglio chiarirle senza troppe difficoltà e anzi mostrarsi inclini a superarli con grinta. Un’altra domanda gettonata è ovviamente quella relativa a spiegare perché ci si ritiene candidati ideali per una certa posizione. In questo caso, sarà opportuno fare riferimento non solo ai propri titoli o riconoscimenti professionali, ma anche alle cosiddette soft skills, e cioè alle doti strettamente personali come spirito di sacrificio o resistenza allo stress.

Cosa rispondere alla domanda sul perché si vuole lasciare l’occupazione attuale

Una domanda scottante potrebbe essere quella sulle ragioni per cui il candidato vuole lasciare l’impiego che ha attualmente, candidandosi per altra azienda e ruolo professionale. In questo caso, il candidato fa bene a non focalizzarsi sulle caratteristiche dell’impiego attuale, altrimenti rischiando di cadere in critiche o polemiche verso l’attuale datore di lavoro; molto più preferibile invece sottolineare le ragioni che portano a cercare un nuovo posto di lavoro.

Ad esempio, è opportuno parlare del particolare interesse verso il settore in cui opera l’azienda presso cui è svolto il colloquio e la volontà di seguire quindi le proprie ambizioni ed aspirazioni professionali.

La domanda sulla retribuzione desiderata: cosa rispondere

Un’altra domanda che potrebbe mettere in difficoltà più di un candidato è quella relativa alla retribuzione. Occorre sì rispondere, però senza rischiare di apparire venali o troppo guidati da ambizione meramente economica. Quindi, se un selezionatore farà questa domanda, sarà meglio rispondere non con un importo preciso di stipendio, bensì facendo riferimento – in modo più diplomatico – agli standard di mercato connessi ad un certo ruolo professionale.

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In caso di altre candidature presso più aziende, che cosa rispondere

Un’altra domanda cui è meglio arrivare preparati è quella relativa ad eventuali altre candidature o percorsi di selezione cui il candidato sta partecipando. Il selezionatore infatti potrebbe voler sapere qualcosa di più circa i modi con cui il candidato sta cercando nuove occasioni di lavoro. In questo caso, senza citare espressamente i nomi di altre eventuali aziende concorrenti, sarà bene sottolineare che questa ricerca presso più realtà diverse è fondata sulla propria ambizione e desiderio di miglioramento professionale. Inoltre, far sapere che il proprio CV è comunque richiesto da tanti selezionatori è sempre un ottimo punto a favore.

L’aspetto esteriore: come presentarsi al colloquio

La prima impressione, si sa, è quella relativa al vestiario. Il come vestirsi dipenderà molto dall’ambiente di lavoro che il candidato incontra in sede di colloquio. Un’ambiente formale (ad esempio la sede di una multinazionale) imporrà un dress code piuttosto rigido e formale. Viceversa, il colloquio per un ruolo in un ristorante o in un pub, non necessita di formalismo estremo nell’abbigliamento. Regola fondamentale è però vestirsi, in ogni caso, in modo sobrio e senza combinazioni di colori troppo originali. Ciò che deve emergere, ovviamente, è il proprio carattere e i propri obiettivi professionali.

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Autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità. Cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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