Nuda proprietà e usufrutto: cosa sono, regole e normativa

Pubblicato il 13 Novembre 2018 alle 17:46 Autore: Claudio Garau
Nuda proprietà e usufrutto: cosa sono, regole e normativa. Pignoramento prima casa e separazione dei beni, come evitarlo

Nuda proprietà e usufrutto: cosa sono, regole e normativa

Spesso oggigiorno sentiamo parlare di nuda proprietà ed usufrutto. Essi, dal punto di vista giuridico, sono concetti distinti, però, al lato pratico, sono comunemente utilizzati dalle persone in modo collegato. Vediamo di seguito quindi cosa si intende con questi termini e come tali istituti sono regolati dalla legge.

L’attualità di istituti come la nuda proprietà e l’usufrutto

C’è un caso tipico e molto comune in cui questi due istituti compaiono insieme. E’ la situazione in cui un genitore decida di donare o vendere un appartamento al figlio, pur continuando a viverci per il resto della propria vita. Vista la diffusione di circostanze di questo tipo, il legislatore ha puntualmente regolato tali situazioni, stabilendo una serie di diritti ed obblighi sia per il nudo proprietario (colui che ha acquistato o ricevuto in dono la nuda proprietà), sia per l’usufruttuario (colui il quale gliel’ha donata o venduta). Quest’ultimo riservandosi per un certo tempo (o per tutta la sua vita) l’usufrutto su di essa.

Su quali beni è possibile costituire usufrutto e nuda proprietà

C’è pluralità circa l’oggetto di usufrutto e nuda proprietà. Pertanto i soggetti che intendono regolare i loro rapporti con usufrutto e nuda proprietà, lo possono fare su un’ampia varietà di beni. Il legislatore ha infatti previsto che rientrano in essi, i beni mobili e i beni immobili, i beni immateriali come le opere dell’intelletto, i crediti e i titoli di credito.

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Caratteristiche dell’usufrutto e della nuda proprietà: durata e limitazioni

Come dicevamo questi due concetti sono legati tra loro. Infatti l’usufrutto è un diritto reale di godimento che spetta all’usufruttuario, il quale può così  godere ed usare una cosa di proprietà di un’altra persona; con l’obbligo, però, di non poterne modificare la destinazione economica. In questa particolare situazione, il proprietario della cosa su cui c’è usufrutto è chiamato “nudo proprietario”, per l’evidente motivo che è spogliato dei poteri tipici di chi ha il titolo di proprietà. Cioè il potere di usare e godere della cosa.

Dal punto di vista temporale, la legge è chiara nel stabilire che l’usufrutto durerà soltanto finché l’usufruttuario sarà in vita, qualora sia stato costituito a favore di una persona fisica. In caso invece di persone giuridiche, ha una durata fissa massima stabilita in trenta anni. In conseguenza di ciò, vige il divieto di trasmissione dell’usufrutto agli eredi per testamento. E ci sara cessazione dell’usufrutto anche nel caso di cessione di esso al terzo, laddove il primo usufruttuario cessi di vivere.

Modi di acquisto dell’usufrutto e nuda proprietà

Il legislatore stabilisce un’ampia serie di casi, con i quali l’usufrutto è acquistato. Anzitutto può essere acquistato per contratto, attraverso l’attività di un notaio. Sarà necessaria la forma scritta al fine di trascriverlo nei registri immobiliari. E’ possibile poi acquistarlo per testamento: colui che fa testamento può designare un terzo come usufruttuario e l’erede, in questa situazione, sarà nudo proprietario. Un ulteriore modo di acquisto è dato dall’usucapione. Un caso di acquisto per volontà di legge è invece quello dell’usufrutto legale dei genitori sui beni di proprietà dei figli minorenni.

Ipotesi di estinzione di usufrutto e nuda proprietà

La legge stabilisce molti casi di estinzione dell’operatività di questi due istituti. Vediamone alcuni. Anzitutto l’usufrutto (e la nuda proprietà) è estinto quando muore l’usufruttuario, se è una persona fisica, oppure se sono passati trenta anni dalla costituzione dell’usufrutto nel caso in cui usufruttuario sia una persona giuridica. Inoltre c’è estinzione anche laddove il nudo proprietario e l’usufruttuario coincidano (il caso è quello in cui l’usufruttuario ceda l’usufrutto al nudo proprietario, facendo venir meno il fondamento stesso dell’usufrutto). Altri casi di estinzione sono la prescrizione, la distruzione totale del bene e la rinuncia dell’usufruttuario. Nel caso specifico di un usufrutto stabilito per contratto, se in esso è anche fissato un termine, l’usufrutto cesserà al raggiungimento di detto termine temporale.

Quali sono i diritti e i doveri di nudo proprietario ed usufruttuario

Riassumendo, occorre fare un po’ di chiarezza circa il rapporto intercorrente tra nudo proprietario ed usufruttuario, sul piano dei diritti e dei doveri.

Per ciò che riguarda il nucleo dei diritti dell’usufruttuario, egli può usare e godere in modo totale della cosa, ottenerne i frutti e cedere il proprio diritto di usufrutto ad un terzo. Sul piano degli obblighi, l’usufruttuario dovrà restituire al nudo proprietario la stessa cosa al termine dell’usufrutto e sostenerne le spese e gli oneri di custodia, amministrazione e manutenzione ordinaria.

E’ chiaro che, dal punto di vista giuridico, la posizione del nudo proprietario è quasi “statica”, essendo l’usufruttuario il vero protagonista del rapporto. Pertanto sono complessivamente poche le prescrizioni per il nudo proprietario. Egli avrà in suo favore l’eventuale diritto al tesoro, e cioè ad appropriarsi di ciò che sia ritrovato nel sottosuolo del bene. Dal lato dei doveri, dovrà sostenere le eventuali spese per riparazioni straordinarie.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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