pubblicato: sabato, 15 dicembre, 2018

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Blocco età pensionabile 2019: domanda Inps, come e quando farla

Blocco età pensionabile 2019

Blocco età pensionabile 2019: domanda Inps, come e quando farla

Richiesta blocco età pensionabile all’Inps


Si fa un gran parlare delle misure previste per le pensioni attuabili nel 2019. Tra queste si parla anche del blocco della età pensionabile 2019, che di fatto eviterebbe l’incremento di 5 mesi legato all’aspettativa di vita per un certo periodo di tempo. Al momento, quanto detto, resta però solo nel novero delle parole, visto che ancora non è stato messo niente nero su bianco. Le misure sulla pensione non saranno inserite nella Legge di Bilancio (dove però saranno comunicate le risorse di investimento), ma in un apposito decreto che dovrebbe essere pubblicato prima di Natale, stando alle recenti dichiarazioni del vicepremier Luigi Di Maio.

Ultimamente si è parlato anche di un possibile blocco dell’età pensionabile 2019, ma alle parole devono ancora seguire i fatti. Andiamo quindi a vedere quali sono i criteri attuali legati all’età pensionabile e come potrebbero (non) cambiare nel 2019.

Blocco età pensionabile 2019: lavori gravosi e usuranti

Iniziamo subito con un chiarimento riguardante i lavoratori che effettuano lavori gravosi e usuranti. Fa fede quanto stabilito dal decreto del Ministero del Lavoro del 18 aprile 2018 che richiama le disposizioni contenute nella Legge n. 205/2017 (art. 1, commi 147 e 148). Qui si stabilisce che per i lavoratori che hanno svolto e svolgono mansioni gravose e usuranti “non trova applicazione, ai fini del requisito anagrafico per l’accesso alla pensione di vecchiaia e del requisito contributivo per l’accesso alla pensione anticipata […] l’adeguamento alla speranza di vita stabilito per l’anno 2019”.

Per applicare tale blocco, tuttavia, bisogna presentare apposita domanda all’Inps tramite uno specifico modulo, che certifichi il possesso dei requisiti da parte del dichiarante. E che, in particolare, contenga il periodo di svolgimento della professione gravosa, il contratto collettivo applicato e il livello di inquadramento professionale, le mansioni gravose svolte e, eventualmente, il codice professionale Istat.

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Blocco età pensionabile 2019: le ultime

Le intenzioni del governo sono chiare: congelare il meccanismo che adegua l’età pensionabile all’aspettativa di vita. Tuttavia questo potrebbe non trovare riscontro nella realtà. Al momento attuale, quindi, è opportuno fare i calcoli con quanto previsto oggi dalla legge, in attesa di novità e aggiornamenti futuri che potrebbero mutare gli scenari. Intanto secondo l’Ocse, l’abbassamento dell’età pensionabile andrà ad aggravare le disuguaglianze generazionali “aumentando il già alto livello di spesa previdenziale” e riducendo “la crescita di lungo termine riducendo la popolazione in età lavorativa”.

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Blocco età pensionabile 2019: con quanti anni si va in pensione

Andiamo a ricapitolare i requisiti anagrafici (e contributivi) richiesti per le forme di pensione di vecchiaia e pensione anticipata.

  • Pensione di vecchiaia: fino al 31 dicembre 2018 i requisiti per accedere alla pensione di vecchiaia corrispondono a 66 anni e 7 mesi di età. E 20 anni di contributi. A partire dal 1° gennaio 2019, senza blocco dell’età pensionabile, il requisito anagrafico aumenterà a 67 anni, mentre quello contributivo resterà inalterato. Chi non presenta contributi entro il 31 dicembre 1995, dovrà anche aver maturato un assegno minimo, pari a 1,5 volte l’assegno sociale. Tra le varie opzioni per la pensione di vecchiaia spicca anche quella che si ottiene a 70 anni e 7 mesi di età (71 anni dal 2019) con solo 5 anni di contributi. Questa soluzione è riservata esclusivamente a chi non ha versato contributi prima del 1° gennaio 1996.
  • Pensione anticipata: fino al 31 dicembre 2018 gli uomini potranno accedere alla pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi, mentre per le donne è richiesto 1 anno in meno (41 anni e 10 mesi). Anche questo requisito muterà a partire dal 1° gennaio 2019, elevandosi di ulteriori 5 mesi. Pertanto gli uomini potranno accedere alla pensione anticipata con 43 anni e 3 mesi, mentre alle donne saranno richiesti 42 anni e 3 mesi. Chi non ha maturato contributi prima del 1996, potrà uscire anche con 20 anni di contributi e 63 anni e 7 mesi (64 anni dal 2019). In questo caso bisognerà aver maturato un trattamento pari a 2,8 volte l’assegno sociale. Il requisito contributivo aumenterà anche per i lavoratori precoci che abbiano versato almeno 12 mesi di contributi prima del compimento del 12° anno di età. Se a costoro nel 2018 sono richiesti 41 anni di contributi, a partire dal 2019 il requisito aumenterà di ulteriori 5 mesi.

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