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Verso il Pallone d’Oro 2018: Lionel Messi, il fenomeno

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Verso il Pallone d’Oro 2018: Lionel Messi, il fenomeno

È un Dio, come persona è ancora meglio che da calciatore” –Samuel Eto’o. “Gioca a calcio come Gesù. La cosa migliore è che Leo sia argentino e tutti dovranno riconoscere che il migliore del mondo è nato in quel paese” –Diego Armando Maradona. “È il più forte di tutti, Messi è il calcio” –Paolo Maldini.

Il talento argentino e inseparabile compagno e stella del Camp Nou non ha bisogno di presentazioni. Finché giocherà come solo lui sa fare entrerà sempre di diritto nella lista dei candidati al Pallone d’Oro, fra i 30 finalisti. I suoi 5 Palloni d’Oro lo rendono il più vincente in questo prestigioso trofeo.

Nonostante l’ultima stagione “sottotono” il capitano Blaugrana non ha certo smesso di incantare, confermando ancora una volta chi è il migliore. 46 gol in 58 presenze nell’ultima stagione. serve altro?

Signore e signori, Lionel Messi, il più forte di tutti.

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Verso il Pallone d’Oro 2018: Lionel Messi, le caratteristiche

Il pallone gli resta incollato al piede; ho visto grandi giocatori nella mia vita, ma nessuno con un controllo di palla come quello di Messi.” -Diego Armando Maradona.

Le citazioni ci aiutano a capire con chi abbiamo realmente a che fare. Perché quando una leggenda del calibro di Maradona parla così di un calciatore, non si può far altro che alzarsi e applaudire.

Alto 170 centimetri e con il baricentro del corpo più basso rispetto al normale, Messi a detta di alcuni non sarebbe nemmeno dovuto diventare un calciatore. “È troppo piccolo, non ha speranze di giocare, nemmeno se bravo“. Mai frase più insensata fu detta.

Giocatore tecnico, veloce e molto agile, addirittura spaziale. La Pulce ha ottime qualità nel controllo della palla e nell’accelerazione. È capace di dribblare e superare gli avversari con una facilità imbarazzante, seminando il panico in campo ovunque si trovi. Secondo il Centro di Medicina Sportiva dell’Università Brunel di Londra l’argentino avrebbe raggiunto la velocità massima di 32,5 km/h. Quando parte non lo si prende più, limitandosi a raccogliere il pallone che ha appena infilato in rete.

Mancino, con l’esterno sinistro si porta avanti il pallone, cambia direzione di movimento in pochissimo tempo ed esegue dribbling, mentre con l’interno del piede è capace di fornire grandissimi assist per i compagni di squadra. Messi gioca al servizio del suo talento e della propria squadra. Ha sfornato un qualcosa come 220 assist in 651 presenze col Barcellona. Straordinario.

A livello tattico, gioca su entrambe le fasce del campo cercando spesso l’azione solitaria in contropiede. Nasce ala destra, ma è stato impiegato anche come prima o seconda punta e addirittura come trequartista e regista di centrocampo per la nazionale argentina, posizione che mette in mostra la sua generosità e le sue qualità di impostazione. Uno straordinario tuttocampista che tutti vorrebbero in squadra. Al Barcellona trova la sua consacrazione nel ruolo del falso centravanti che tutti noi conosciamo.

Quest’ultimo ruolo, in particolare, gli ha permesso di esaltare la sua più grande caratteristica. Fare gol. 566 gol in 651 presenze coi Blaugrana, 65 in 128 incontri con la Nazionale Argentina. Al ragazzo piace segnare.

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Verso il Pallone d’Oro 2018: Lionel Messi, la carriera

Partiamo dalle giovanili. Il giovane Messi comincia il suo percorso calcistico a soli 5 anni, nel Grandoli, giocando con compagni di 6 anni. Dopo 3 anni fa tappa al Central Cordoba, quindi dopo pochi mesi al Newell’s Old Boys, dove segna 234 gol in 179 partite. Dal 2000 al 2004 milita nelle giovanili del Barcellona, approdando a 13 anni.

Arriva per lui l’esordio in prima squadra contro l’Espanyol,il 16 ottobre 2004. È il terzo giocatore più giovane a vestire la maglia del Barcellona e il più giovane a esordire nella Liga (record battuto solo dall’ex compagno di squadra Bojan Krkić nel settembre del 2007). Il 7 dicembre seguente esordisce in Champions League, nella sconfitta esterna per 2-0 contro lo Šachtar.

Da li il resto è storia: stagione dopo stagione si consacra a livello Mondiale, entrando a far parte di una della formazioni più forti e vincenti della storia del calcio. Il Barcellona di Pep Guardiola, che suo tiki taka ha incantato tutti. Fra i tantissimi successi conquista nelle stagioni 2008-2009 e 2010-2011 il prestigioso Triplete, vincendo tutto quello che c’era da vincere. Insieme a Cristiano Ronaldo, rivale di sempre, supera i 100 gol in Champions League ed è il secondo in questa speciale classifica, dietro al portoghese.

Leo Messi e il cruccio della selección

In Nazionale non mantiene gli stessi livelli che col Barcellona. Il suo rendimento con la Celeste è probabilmente l’unica “pecca” in una carriera più che perfetta. Nel 2014 raggiunge la Finale del Campionato del Mondo contro la Germania, perdendo per 1 a 0. Fosse andata diversamente quella partita probabilmente non ci sarebbero dubbi su chi sia il più forte in assoluto.

9 Campionati Spagnoli, 6 Coppe di Spagna, 8 Supercoppe di Spagna. Per non parlare delle 4 Champions League, delle 3 Supercoppe Uefa e dei 3 Mondiali per Club. Il Barcellona deve tutto a questo campione, una leggenda nel segno dei colori Blaugrana.

I premi a livello individuale sono sicuramente troppi da elencare. In particolare ha vinto 11 volte il FIFA FIFPro World XI, 5 volte il titolo di capocannoniere in Champions League, 9 volte in Liga. 5 i Palloni d’Oro vinti dalla Pulce, mai nessuno come lui fino ad oggi, e chissà in futuro. Ma questo è Lionel Messi, (forse) il più grande calciatore della storia.

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ultima modifica: martedì, 27 Novembre 2018