pubblicato martedì, 15 Gennaio 2019

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Buoni fruttiferi di Poste Italiane: rimborso PFR, ennesimo ricorso vinto

Buoni fruttiferi di Poste Italiane rimborso PFR
Buoni fruttiferi di Poste Italiane: rimborso PFR, ennesimo ricorso vinto

Rimborso buoni fruttiferi Poste Italiane


Un’altra vittoria per i titolari di buoni fruttiferi di Poste Italiane con clausola CPFR, ovvero Con Pari Facoltà di Rimborso. Questa è infatti una clausola che prevede il rimborso anche a uno solo dei cointestatari, senza che sia necessaria la presenza o il consenso degli eredi del titolare eventualmente deceduto. Recentemente il Tribunale di Verona ha accolto positivamente l’istanza di un socio Adiconsum, che si era visto negare il rimborso dei buoni postali cointestati presentando il titolo in solitaria. Il Tribunale di Verona ha però confermato il principio della clausola CPFR, che di fatto legittima il diritto da parte di ciascun cointestatario di riscuotere il titolo per intero presentando il titolo e senza che sia necessaria la presenza o l’autorizzazione degli altri eredi.


Cosa controllare prima del rimborso

Buoni fruttiferi postali: rimborso CPFR, l’episodio

La procedura regolare era stata infatti ostacolata dall’ufficio di Poste Italiane di un comune nel veronese, che aveva richiesto la presenza di tutti gli altri cointestatari titolari del buono. In breve, il titolo ha dei nominativi che risultano essere quelli dei titolari. Secondo l’ufficio di Poste Italiane, un solo titolare non aveva il diritto di riscuotere il buono da solo senza che gli altri fossero messi al corrente o fossero perfino presenti.

Il cliente si era allora rivolto ad Adiconsum. L’associazione aveva ricordato a Poste Italiane che i buoni con clausola CPFR possono essere anche riscossi a un solo intestatario. Da qui il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario, che però è risultato insufficiente. Infine il ricorso al Tribunale di Verona ha dato ragione al titolare del buono.

Un’altra sentenza dà dunque ragione ai titolari dei buoni fruttiferi postali cui Poste Italiane non corrispondeva gli interessi dovuti per ostacoli di tipo burocratico. Cavilli contro i quali le associazioni dei consumatori e gli studi legali si battono da tempo per far riconoscere i diritti dei clienti dell’Istituto postale.

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