Pubblicato il 28/12/2018 Ultimo aggiornamento: 31 Dicembre 2018 alle 19:12

Immigrazione, la situazione dei morti e dispersi in mare

autore: Gianni Balduzzi
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Immigrazione, la situazione dei morti e dispersi in mare

Che gli sbarchi sulle coste siciliane e del Sud Italia così come le richieste di asilo siano molto diminuiti lo sappiamo bene.

Secondo i dati più aggiornati del UNHCR sono arrivate solo 23.192 persone quest’anno, dato aggiornato al 24 dicembre, contro le 119.369 del 2017.

Ma quello che ha sempre più colpito l’opinione pubblica è stata la frequenza dei naufragi e delle morti nel Mediterraneo tra chi cercava di arrivare in Europa.

Come è la situazione ora? Sono diminuite le vittime? E di quanto?

Effettivamente sono calate. Sempre secondo l’UNHCR tra morti accertati (in grigio) e dispersi (in rosso) nel Mediterraneo centrale nel 2018 siamo a quota 1311, contro i 2872 del 2017 e i 4567 del 2016.

Si tratta per quest’anno della cifra più bassa dal 2013 quando non si superarono le 636 vittime.

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Immigrazione, i morti in base ai mesi

La stessa agenzia ONU fa notare che il ritmo di caduta delle vittime non ha seguito quello degli arrivi. In sostanza almeno nella prima metà di quest’anno è morto un migrante ogni 18 contro uno ogni 42 lo scorso anno.

Dipende come si guardano i dati, se in senso relativo o assoluto, insomma. Tuttavia non si può negare che le vite si contino, e in questo caso più di tutto deve valere il conto assoluto.

È chiaro che a partire oggi con le maggiori restrizioni presenti siano gli scafisti in condizioni più precarie e rischiose.

È interessante anche fare riferimento ai dati per mese, visto che sbarchi e vittime hanno andamento molto stagionale.

Il 2018 non è stato l’anno con meno vittime tutti i mesi. Per esempio a giugno stranamente vi sono stati più morti che nello stesso mese degli altri anni, 564 contro i 412 del 2017 e i 359 del 2016. Anche in luglio ci sono state più vittime che nel 2017, 157 contro 62. Tuttavia vi è stato un notevole recupero gli altri mesi. Per esempio ad aprile e maggio, quando di solito riprendevano i viaggi e in cui nel 2015 e 2016 vi sono state più stragi, come i 1240 morti del’aprile 2015 e i 1141 del maggio 2016.

Immigrazione, nel 2018 si sono evitate le stragi primaverili degli anni passati

Più equilibrato il confronto, anche se sempre al ribasso, a gennaio e febbraio. Nei mesi successivi l’estate il paragone è da effettuarsi soprattutto con gli anni più lontani, come il 2014, quando le vittime furono per esempio 1032 in settembre, visto che già nel 2017 vi fu un crollo di sbarchi e naufragi.

A settembre un po’ come a luglio vi sono state più vittime nel 2018 rispetto al 2017, 130 contro 101, ma in ottobre e novembre sono state solo 7 e 24 rispettivamente, contro i 153 e 2015 dell’anno scorso.

Si tratta quindi di un calo sostanziale che appare piuttosto strutturale.

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Autore: Gianni Balduzzi

Editorialista di Termometro Politico, esperto e appassionato di economia, cattolico- liberale, da sempre appassionato di politica ma senza mai prenderla troppo seriamente. "Mai troppo zelo", diceva il grande Talleyrand. Su Twitter è @Iannis2003
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