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Multe non notificate sono valide: la sentenza della Cassazione

Multe non notificate sono valide
Multe non notificate sono valide: la sentenza della Cassazione

Sentenza multe senza notifica


Anche le multe notificate sono valide. È quanto è stato stabilito dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 26843/2018. Questo significa che la contestazione al verbale non può essere effettuata solo per la mancata notifica, ma anche per il contenuto incluso in quel verbale. La sentenza ha naturalmente generato alcuni dubbi, ad esempio sul come sia possibile contestare il comunicato di un verbale non notificato. L’ordinanza chiude comunque un capitolo aperto nel lontano 2013 e che fa riferimento anche alla sentenza n. 22080/2017 delle Sezioni Unite, di fatto contestandola.

Un verbale non notificato, tuttavia, non basta per rendere illegittima la seguente cartella esattoriale relativa alla richiesta del pagamento dovuto, come ritenuto in precedenza. Come riferisce Il Sole 24 Ore, infatti, “la materia delle sanzioni amministrative è diversa da quella fiscale, nella quale il contribuente può scegliere se sollevare simultaneamente o no la questione della mancata notifica e quella di merito”.

Multe non notificate sono valide: i dubbi

La contestazione da parte del soggetto che riceve la cartella dovrà dunque essere di natura cognitiva e pertanto riferirsi alla sanzione amministrativa. In breve, una cartella di pagamento nonché una ingiunzione fiscale non risultano più non valide in caso di omessa notifica del verbale di accertamento o dell’ingiunzione. “In materia di opposizione a sanzioni amministrative”, si legge nell’ordinanza, “è inammissibile l’opposizione a cartella di pagamento, ove finalizzata a recuperare il momento di garanzia di cui l’interessato sostiene di non essersi potuto avvalere nella fase di formazione del titolo per mancata notifica dell’atto presupposto”.

Chi contesta dovrà quindi anche – preliminarmente – opporsi ai vizi contenuti nell’atto sanzionatorio. Restano i dubbi succitati, sull’impossibilità di opporsi al contenuto di un atto non recapitato, come peraltro stabilito dalle Sezioni Unite nella sentenza del 2017. In questa si stabilisce che l’obbligo di versare la somma dovuta per la violazione, “a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria”, si estingue se non è stata effettuata la notifica entro i termini di prescrizione.

La recente ordinanza della Cassazione potrebbe contrastare con l’articolo 24 della Costituzione Italiana. Articolo secondo il quale “tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi”. E ncora “la Legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari”. Alla luce di quanto riportato sopra, si attendono pertanto chiarimenti sulla questione in esame, per la quale ci si domanda se resterà un episodio isolato o se rappresenterà un importante precedente, qualora non ci siano altri interventi chiarificatori.

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ultima modifica: giovedì, 21 Marzo 2019