Pubblicato il 25/01/2019

Reddito di cittadinanza: requisiti e nuove limitazioni. Chi perde il sussidio

autore: Giuseppe Spadaro
Reddito di cittadinanza requisiti e nuove limitazioni. Chi perde il sussidio
Reddito di cittadinanza: requisiti e nuove limitazioni. Chi perde il sussidio

Chi perde i requisiti per il reddito


Manca sempre meno tempo all’avvio del reddito di cittadinanza. Una delle proposte che più ha caratterizzato il programma del MoVimento 5 Stelle a breve diventerà realtà. Il Governo Conte, nato dall’intesa politica tra M5S e Lega, ha inserito nella manovra approvata dal Parlamento le somme per l’applicazione della misura di contrasto alla povertà. Insieme al reddito di cittadinanza sarà istituita la pensione di cittadinanza. In entrambi i casi chi ha un reddito inferiore ai 780 euro al mese riceverà un sussidio. Per i dettagli e le modalità si rinvia all’ok del decreto che dovrebbe essere approvato nei prossimi giorni, entro metà gennaio.

Reddito di cittadinanza, partenza ad aprile 2019?

L’obiettivo del reddito di cittadinanza è reinserire dal punto di vista occupazionale chi ha perso il lavoro. O chi non ha un lavoro. I tempi? La misura potrebbe e dovrebbe partire da aprile 2019. Nel frattempo, oltre ai dettagli da rendere noti con apposito decreto su requisiti e presentazione delle eventuali domande, il governo dovrà attivarsi per consentire ai centri per l’impiego di risultare funzionali al perseguimento dei risultati fissati. Stando alle indiscrezioni nella individuazione dei potenziali beneficiari farà fede l’Isee familiare e si terrà conto anche di eventuali proprietà immobiliari.

Reddito di cittadinanza, coordinamento tra domande e offerte di lavoro

Le altre questioni da chiarire sono la durata e le condizioni con le quali sarà concesso il reddito di cittadinanza. Nelle ultime ore, stando a quanto riporta quifinanza, si fa largo la voce per cui non saranno accolte le domande di chi eventualmente si sia recentemente dimesso dal proprio lavoro. Anche per evitare che magari ci si dimetta in accordo col proprio datore di lavoro, salvo continuare a lavorare a nero. Come dichiarato giorni fa da Salvini, il governo farà di tutto per evitare di prestare il fianco ai “furbi”.

I lavoratori dipendenti dimissionari, fatta eccezione per le dimissioni per giusta causa, non potranno avanzare la richiesta del reddito di cittadinanza. Inoltre, con i centri per l’impiego, pare che un ruolo determinante nell’attuazione della misura sarà svolta dal cosiddetto navigator. Una specie di tutor che avrà il compito di coordinare e gestire domande e offerte di lavoro con riferimento ai beneficiari del reddito di cittadinanza. Non si sa al momento chi saranno e come saranno selezionate le figure preposte a formazione e coordinamento. Mentre è abbastanza sicuro che il sussidio passerà tramite una card con la quale sarà possibile acquistare esclusivamente beni di prima necessità.

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Autore: Giuseppe Spadaro

Direttore Responsabile di Termometro Politico. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti (Tessera n. 149305) Nato a Barletta, mi sono laureato in Comunicazione Politica e Sociale presso l'Università degli Studi di Milano. Da sempre interessato ai temi sociali e politici ho trasformato la mia passione per la scrittura (e la lettura) nel mio mestiere che coltivo insieme all'amore per il mare e alla musica.
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