Pensioni quota 100: TFR e TFS dopo 8 anni, anticipo in vista

Pubblicato il 25 Gennaio 2019 alle 06:30 Autore: Daniele Sforza
Pensioni quota 100, TFR e TFS dopo 8 anni, anticipo in vista
Pensioni quota 100: TFR e TFS dopo 8 anni, anticipo in vista

Liquidazione Quota 100, TFR e TFS in ritardo


Sul fronte pensioni Quota 100 rischia di aprire un discorso piuttosto complesso sulla corresponsione del Tfr e del Tfs ai dipendenti statali che utilizzeranno lo scivolo. Stando alle ultimissime notizie, infatti, la liquidazione del Tfr/Tfs potrà essere effettuata solo una volta che sono stati raggiunti i requisiti previsti dalla Legge Fornero. Vale a dire 67 anni per la pensione di vecchiaia, oppure 42 anni e 10 mesi di contributi. Non fosse che il discorso è reso ancora più complesso dal sistema di rateizzazione in atto che prevede la liquidazione del Tfr in 1 rata se l’importo è inferiore a 50 mila euro; in 2 rate se l’importo è compreso tra 50 e 100 mila euro e infine in 3 rate per gli importi superiori a 100 mila euro. Tempistiche che dunque rischiano un consistente allungamento, che potrebbe arrivare ben 8 anni dopo l’uscita anticipata con Quota 100.

Pensioni Quota 100: liquidazione Tfr e Tfs, come funzionerà

Il problema è evidente anche al governo che, stando a quanto riporta Il Mattino, starebbe già trattando con l’Abi per introdurre la possibilità di un anticipo bancario. Quest’ultimo sarebbe finalizzato a una corresponsione più rapida del trattamento di fine rapporto/servizio. In attesa del decreto che ufficializzerà la misura, previsto per metà gennaio, sono queste le ultime notizie che hanno risposto parzialmente ai dubbi e agli interrogativi emersi sul tema. La liquidazione immediata del Tfr, infatti, avrebbe elevato considerevolmente la spesa, già alta in virtù dell’attuazione delle misure previdenziali. L’anticipo bancario potrebbe dunque essere una risposta, ma bisognerà attendere aggiornamenti ufficiali e definitivi sulla questione.

Pensioni Quota 100: cosa prevede il decreto

Nel decreto sarà confermato anche il blocco dell’aumento dell’età contributiva pensionabile. Che resterà così a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e a 41 anni e 10 mesi per le donne. Nel testo del decreto si specificherà la retroattività di questa misura, visto che a partire dal 1° gennaio 2019 lo scatto è già avvenuto. Il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia seguirà i dettami previsti e resterà invece a 67 anni. Conferme invece per la proroga di Opzione Donna e Ape Social.

In merito a Quota 100, invece, arrivano ulteriori conferme sulla possibilità dello scivolo per anticipare di 3 anni l’uscita tramite i fondi bilaterali delle imprese, a patto che ci siano a fronte nuove assunzioni. Quota 100 sarà poi un regime sperimentale della durata triennale. Al termine di questo periodo le strade sono due: si ritorna alla normativa della Legge Fornero, oppure si proseguirà con Quota 41 per tutti, che il governo ha più volte affermato essere il traguardo finale.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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