11/03/2019

Prestito cattivi pagatori e cessione del quinto, quando sono concessi

autore: Guglielmo Sano
Prestito cattivi pagatori e cessione del quinto, quando sono concessi
Prestito cattivi pagatori e cessione del quinto, quando sono concessi

La cessione del quinto altro non è che una forma di prestito per chi ha una busta paga a disposizione o comunque una retribuzione fissa; richiedibile anche da chi ha un contratto a tempo determinato ma bisogna avere un garante; dunque, non solo i lavoratori ma anche i pensionati possono richiedere un prestito di tal genere; consiste, in sostanza, in una trattenuta sull’importo dell’assegno mensile che si percepisce.

Cessione del quinto: quando si può richiedere?

Per legge, i prestiti con cessione del quinto non possono essere restituiti con una rata di importo superiore al 20% dello stipendio netto o della pensione netta di chi li sottoscrive. Posto che possono essere previste al massimo 120 rate (minimo 24); la massima somma ottenibile attraverso questo tipo di finanziamento è determinata da una semplice operazione aritmetica.

Il prestito tramite cessione del quinto è uno strumento molto diffuso perciò, di solito, basta rivolgersi a un istituto di credito – o all’Inps – per richiederne uno. Tra l’altro, bisogna precisare che il prestito in questo caso non è finalizzato all’acquisto di un bene o di un servizio; dunque, chi lo richiede può utilizzare la somma, per così dire, liberamente.

Cessione del quinto: opportunità per i cattivi pagatori

Vedersi approvare un prestito, dopo essere stati inseriti nell’elenco dei cattivi pagatori, diventa un problema. A volte si ritarda o, addirittura, si manca di rimborsare le rate di un prestito nei termini fissati dal contratto sottoscritto; allora una delle possibilità dell’ente che ha erogato il finanziamento è quello di inserire il “cattivo pagatore”, appunto, in un’apposita “blacklist”. L’iscrizione in questo registro, che vien consultato da banche e finanziarie per conoscere la “reputazione” di chi richiede un prestito, varia dai 12 ai 36 mesi; la durata cambia chiaramente a seconda della gravità dell’insolvenza.

La cessione del quinto, nella maggior parte dei casi di questo tipo, potrebbe rivelarsi l’unica possibilità per ottenere un nuovo finanziamento. Infatti, nonostante un passato di più o meno gravi insolvenze, se si ha a disposizione un’entrata fissa e, soprattutto, dimostrabile, non ci dovrebbero essere problemi a vedersi concesso un prestito tramite cessione del quinto.

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Autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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