Derby di Milano: sorride l’Inter, scavalcato il Milan. Rossoneri a -2

Pubblicato il 19 Marzo 2019 alle 10:05 Autore: Ettore Bobbio

Va all’Inter il derby milanese numero 170. I nerazzurri battono i cugini rossoneri 3-2 e si riprendono il terzo posto. Il Milan scivola a -2.

Derby di Milano sorride l'Inter, scavalcato il Milan. Rossoneri a -2
Derby di Milano: sorride l’Inter, scavalcato il Milan. Rossoneri a -2

È l’Inter ad aggiudicarsi il derby numero 170 (in Serie A) della storia della Milano calcistica. Gran partita dei nerazzurri che hanno dominato nel primo tempo, subendo la reazione dei “cugini” solo nell’ultimo quarto d’ora della ripresa.

Il Milan ha avuto la forza di crederci fino all’ultimo ma ha pagato la poca incisività dei minuti iniziali e, in generale, di tutta la prima frazione di gioco.

Con il 3-2 finale, la squadra di Spalletti si riprende il terzo posto e sale a quota 53 punti in classifica. La squadra di Gattuso scivola al quarto posto, a 51 punti, a -2 dai nerazzurri e a +4 dalla Roma.

L’analisi del primo tempo del Derby

Squadre schierate a specchio, in campo, con il 4-3-3: modulo collaudato per i Rossoneri, un po’ meno per i nerazzurri che devono sopperire alle assenze di Nainggolan e Joao Mario. Il primo per infortunio, il secondo non in condizioni mentali dopo la scomparsa del padre.

Il solito Donnarumma tra i pali per il Milan, difesa a 4 composta da Romagnoli e Musacchio al centro, Rodriguez a sinistra e Calabria destra. A centrocampo Bakayoko, ormai titolare fisso dell’undici di Gattuso, schierato in mediana con Paquetà e Kessié esterni bassi (il primo a sinistra, il secondo a destra). In avanti Suso e Chalanoglu agiscono da esterni a supporto dell’unica punta Piatek, giocatore più atteso del match.

Per l’Inter, Handanovic tra i pali. In difesa, oltre alla consueta coppia centrale composta da Skriniar e de Vrij, ci sono D’Ambrosio a destra e Asamoah a sinistra. In mezzo, davanti la difesa c’è Brozovic, con Vecino e Gagliardini esterni bassi (l’uruguaiano a sinistra, l’italiano a destra). Davanti gioca ancora Lautaro Martinez al posto del grande assente Mauro Icardi. Perisic a sinistra e Politano a destra completano il reparto.

Pronti, via ed è subito Inter in avanti. Pressing asfissiante della squadra di Spalletti che non fa giocare il Milan, troppo attendista e rinunciatario, e trova il gol al minuto 3 con Vecino dopo una grande giocata di Perisic e una bella sponda di testa da parte di Lautaro che mette fuori tempo Donnarumma, Musacchio e Romagnoli.

Il Milan non riesce a giocare e, a parte un tiro e un colpo di testa di Paquetà, non crea grossi pericoli alla difesa interista.

L’Inter rischia il raddoppio un paio di volte: la prima al minuto 30, ancora dopo una grande azione di Perisic sulla fascia che mette un pallone invitante al centro per Vecino. L’uruguaiano però spara alto e grazia il Milan. Rossoneri graziati anche da Skriniar pochi minuti dopo (37′), quando su calcio d’angolo, il colpo di testa del centrale dell’Inter termina di poco a lato.

Il primo tempo finisce 1-0 in favore dei nerazzurri, padroni del campo.

L’analisi del secondo tempo del Derby

Nella ripresa non cambia il copione: il Milan, con il baricentro basso, che non esce dalla propria area e l’Inter arrembante che, al minuto 51, trova il raddoppio con un colpo di testa di de Vrij su calcio d’angolo. Gattuso ad inizio ripresa aveva sostituito Paquetà con Castillejo per tentare di dare vivacità in più alla manovra.

La partita sembra quasi del tutto chiusa, tuttavia il Milan mostra una forte reazione d’orgoglio e reagisce: minuto 57, punizione dalla trequarti interista in favore del Milan, Chalanoglu pennella una traiettoria insidiosa e precisa sulla quale interviene di testa Bakayoko che trafigge Handanovic. I rossoneri accorciano le distanze: 1-2. Adesso la rimonta è possibile e Gattuso sostituisce uno spento Rodriguez con Cutrone: Minuto 58, Rossoneri a trazione anteriore.

L’Inter è spiazzata e comincia a chiudersi, il Milan prende coraggio e attacca ma per poco. Infatti, al minuto 67, un fallo in area del subentrato Castillejo su Politano regala ai nerazzurri un penalty. La battuta di Lautaro Martinez è forte e precisa e Donnarumma non riesce a intervenire: Milan 1 – Inter 3.

Ancora una volta, però, il Milan non si arrende: Gattuso inserisce Conti al minuto 69 al posto di Kessie, in difficoltà per tutta la partita e, al minuto 71, su cross di Suso, i Rossoneri trovano la rete 2-3 con Musacchio che approfitta di una carambola tra D’Ambrosio e Handanovic e, di forza da 0 metri, spinge in rete. Guida consulta il VAR, tramite Silent Check, per un ipotetico fuorigioco di Pjatek ma alla fine concede la rete.

A questo punto l’Inter vuole proteggere il vantaggio e si copre: al minuto 73 Spalletti opera la prima sostituzione e inserisce Borja Valero al posto di Brozovic, autore, come tutta l’Inter, di un’ottima partita.

Nell’ultimo quarto d’ora di gara si assiste a un assedio del Milan nella metà campo dell’Inter. La squadra di Gattuso va vicina al pari prima con Castillejo, poi con Cutrone e Pjatek: il polacco si ritrova sui piedi una palla non trattenuta da Handanovic e batte a rete ma interviene prontamente de Vrij che salva il vantaggio dei suoi.

Al minuto 84 Spalletti opera la seconda sostituzione per l’Inter e inserisce Candreva al posto di uno stanchissimo Politano. Il Milan si rende pericoloso ancora con Pjatek, in ombra per tutto il match, che, con un colpo di tacco sugli sviluppi di un corner, per poco non beffa Handanovic al minuto 86.

Minuto 89: Guida estrae il rosso diretto per Conti, autore di un brutto fallo su Lautaro. Interviene il VAR che cambia la decisione dell’arbitro: alla fine è solo giallo per il terzino del Milan.

L’arbitro concede poi ben 6 minuti di recupero, Spalletti sostituisce un immenso Vecino con Ranocchia e il Milan sfiora ancora il pareggio: minuto 96, bellissimo cross di Suso dal fondo sul secondo palo. La palla arriva nei piedi di Cutrone che batte, di potenza, a rete con Handanovic fuori causa. Si immola D’Ambrosio che in scivolata mette in angolo e salva il risultato.

La partita termina così 3-2 in favore dell’Inter, con grande rammarico da parte del Milan, che ha reagito troppo tardi.

Le pagelle di Milan-Inter

MILAN:

DONNARUMMA 6,5: incolpevole sui tre gol subiti, compie alcune buone parate su Gagliardini, Skriniar e Politano. Riesce comunque a infondere sicurezza a una difesa traballante.

CALABRIA 6: soffre, soprattutto nel primo tempo, l’ottima prestazione di Perisic ma ciò non gli impedisce di proporsi in avanti. Suo il cross deviato in angolo da Skriniar sul quale il Milan trova il secondo gol.

MUSACCHIO 6: lascia tutto solo in area Vecino sul gol del vantaggio nerazzurro. Nel secondo tempo cresce e segna il gol del 2-3 per i suoi.

ROMAGNOLI 5: forse la più brutta partita stagionale del capitano del Milan che ha grosse colpe nei primi due gol dell’Inter. Nel secondo tempo si fa pure ammonire per proteste.

RODRIGUEZ 5: Troppo rinunciatario, non spinge in avanti e non riesce a contenere Politano. Si fa beffare da Perisic in occasione del primo gol interista e sembra accusare il colpo dello svantaggio più di tutti.

KESSIÈ 4,5: abulico, senza idee, poco propositivo e, soprattutto, stanco. È il giocatore, con Donnarumma, ad avere più minuti nelle gambe per il Milan e si vede. Da dimenticare il pesante litigio con Biglia in panchina pochi minuti dopo la sostituzione.

BAKAYOKO 7: il migliore del Milan. Nel primo tempo si mette subito in mostra per alcune belle giocate in mezzo al campo e per delle palle recuperate che fermano le ripartenze nerazzurre. Nella ripresa arriva il primo gol in stagione e con la maglia del Milan che permette alla sua squadra di crederci.

PAQUETÀ 5: A parte un tiro dalla distanza, ben parato da Handanovic, e un colpo di testa terminato fuori, combina poco. Viene sostituito al 46′ per un problema muscolare, forse dovuto all’elevato minutaglie nelle gambe da quando è in Italia.

CHALANOGLU 6,5: il numero 10 del Milan ci mette il cuore, corre tanto e si sacrifica per la squadra. Un po’ impreciso in avanti ma è autore dell’assist a Bakayoko in occasione del primo gol del Milan.

PJATEK 5: Completamente oscurato da de Vrij e Skriniar, non riesce a brillare, anche per i pochissimi cross arrivati in area nerazzurra. Nella ripresa prova a rendersi pericoloso con un colpo di tacco ma invano.

SUSO 4,5: Prosegue il periodo negativo dello spagnolo che, a parte due cross degni di nota, non riesce mai a superare Asamoah.

Dalla panchina:

CASTILLEJO (dal 46′) 5,5: Gioca tutto il secondo tempo sostituendo Paquetà ed è autore di una buona partita. Tuttavia, il fallo da rigore al minuto 67 ne condiziona la prestazione.

CUTRONE (dal 58′) 5,5: entra in campo con la solita voglia di spaccare il mondo che lo contraddistingue. Per poco non riesce a far pareggiare il Milan grazie all’ottimo intervento di D’Ambrosio all’ultimo. Tuttavia, a parte ciò, combina ben poco.

CONTI (dal 69′) 5,5: entra bene in partita e copre meglio dietro rispetto a Rodriguez. Una brutta entrata su Lautaro per poco non lo fa espellere. Poi Guida, con l’ausilio del VAR, ci ripensa e lui rimane in campo a lottare fino all’ultimo.

GATTUSO 5,5: Troppo difensivo il Milan visto nel primo tempo. Nel secondo opera due buone sostituzioni ma la situazione è ormai compromessa nonostante l’orgoglio della sua squadra.

INTER:

HANDANOVIC 6,5: Poco impegnato nel primo tempo, nel secondo compie un mezzo miracolo sul colpo di testa di Castillejo al minuto 74.

D’AMBROSIO 7,5: Forse la miglior partita del terzino nerazzurro da quando è all’Inter, sicuramente la migliore di questa stagione. Attacca, difende e salva, all’ultimo, un gol già festeggiato da giocatori e tifosi del Milan.

DE VRIJ 8: Insieme a Vecino, il migliore in campo. Non fa toccare palla a Pjatek e spadroneggia nella propria area di rigore insieme al compagno di reparto Skriniar. Segna pure il gol del raddoppio nerazzurro.

SKRINIAR 7,5: Gran partita del centrale slovacco che si rifà dopo la brutta prestazione contro il Francoforte.

ASAMOAH 7: partita molto dinamica del terzino interista ex Juve. Bene la fase in fase offensiva ma ancora meglio in quella difensiva dove non fa praticamente crossare Suso.

GAGLIARDINI 6: buona partita la sua come del resto quella di tutti i suoi compagni. Si rende protagonista di una buona conclusione nel secondo tempo sulla quale interviene Donnarumma. Gioca quasi tutta la partita cn la testa fasciata a causa di uno scontro, dopo 10 minuti, con Bakayoko.

BROZOVIC 6,5: copre bene in mezzo al campo impedendo la manovra al Milan. Anche lui si riscatta dopo le brutte prestazioni delle precedenti partite.

VECINO 8: Al di là del gol, magnifica partita dell’uruguaiano che è ovunque e sembra non stancarsi mai. Al minuto 90 Spalletti lo sostituisce regalandogli la standing ovation del popolo nerazzurro.

PERISIC 7,5: Svaria su tutto il fronte d’attacco, crossa sia da destra, in occasione del primo gol, che da sinistra, ma soprattutto ritrova la voglia che sembrava avere smarrito nell’ultima parte di stagione. Ritrovato.

LAUTARO MARTINEZ 7,5: le sue prestazioni e i 6 gol – 1 ogni 170 minuti – in 21 presenze non stanno facendo rimpiangere Icardi. Di questo passo Martinez potrebbe conquistare una maglia da titolare che sicuramente merita, vista anche la prestazione, con gol, di ieri sera.

POLITANO 7,5: anche nel derby l’esterno ex Sassuolo dimostra di essere sempre in partita creando continue difficoltà alla difesa rossonera. Si procura lui il fallo da rigore trasformato poi da Lautaro.

Dalla panchina:

BORJA VALERO (dal 73′) 6: Spalletti lo butta dentro per dare più copertura a centrocampo. Ci riesce nonostante qualche buona ripartenza orchestrata da Castillejo che lo mette in difficoltà, soprattutto nello scatto.

CANDREVA (dall’84’) 6: gioca solo 6 minuti più il recupero. Si rende protagonista di due cross, non proprio indimenticabili, e di una chiusura in corner su Calabria.

RANOCCHIA (dal 90′) S.V.

SPALLETTI 6,5: Prepara bene la partita, basando il gioco sul pressing alto dei suoi uomini. I fatti gli danno ragione: il Milan è in difficoltà e l’Inter trova subito il vantaggio. Azzeccata la scelta del 4-3-3 con Vecino esterno basso, più bilanciato rispetto al 4-2-3-1. Al 90′ viene allontanato da Guida per proteste, in occasione della mancata espulsione di Conti.

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L'autore: Ettore Bobbio

Ettore Bobbio nasce a Sciacca (AG) il 05/04/1994. Consegue il diploma di liceo classico nel Giugno 2013. Nel 2014 si iscrive alla Facoltà di Storia e Filosofia presso l'Università degli Studi di Palermo, laureandosi nell'Ottobre 2017. Dallo stesso anno continua a studiare nella medesima università, frequentando il corso di Laurea Magistrale in Scienze della Comunicazione Pubblica, d'Impresa e Pubblicità. Dall'Ottobre 2018 collabora con Termometro Politico, occupandosi di sport.
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