Pubblicato il 30/03/2019

Tennis, Miami 2019: John Isner, 2,08 metri sopra il cielo

autore: Cesare Fabrizi
Tennis, Miami 2019 John Isner, 2,08 metri sopra il cielo
Tennis, Miami 2019: John Isner, 2,08 metri sopra il cielo

La finale maschile del torneo di Miami 2019, il primo disputato nel nuovo impianto, vedrà opporsi John Isner e Roger Federer. Se dello svizzero ormai non ci sorprendiamo più, fa invece clamore la finale raggiunta senza perdere neanche un set dal trentatreenne americano.

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Miami 2019: il percorso dell’americano

John Isner l’anno scorso vinse questo torneo, conquistando così il primo Master 1000 della sua carriera. Quest’anno aveva addosso un peso enorme, dovendo difendere i punti ottenuti l’anno scorso. Il classe 1985 americano è arrivato in finale vincendo 10 set su 10, di cui 9 al tie-break. Questo grazie alla sua eccezionale battuta (i suoi 2,08 metri gli consentono di schiacciare il servizio). La strategia dell’americano è semplice: tenere il servizio fino al tie-break e poi lì vincere il set. Un servizio che fa impazzire gli avversari e che da due anni a questa parte nel torneo di Miami nessuno è riuscito a leggere.

Se per sconfiggere Sonego e Ramos-Vinolas non è stata necessaria la migliore versione dello statunitense, col prosieguo del torneo Isner è salito in cattedra, riuscendo a far giocare male gli avversari, grazie al suo gioco scarno e che toglie ritmo e soprattutto giocando sempre bene i punti importanti.

Tennis, Miami 2019: la crescita di Isner

L’americano da un anno a questa parte sta vivendo un momento magico. Dopo tanti anni è tornato in top 10 e domani andrà alla ricerca del suo secondo titolo 1000 dopo quello dell’anno scorso. Qualcosa di impensabile fino a qualche tempo fa per un tennista che quest’anno compirà 34 anni. Questi risultati sono frutto della sua grande umiltà ed etica del lavoro Pur avendo mezzi tecnici limitati, gioca con grande accortezza tattica le poche carte che ha in mano.

Il suo gioco è scarno: quasi tutti i punti li fa col servizio, che oltre a garantirgli una marea di aces e battute vincenti, gli permette di scendere spesso a rete. Il resto del gioco è approssimativo: il rovescio è il suo grande punto debole, ma è migliorato moltissimo nel corso degli anni. Il dritto è violentissimo, ma spesso è impreciso. Negli scambi prolungati lo yankee fa fatica, così cerca con insistenza di uscirne fuori con soluzioni estemporanee da fondo campo.

Tennis, Miami 2019: la finale con Federer

Dall’altra parte abbiamo un Roger Federer in gran forma. L’elvetico ha faticato al primo turno contro Albot, rischiando addirittura di uscire. Poi però il suo torneo è andato in crescendo, riuscendo a trovare giorno dopo giorno la condizione, fino al roboante 6-2 6-4 rifilato a Shapovalov, che ieri sembrava inerme dinnanzi a cotanta maestria tennistica.

Lo svizzero disputerà la finale numero 50 in un Master 1000, andando alla ricerca del suo quarto titolo a Miami. Federer, nel corso della carriera, è sempre riuscito a rispondere bene ai servizi dei big server estremamente potenti e piatti, come quelli di Isner. Lo statunitense avrà dalla sua parte le undici vittorie di fila nel torneo americano e il pubblico.

Tennis, Miami 2019: la finale femminile

La finale femminile sarà invece tra l’australiana Ashleigh Barty e la ceca Karolina Pliskova. Il match si terrà oggi. La Barty lunedì entrerà per la prima volta in top 10, mentre la Pliskova è già stata numero 1 del mondo e cerca una vittoria per riavvicinarsi alle posizioni che contano.

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