01/04/2019

Risultati elezioni Ucraina 2019: avanti Zelenskiy, ballottaggio il 21 aprile

autore: Michele Mastandrea
Risultati elezioni Ucraina 2019: avanti Zelenskiy, ballottaggio il 21 aprile
Risultati elezioni Ucraina 2019: avanti Zelenskiy, ballottaggio il 21 aprile

Volodymyr Zelenskiy, 41enne comico alla prima esperienza politica, è il vincitore del primo turno delle elezioni presidenziali in Ucraina. Zelenskiy ha ottenuto il 30,2% dei consensi, a quanto dichiarato dalla Commissione Elettorale Centrale di Kiev. I grandi sconfitti sono invece il Presidente in carica Poroshenko, che ha raggiunto il 16,6%, e l’ex primo ministro Yulia Timoshenko, che ha superato di poco il 13%. Male anche l’ex Ministro della Difesa Hritsenko.

L’esito ha dunque rispettato i pronostici, che vedevano Zelenskiy favorito. La Commissione Elettorale Centrale ha reputato il voto adeguato agli standard internazionali. Unica a contestare i risultati è stata la Timoshenko, il cui comitato elettorale l’aveva dichiarata seconda in base agli exit poll. Zelenskiy dovrà aspettare il 21 aprile per capire se quello che sembra un vantaggio notevole sugli altri candidati si tradurrà nella sua elezione.

Elezioni Ucraina 2019: un voto anti-establishment

Il ballottaggio, che vedrà dunque sfidarsi Zelenskiy e Poroshenko, assumerà dunque una forte caratterizzazione di scontro tra vecchia e nuova classe politica. Infatti, dietro la vittoria dell’ex comico sembra esserci una voglia profonda di rinnovamento da parte del corpo elettorale ucraino. Secondo l’agenzia di rilevamento Gallup, solo il 9% degli ucraini ha fiducia nel proprio governo.

Per quanto il suo programma sia ancora molto incerto in termini di linea politica, Zelenskiy si è imposto con una forte retorica anti-establishment e contro la corruzione. Uno stile comunicativo che permette di collegarlo dunque a tante altre vincenti campagne elettorali nei paesi occidentali negli ultimi anni.

Zelenskiy è stato abile a identificare l’attuale presidente con il sistema degli oligarchi che ancora domina il paese. In particolare, incolpandolo della problematica situazione economica per la quale è alta la disoccupazione e bassi gli standard di vita. Verso il ballottaggio sarà proprio una maggiore chiarezza sul suo programma di governo ad essere richiesta al candidato presidente. Soprattutto da parte delle istituzioni economiche e politiche internazionali.

Elezioni Ucraina 2019: il peso dei rapporti con la Russia

Il conflitto in corso con la Russia e la situazione politica sempre tesa anche sul piano interno, a pochi anni dallo scoppio del movimento Euromaidan, sembrano essere stati inoltre decisivi sull’esito del voto. Soprattutto i giovani sembrano aver voltato le spalle a Poroshenko, che infatti si è rivolto proprio a questa parte di popolazione nelle prime dichiarazioni che hanno seguito la diffusione dei risultati elettorali.

In particolare, i costi del conflitto nelle province orientali di Donetsk e Luhansk, che ha portato a più di 13.000 vittime negli scorsi anni, iniziano ad essere sempre meno sopportati dalla popolazione giovanile. Nonostante questo, la posizione di Zelenskiy in politica internazionale guarda ad ovest, come del resto quella di Poroshenko. Il voto è dunque da leggere come antagonista alla politica della Russia e all’escalation militare in Crimea e nel Mare d’Azov. Tutti i candidati però di fatto condividevano questa posizione.

Non a caso, lo stesso Poroshenko ha puntato forte sulla potenziale inadeguatezza di Zelenskiy di fronte a sfide dure come quelle che attendono il paese. In particolare, la capacità di confrontarsi con politici del calibro di Vladimir Putin e con l’opposizione russa all’ulteriore inglobamento dell’Ucraina in strutture militari e politiche occidentali come NATO ed Unione Europea.

SEGUI TERMOMETRO POLITICO SU FACEBOOK E TWITTER

PER RIMANERE AGGIORNATO ISCRIVITI AL FORUM

Autore: Michele Mastandrea

Nato nel 1988, vive a Bologna. Laureato in Relazioni Internazionali all'università felsinea, su Termometro Politico scrive di politica estera ed economia.
Tutti gli articoli di Michele Mastandrea →