Come è cambiato il ricorso al part time in Italia ed Europa – infografiche

Pubblicato il 18 Aprile 2019 alle 10:34
Aggiornato il: 20 Aprile 2019 alle 11:55
Autore: Gianni Balduzzi
PART TIME
Come è cambiato il ricorso al part time in Italia ed Europa – infografiche

È tra le soluzioni maggiormente usate dalle donne che vogliono avere una famiglie a non rinunciare a un reddito e a una carriera. Tuttavia negli ultimi anni è stato anche imposto ad alcuni lavoratori dalle aziende, che l’hanno utilizzato diminuire il costo del lavoro senza licenziare.

Parliamo del part time, il cui uso varia molto da Paese a Paese in Europa ed è anche molto cambiato negli anni.

In Italia interessa il 18,5% dei lavoratori. Ma la patria del part time sono i Paesi Bassi, dove quasi la metà degli occupati lavora solo metà del tempo. Nei Paesi occidentali più avanzati, come quelli scandinavi, l’Austria, il Regno Unito, viene usato da più del 20% in alcuni casi più del 25% dei lavoratori.

E mentre in Francia la situazione è analoga all’Italia è a Est che invece pare essere utilizzato pochissimo. Da meno del 10% di chi ha un lavoro.

Soprattutto se parliamo di uomini. Enorme è ancora il divario tra i sessi in questo capitolo infatti. In pochi Paesi, Austria, Paesi Bassi, Svezia, Norvegia, Regno Unito, gli uomini che lavorano part time sono più del 10%, e solo nei Paesi Bassi sono più del 25%. Dove invece il 75,8% delle donne non fa il tempo pieno. In Italia sono il 32,5%.

Ma come sono cambiate le cose nel tempo?

La rapida crescita del part time in Italia – infografiche

Il nostro Paese è tra quelli in cui è maggiormente cresciuto l’uso del part time nel tempo. Il ricorso a esso da parte delle donne nel 1996 era poco superiore all’11%. Si è superato il 20% nel 2004, il 30% nel 2012, fino ai risultati attuali. Negli anni ’90 già più del 30% delle donne tedesche invece lo utilizzava. Così come faceva già più del 65% di quelle olandesi.

E gli uomini? È vero, c’è stato un raddoppio nel ricorso al part time tra gli uomini italiani, da circa il 4% di metà anni 2000 a più dell’8% attuale, ma si tratta veramente di pochi punti percentuali. La tempistica, a cavallo della crisi, fa capire che è stato più che altro un espediente per non perdere in molti casi il lavoro.

Ma d’altronde anche nel resto d’Europa la situazione non è differente. L’aumento dell’adesione al part time da parte degli uomini è lenta un po’ ovunque come possiamo vedere dall’infografica. Tranne che nei già citati Paesi Bassi

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L'autore: Gianni Balduzzi

Editorialista di Termometro Politico, esperto e appassionato di economia, cattolico- liberale, da sempre appassionato di politica ma senza mai prenderla troppo seriamente. "Mai troppo zelo", diceva il grande Talleyrand. Su Twitter è @Iannis2003
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