Firma digitale: come funziona il regolamento europeo eIDAS e quali diritti tutela

Pubblicato il 8 Maggio 2019 alle 15:18 Autore: Claudio Garau

Che cos’è il Regolamento europeo eIDAS e quali finalità ha. Che cosa dispone in merito alla firma digitale e quali diritti tutela.

Firma digitale: come funziona il regolamento europeo eIDAS e quali diritti tutela
Firma digitale: come funziona il regolamento europeo eIDAS e quali diritti tutela

È importante sottolineare la rilevanza, anche sul piano dell’ordinamento nazionale, del cosiddetto Regolamento europeo eIDAS in relazione alla firma digitale, che sempre maggior diffusione sta avendo. Vediamo di seguito, più nel dettaglio di che si tratta.

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Firma digitale: che cos’è il regolamento europeo eIDAS e quali finalità ha?

Tale regolamento non è altro che un atto legislativo dell’UE del 2014, mirato all’identificazione elettronica e ai servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno europeo. Sul piano delle finalità ed obiettivi, esso persegue lo scopo di regolamentare in modo comune per tutti gli Stati membri, elementi come la firma digitale, i trasferimenti di denaro e varie altre operazioni elettroniche, effettuate nel territorio europeo. Tale atto ha il merito di aver posto standard uniformi ed unici, allo scopo di sostituire i documenti di carta con documenti elettronici aventi, in pratica, lo stesso valore legale e riconoscimento in tutti i paesi membri dell’Unione. È chiaro che questo ha contribuito anche alla lotta alla burocrazia e ha velocizzato gli iter amministrativi, ora facilmente effettuabili anche dal proprio pc di casa.

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Regolamento eIDAS: come funziona e quali diritti tutela?

Come accennato, lo scopo del regolamento in oggetto è quello di facilitare e rendere maggiormente efficienti le transazioni elettroniche nel mercato europeo. Ciò attraverso la determinazione del principio del reciproco riconoscimento dei sistemi di autenticazione ed identificazione sia delle persone fisiche sia di quelle giuridiche. In particolare, in questo atto sono disciplinate le firme digitali o elettroniche, dette firme elettroniche avanzate, connesse soltanto al firmatario e capaci di identificarlo in modo univoco.

Con questo strumento il diritto alla privacy e alla sicurezza del firmatario è tutelato, dato che la firma digitale è sotto il suo esclusivo controllo. Inoltre, lo stesso Regolamento prevede la possibilità di avvalersi della cosiddetta firma digitale qualificata che ha, rispetto alla firma avanzata, il fatto che è disposta attraverso l’uso di un dispositivo qualificato per la creazione della suddetta firma digitale. Insomma si tratta di strumenti atti a tutelare i diritti di privacy, riservatezza e segretezza del firmatario. Essi peraltro garantiscono la riconducibilità dei dati al firmatario. Simile alla firma digitale, è il cosiddetto Sigillo Elettronico, apposto però da una persona giuridica (ad esempio un’azienda), al fine di garantire l’origine e l’integrità dei dati associati.

In conclusione, il fine di questa disciplina europea è quello di definire e garantire i servizi fiduciari, i quali, legati a specifici requisiti, possono dare garanzie di sicurezza e di qualità del servizio superiori.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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