Regolamento o direttiva dell’Unione Europea: differenza e cosa cambia

Pubblicato il 3 Maggio 2019 alle 21:05 Autore: Claudio Garau

Che cosa si intende per regolamento e direttiva UE e quali sono le finalità di questi atti. Quali sono i tratti distintivi e le differenze.

Regolamento o direttiva dell'Unione Europea differenza e cosa cambia
Regolamento o direttiva dell’Unione Europea: differenza e cosa cambia

Sappiamo con quale forza ruolo e funzioni dell’Unione Europea influiscono sull’assetto politico, sociale ed economico degli Stati membri. Di seguito vediamo cosa si intende, giuridicamente, per regolamento e direttiva UE e in cosa l’uno è diverso dall’altra.

Regolamento e direttiva: che cosa sono e quali sono le finalità?

Regolamento e direttiva hanno il comune il fatto che entrambi possono essere definiti come atti legislativi, vere e proprie leggi emanate dagli organi che costituiscono le Istituzioni UE. Lo scopo o finalità di tali atti è quello di dare applicazione e concretizzare quelli che sono gli obiettivi posti nei trattati UE. Questi ultimi (compilati dagli Stati membri) sono da intendersi come gli atti giuridici fondamentali e fondativi della stessa Unione: rientrano nell’ampia categoria dei cosiddetti trattati internazionali, ed hanno la specifica finalità di porre le basi dell’ordinamento giuridico UE. In essi è individuata la disciplina degli organi, delle procedure e sono fissate le finalità di ordine generale che la stessa Unione intende perseguire.

Come atti legislativi, regolamento e direttiva intervengono in vario modo sull’ordinamento giuridico di ogni Stato membro. Vediamo di seguito le principali caratteristiche e differenze.

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Caratteristiche distintive e differenze tra regolamento e direttiva

Le direttive sono atti legislativi che, alla luce degli orientamenti dei trattati UE, pongono obiettivi vincolanti per gli Stati membri, lasciando però loro libertà di scegliere la via normativa più consona per raggiungere tali obiettivi. Sono innumerevoli le direttive UE, ad esempio quelle sulla tutela della sicurezza, sulla disciplina e organizzazione dell’orario di lavoro e quella sulla tutela dei diritti dei consumatori. Attraverso quello che è chiamato “recepimento“, ogni Stato membro emetterà l’opportuno provvedimento normativo con cui perseguire l’obiettivo della direttiva. Scopo della direttiva, peraltro, è anche l’armonizzazione delle normative degli Stati Membri.

Il regolamento, invece, è un vero e proprio atto legislativo vincolante in tutte le sue parti. Ciò comporta che gli Stati membri – in quanto tali – sono obbligati a rispettarlo per intero. Non occorrerà un provvedimento nazionale di recepimento, dato che il regolamento è immediatamente vincolante ed obbligatorio verso tutti i soggetti pubblici o privati, tenuti al rispetto del diritto dell’UE (si tratta infatti di norme anche dette self-executing). Come per le direttive, la produzione di regolamenti è stata nel tempo assai consistente ed abbiamo, ad esempio, regolamenti vigenti in materia di trattamento di dati personali e tutela della privacy e in materia di successioni.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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