Decreto ingiuntivo: che cos’è e come evitare di pagarlo

Pubblicato il 10 Maggio 2019 alle 19:20 Autore: Claudio Garau

Che cos’è un decreto ingiuntivo e quale finalità ha. Quali strumenti e soluzioni la legge fornisce al debitore, per evitare di pagarlo.

Decreto ingiuntivo che cos'è e come evitare di pagarlo
Decreto ingiuntivo: che cos’è e come evitare di pagarlo

Laddove l’obbligo di saldare un credito non sia adempiuto da parte del debitore, un opzione di tutela, per quella che è la legittima pretesa del creditore, è rappresentata dal decreto ingiuntivo. Vediamo di seguito di che cosa si tratta e come è possibile evitare di pagarlo.

Decreto ingiuntivo: cos’è e qual è la finalità?

Anzitutto, appare opportuno capire cosa sia un decreto ingiuntivo. Esso non è altro che un provvedimento del giudice, che dispone, su attivazione del creditore – titolare di un titolo di credito attestato come certo, liquido, esigibile e fondato su prova scritta (ad esempio un contratto) – l’ingiunzione al debitore di rispettare ed adempiere alla propria obbligazione civilistica. E ciò entro il termine perentorio di 40 giorni dalla notifica del decreto ingiuntivo, con l’avviso che potrà fare opposizione in questo lasso di tempo e, in mancanza, potranno essere attivata l’esecuzione forzata. È una procedura particolarmente rapida, dato che comunque è basata su una dimostrazione oggettiva fornita dal titolare dei diritto di credito.

A questo punto il debitore ha 3 opzioni differenti: a seguito della notifica, paga e risolve la situazione. Oppure fa opposizione al decreto ingiuntivo attraverso una causa civile conto il creditore, con l’assistenza di un avvocato, nella quale contesta la sussistenza del credito in oggetto. Come ultima ipotesi, lascia che il tempo passi e fa scadere i 40 giorni suddetti: in queste circostanze, il decreto ingiuntivo diventerà definitivo e pari alla forza di una sentenza irrevocabile. Con ciò, il creditore potrà avviare l’espropriazione forzata tramite pignoramento.

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Come può il debitore evitare il pagamento di quanto stabilito nel decreto?

Oltre alla via dell’opposizione al decreto ingiuntivo, che apre le porte di una vera e propria causa civile, dall’esito ovviamente almeno in principio incerto, il debitore ha in verità altre soluzioni per evitare di pagare quanto stabilito con l’ingiunzione. Anche nelle circostanze in cui il debitore non adempia spontaneamente al decreto ingiuntivo (divenuto definitivo), e pertanto il creditore decida di avviare la procedura di pignoramento dei beni del patrimonio del debitore, è possibile che i due soggetti trovino una soluzione diversa e più conveniente ad entrambi. Ad esempio, potrebbero realizzare un accordo scritto, con il quale stabilire una rateazione del pagamento o un saldo e stralcio, o una transazione con cui il debitore si impegna tra l’altro a rinunciare all’opposizione (ove ancora possibile).

Nel caso dell’opposizione con causa in tribunale, però, il debitore deve sperare che il giudice alla prima udienza non conceda la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo. Se non la concede, il decreto ingiuntivo è in pratica congelato fino alle successive decisioni del giudice in merito, altrimenti è esecutivo e può dispiegare pienamente i suoi effetti di espropriazione, anche durante la causa.

Occorre poi segnalare che, laddove il creditore abbia avviato l’iter di espropriazione forzata denominato pignoramento, il debitore potrà ulteriormente difendersi e non pagare, attraverso il rimedio dell‘opposizione all’esecuzione forzata o al pignoramento. Ciò nel caso in cui il creditore abbia aggredito un bene o più beni impignorabili (ad esempio le polizze vita, il minimo vitale della pensione, l’assegno di mantenimento dovuto all’ex coniuge ecc.). Inoltre è possibile l’opposizione agli atti dell’esecuzione forzata, nelle circostanze in cui il creditore commetta un errore formale di procedura.

Pur essendo vero che un debitore nullatenente, patrimonialmente parlando, non corre alcun rischio di pignoramento, è altrettanto vero che la legge consente comunque adeguati strumenti di tutela al creditore, attraverso il pignoramento di crediti futuri o il pignoramento ai beni degli eredi, a seguito del decesso del debitore. In conclusione, vediamo come la questione del pagamento del debito è regolata dalle leggi con strumenti e soluzioni di tutela sia del creditore, sia del debitore.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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