Poste Italiane e buoni fruttiferi postali clonati, condannati i truffatori

Pubblicato il 20 Maggio 2019 alle 10:32 Autore: Daniele Sforza

Prime condanne per aver truffato Poste Italiane in un’azione criminosa relativa alla clonazione dei buoni fruttiferi postali. Ecco cosa è successo.

Poste Italiane e buoni fruttiferi clonati
Poste Italiane e buoni fruttiferi postali clonati, condannati i truffatori

Una truffa da circa 3 milioni di euro scoperta dai carabinieri nel corso del 2018 nel palermitano. Un anno dopo sono state ufficializzate le prime conseguenze in merito alla truffa ai danni di Poste Italiane, perpetrata attraverso la clonazione (e la conseguente riscossione) dei buoni fruttiferi postali. Nessun danno per i clienti, ma solo per l’Ente. Furono otto gli indagati per il reato di associazione per delinquere. L’indagine portò all’arresto di diverse persone, tra cui Luigi, Filippo e Gabriele Allotta, che furono spediti in carcere; mentre Adelfio De Luca, Roberto Cellura e Gianfranco Morena vennero messi agli arresti domiciliari. Infine una persona fu sospesa dalla raccolta del risparmio postale per un anno. Altri personaggi furono al centro delle indagini, che andarono così a svelare una fitta rete di collaborazioni accomunate dallo stesso intento criminoso.

Truffa contro Poste Italiane: il caso

Questo gruppo di persone, in collaborazione con altri attori protagonisti delle indagini, aveva truffato Poste Italiane per un bottino di circa 3 milioni di euro clonando dei buoni fruttiferi postali (una sessantina circa) appartenenti ad alcuni risparmiatori e andando a riscuotere le somme dovute presentandosi presso gli uffici postali con tanto di documenti falsi. Le somme venivano poi accreditate sul conto del titolare gestito dal suo sostituto per poi essere riaccreditate su altri conti o investiti su altri prodotti e strumenti di credito postale. I risparmiatori non hanno subito danni, a differenza di Poste Italiane, principale vittima dell’operazione truffaldina.

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Buoni fruttiferi clonati, arrivano le condanne

A un anno di distanza dalla scoperta del fatto, sono dunque arrivate le prime condanne. Come riporta Il Giornale di Sicilia, sono state formulate tre condanne. 2 anni e 4 mesi a Carmelo La Rosa, 1 anno e 8 mesi con sospensione condizionale della pena a Elisabetta Bonfatti e Alessandro Fedele.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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