Licenza Android Huawei: modelli smartphone inclusi, la risposta della casa

Pubblicato il 21 Maggio 2019 alle 13:45 Autore: Francesco Somma

Google sospende la licenza Android e tutti gli aggiornamenti sui dispositivi Huawei. Cosa rischia l’azienda e cosa cambia per chi ha uno smartphone Huawei.

Licenza Android Huawei: modelli smartphone inclusi, la risposta della casa
Licenza Android Huawei: modelli smartphone inclusi, la risposta della casa

Huawei ha una grossa gatta da pelare. Google ha comunicato infatti la decisione di sospendere la licenza relativa al sistema operativo Android all’azienda Huawei. Questa azione potrebbe avere conseguenze gravissime per l’azienda ma anche per gli utenti. Ecco quali sono le cause che hanno portato a questa operazione, le possibili conseguenze e la risposta della casa cinese.

Licenza Android Huawei: cosa è successo veramente

Il governo degli Stati Uniti ha recentemente imposto a numerose aziende tecnologiche cinesi delle restrizioni. Tali restrizioni, se dureranno nel tempo, porteranno a conseguenze gravissime per la casa cinese e per gli utenti possessori di smartphone Huawei. Nello specifico, Google ha sospeso la Licenza in seguito alla decisione del Diparimento del Commercio degli Stati Uniti di inserire Huawei nella “entity list“, un elenco delle aziende che non possono acquistare prodotti statunitensi senza una precedente approvazione da parte del governo. L’azienda cinese, ma non solo, potrebbe perdere centinaia di milioni e i suoi clienti potrebbero trovarsi senza le funzionalità offerte da Google. Huawei potrà continuare a utilizzare la versione gratuita di Android, ovvero Open Source, ma in quel caso non avrà gli stessi servizi e il lavoro di sviluppo sarebbe di gran lunga maggiore.

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Licenza Android Huawei: il punto della situazione

Cosa accade ora? Per ora rimangono attivi sui dispositivi attualmente in circolazione Google Play e Google Play Protect, al fine di evitare installazioni di malware. Permangono dubbi e perplessità su come si evolverà la situazione in futuro, se arriveranno o meno gli aggiornamenti e soprattutto cosa accadrà ai dispositivi che ancora devono essere presentati.

Anche se Huawei potrà usare Open Source, dovrà rinunciare per cause di forza maggiore ai servizi predefiniti dalle versioni elaborate da Google; una schiera di applicazioni, di serie, che gli utenti sono abituati a trovare su uno smartphone Android. Oltre alla mancanza di servizi c’è il problema relativo agli aggiornamenti sulla sicurezza. Huawei dovrà aspettare che siano disponibili su AOSP (Android Open Source Project) e in più dovrà distribuirli per conto proprio. A livello mondiale l’azienda cinese è la seconda, per produzione mondiale di dispositivi mobili, dopo Samsung, nonché partner commerciale, di numerosi paesi, per lo sviluppo del 5G. L’effetto potrebbe essere quello di un domino, in cui anche altre aziende statunitensi, quali Intel e Qualcomm tra le più importanti, potrebbero unirsi alla decisione di sospendere le forniture. Per tale motivo Huawei ha fatto una scorta per la produzione dei prossimi tre mesi.

Licenza Android Huawei: la risposta dell’azienda, breve e lungo periodo

L’azienda nel suo personale comunicato ha, in qualche modo, rigettato la decisione di Google, rilanciando e assicurando il pieno sviluppo del sistema Android sui dispositivi Huawei. La casa cinese ha inoltre affermato che, sia sugli attuali modelli, sia su quelli ancora da distribuire, ci sarà una piena operatività del sistema, per offrire agli utenti la migliore esperienza su scala globale.

L’analisi di breve periodo ci dice che non dovrebbero esserci problemi sui dispositivi mobili dell’azienda mentre è del tutto incerta la prospettiva di lungo periodo. Non si sa per quanto il comunicato dell’azienda possa calmierare i mercati. Potremmo essere di fronte all’inizio di una vera e propria battaglia commerciale, forse, non tra aziende.

Francesco Somma

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L'autore: Francesco Somma

Classe 1994, laureato in SPRI e attuale studente di Politiche per lo Sviluppo e Cooperazione Internazionale all'UniSA. Credo nel potere delle parole e nella politica come strumento per migliorare il mondo.
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