Silenzio elettorale europee 2019: sanzioni e come funziona la propaganda

Pubblicato il 23 Maggio 2019 alle 12:13 Autore: Guglielmo Sano

Silenzio elettorale: la legge italiana regolamenta in modo precisa fino a quando è possibile svolgere propaganda politica prima delle tornate elettorali

Silenzio elettorale europee 2019: sanzioni e come funziona la propaganda
Silenzio elettorale europee 2019: sanzioni e come funziona la propaganda

Domenica 26 maggio 2019, importante giornata elettorale: italiani chiamati al voto per le Elezioni Europee ma non solo; sono oltre 3.800 i comuni in cui si rinnoverà il consiglio cittadino e si eleggerà il sindaco, il Piemonte voterà anche per il Governatore e la giunta regionale.

A che ora parte il silenzio elettorale

La legge italiana regolamenta in maniera precisa i termini entro cui è possibile svolgere propaganda politica nei momenti immediatamente precedenti alle tornate elettorali. Dunque, prescrive che comizi e in generale incontri pubblici con gli elettori si possano tenere al massimo fino alla mezzanotte del penultimo giorno antecedente alla votazione, in questo caso, venerdì 24 maggio 2019. Quindi, per tutto sabato 25 maggio 2019, ultimo giorno prima del voto, entra in vigore il cosiddetto silenzio elettorale.

La propaganda abusiva, al di là dei casi specifici (sonora, luminosa, muraria, a mezzo stampa etc…), è punita con una multa di importo variabile tra i 103 e i 1.032 euro.

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La Legge del 4 aprile 1956

In base a questo è fissato, nel giorno precedente alla votazione, il divieto di tenere comizi in luoghi aperti al pubblico, di affiggere materiale elettorale così come la propaganda in televisione e radio. Nel giorno del voto poi è vietata anche qualsiasi forma di propaganda ma esclusivamente nel raggio di 200 metri dai seggi (oltre questa distanza è possibile distribuire o diffondere materiale elettorale).

Nello specifico è la Legge del 4 aprile 1956 n. 212 a delimitare i confini della propaganda politica in prossimità degli appuntamenti elettorali. Come si diceva, è considerata particolarmente rigida e, nonostante le numerose modifiche nel corso del tempo, molti ritengono sia ormai anacronistica vista la diffusione dei social.

Silenzio elettorale nel resto del mondo

Lo stop alla propaganda politica nel giorno precedente e in quello delle votazioni non è un’esclusiva italiana: hanno una legge simile a quella nostrana anche numerosi paesi europei (in Francia, per esempio, riguarda anche i social). Diverso il caso dei paesi anglosassoni, in primis Regno Unito e Usa: la propaganda elettorale è permessa anche nella giornata del voto ma non nelle vicinanze del seggio.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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