10/07/2019

Brexit ultime notizie: Labour dice sì ad un nuovo referendum

autore: Michele Mastandrea
Brexit ultime notizie: Labour dice sì ad un nuovo referendum
Brexit ultime notizie: Labour dice sì ad un nuovo referendum

Brexit ultime notizie: il leader del Partito Laburista britannico Jeremy Corbyn si schiera per un secondo referendum. In una lettera inviata alla stampa britannica, Corbyn ha dichiarato che la sua organizzazione è a favore di un ritorno al voto popolare sull’uscita della Gran Bretagna dalla Ue. Voto che dovrà esprimersi sulle future proposte sul tema da parte del governo. Queste emergeranno presumibilmente, in forma compiuta, dopo la nomina del prossimo primo ministro.

Contestualmente, Corbyn ha affermato che in questo futuro referendum si esprimerà a favore del Remain. Opponendosi dunque ad ogni ipotesi di No Deal o di Brexit negoziata dai Tories. Ovviamente, una nuova elezione generale è auspicata da Corbyn, a partire dal fallimento registrato finora dai conservatori sulla Brexit e sulla guida del paese.

Il Labour, a quanto dichiarato da Corbyn, prende questa posizione dopo mesi di colloqui con le forze sindacali, ma anche con i parlamentari contrari all’attuale gestione del dossier con l’Unione Europea. Corbyn aveva interrotto poche settimane fa i colloqui con Theresa May, che aveva provato disperatamente a convincere il Labour ad appoggiare il suo piano.

Cosa cambierebbe in caso di nuove elezioni

Va segnalato che tutto ciò potrebbe cambiare nell’eventualità – difficile – che il prossimo primo ministro inglese non dovesse ottenere la fiducia del Parlamento. Se si dovesse andare a nuove elezioni, non è da escludere che lo stesso Labour possa negoziare un accordo con la UE. Le parole di Corbyn sul Remain si riferiscono infatti “alle attuali circostanze”, che potrebbero cambiare in futuro.

Interesse a prescindere dei Laburisti sarà, secondo Corbyn, salvaguardare posti di lavoro, diritti e standard di vita. Interesse che potrebbe essere difeso anche con una proposta di “Brexit laburista”, da sottoporre anch’essa in seguito a referendum. Il risultato delle Elezioni Europee rende comuque molto remota questa possibilità.

Il Labour è stato scavalcato anche dai liberaldemocratici pro-Remain. L’elettorato del Leave ha appoggiato in massa, anche nelle aree industriali tradizionalmente laburiste, il Brexit Party di Nigel Farage. La capitale Londra, fortemente anti-Brexit, può essere conquistata solo con una posizione per la permanenza britannica all’interno dell’Unione Europea.

Brexit ultime notizie: continua la campagna per la successione a May

La svolta Labour, in passato piuttosto ondivago sul tema, si inserisce nella campagna elettorale interna ai Conservatori per la successione a Theresa May e alla guida del partito. Il favoritissimo rimane l’hard-brexiteer Boris Johnson, che oltre ad una grande fetta di consensi nel suo partito può contare anche sull’appoggio del presidente americano Donald Trump.

Nell’ultimo dibattito pubblico tra l’ex sindaco di Londra e Jeremy Hunt, l’ultimo rimasto a contendergli la leadership, Johnson non ha escluso di poter sospendere le attività del Parlamento. Ciò ovviamente in caso possa essere utile al fine di ottenere una Brexit no-deal entro la nuova deadline del 31 ottobre. Hunt si è detto contrario ad una tale eventualità, accusando Johnson di essere elusivo rispetto a come riuscire ad ottenere un buon accordo con la UE, aldilà di un ottimismo di facciata.

Lo stesso Hunt ha cercato di porsi da rappresentante degli interessi del mondo degli affari e della comunità finanziaria, preoccupati dalle conseguenze di una uscita senza accordo. Johnson ha poi affermato che non si dimetterà in caso di fallimento, per non incoraggiare già da ora la Ue a sabotare i suoi sforzi e a indurlo alle dimissioni.

Il 23 Luglio si saprà il nome del successore di May a Downing Street, ma al di là di chi vincerà l’esito sulla Brexit sembra tutt’altro che pronosticabile.

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Autore: Michele Mastandrea

Nato nel 1988, vive a Bologna. Laureato in Relazioni Internazionali all'università felsinea, su Termometro Politico scrive di politica estera ed economia.
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