Pubblicato il 03/04/2019

Brexit ultime notizie: May chiede a Corbyn di collaborare

autore: Michele Mastandrea
Brexit ultime notizie: May chiede a Corbyn di collaborare

La premier britannica Theresa May ha proposto al leader laburista Jeremy Corbyn di trovare una via di uscita concordata all’empasse sulla Brexit. L’idea di May è di chiedere contestualmente all’Unione Europea un rinvio dell’articolo 50 fino al prossimo 22 maggio. Ciò al fine di scongiurare una uscita all’insegna del no deal. Ma anche di evitare che il Regno Unito debba presentarsi alle prossime consultazioni europee. Nel tempo da qui a quella data, la May e i laburisti all’opposizione dovrebbero trovare un accordo per una Brexit soft.

Oggi si dovrebbe tenere dunque l’incontro tra May e Corbyn. Per il sottosegretario alla Brexit Robin Walker, servirà a “vedere se è possibile concordare una soluzione che entrambi possano approvare”. May incontrerà anche Nicola Sturgeon, primo ministro scozzese e leader dello Scottish National Party, di posizione tendenzialmente europeista. La mossa di May è di fatto una svolta a 360 gradi sul tema Brexit, oltre che una evidente resa politica di fronte all’attuale opposizione. Una mossa disperata, seguita ad una serie di tre bocciature consecutive da parte del Parlamento delle sue proposte di uscita ordinata dall’Unione. Il Regno Unito sarebbe dovuto uscire dall’Unione lo scorso 29 Marzo.

Brexit ultime notizie: un accordo molto difficile

Difficilmente la strategia di May sarà vincente. Nel Partito Conservatore la fronda contraria ad ogni accordo non cambierà sicuramente opinione rispetto ad una nuova bozza promossa anche dall’arcinemico Labour. Esponenti di peso della fronda hard-brexiteer come Boris Johnson, Jacob Rees-Mogg e Iain Duncan Smith si sono espressi duramente nelle ultime ore contro la svolta politica di May. Uno dei sottosegretari del governo, Nigel Adams, si è dimesso. Si preannuncia dunque una profonda spaccatura all’interno dei Conservatori se May e Corbyn dovessero trovare un accordo.

Ma anche ai laburisti la prospettiva di “salvare” May dalla crisi politica in atto, interna al Partito Conservatore come al Governo, non dovrebbe interessare. Per molti parlamentari del Labour la prospettiva di nuove elezioni e eventualmente di un secondo referendum sulla Brexit è senza dubbio molto più allettante. Non a caso anche la grande finanza è scettica sulla prospettiva di un accordo. Istituti come JP Morgan hanno già definito votata al fallimento la mossa di May.

Brexit ultime notizie: l’Ue si prepara ad ogni scenario

L’Unione Europea attende di capire le evoluzioni della vicenda. La posizione di partenza di Corbyn dovrebbe essere è quella di una permanenza del Regno Unito nell’unione doganale europea. Questa è invece il principale incubo dei conservatori più intransigenti, ma anche del partito unionista nordirlandese. Il segretario di stato Stephen Barclay ha espresso una posizione contraddittoria. Da un lato ha dichiarato la permanenza nell’Unione poco desiderabile, dall’altro si è detto fiducioso sulle possibilità di trovare un accordo sulla Brexit.

Lo stesso Barclay ha stimato in dodici mesi le tempistiche relative all’indizione di un eventuale nuovo referendum. Aggiungendo che questo avrebbe un impatto negativo sull’economia. Ad ogni modo, alle prospettive sulla Brexit in sé, alle sue conseguenze economiche, andranno sommate anche le esigenze strategiche dei partiti. Se non si trovasse un accordo, May potrebbe anche dimettersi e a quel punto la prospettiva di nuove elezioni renderebbe il quadro ancora più ingarbugliato.

La deadline attuale del 12 Aprile è sempre più vicina, e l’opzione più probabile rimane quella del no deal. Nel frattempo, una commissione parlamentare europea ha proposto una direttiva per la quale dopo la Brexit per i britannici sarà possibile muoversi all’interno della UE senza la necessità di visti. La decisione sarà votata nella giornata di domani dal Parlamento nella sua interezza.

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Autore: Michele Mastandrea

Nato nel 1988, vive a Bologna. Laureato in Relazioni Internazionali all'università felsinea, su Termometro Politico scrive di politica estera ed economia.
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