Pubblicato il 30/07/2019

Contratto di lavoro e diritti: cosa può chiedere il lavoratore all’azienda

autore: Claudio Garau
Contratto di lavoro e diritti cosa può chiedere il lavoratore all'azienda
Contratto di lavoro e diritti: cosa può chiedere il lavoratore all’azienda

Si tratta di un argomento cardine di ogni contratto di lavoro: ci riferiamo ai diritti relativi al rapporto di lavoro, che lega datore di lavoro e lavoratore dipendente. Vediamo di fare il punto su questo delicato tema e cosa può chiedere il lavoratore all’azienda.

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Contratto di lavoro: il valore della negoziazione tra le parti

Laddove le parti di un contratto di lavoro siano intenzionate, in ultimo, a sottoscriverlo e quindi a dare inizio al rapporto di lavoro collegato, dovrebbero sempre tenere in grande considerazione la fase delle “trattative”, ovvero della negoziazione. Essa è infatti mirata alla redazione di tutte le clausole rilevanti ed attinenti, appunto, anche all’argomento diritti. Insomma tutte le varie clausole contrattuali, che articolano e personalizzano un contratto di lavoro rispetto ad un altro, dovrebbero essere – sempre e comunque – tutte discusse, negoziate ed approvate da ambo le parti.

Il contratto di lavoro non è pertanto una mera formalità, predisposta dall’azienda nei confronti del lavoratore, il quale si troverebbe costretto ad accettarlo per intero, per poter di fatto essere impiegato nell’azienda. In verità, il lavoratore può avere voce in capitolo e influenzare, in qualche modo, il testo del contratto. In altre parole, da un lato il futuro dipendente deve essere messo a conoscenza di ogni aspetto e clausola contrattuale, dall’altro lato, è autorizzato a chiedere che i propri diritti di lavoratore siano riconosciuti formalmente nel testo contrattuale.

Cosa chiedere nel testo contrattuale?

Prima di affrontare più da vicino l’argomento diritti, vediamo in sintesi cos’è un contratto di lavoro. Fondamentalmente con questi termini, intendiamo il cosiddetto contratto di lavoro subordinato o dipendente, caratterizzato dal fatto che il lavoratore, firmandolo, si impegna a svolgere le mansioni assegnate, all’interno dell’azienda, e seguendo sempre le direttive e le istruzioni impartite dal datore di lavoro. Tecnicamente parlando, il contratto di lavoro (subordinato) è un contratto di scambio: alla prestazione lavorativa del dipendente corrisponde il versamento di una retribuzione o stipendio, pattuito dalle parti nel contratto di lavoro stesso. Ciò che preme ribadire è che tale documento scritto deve essere frutto dell’attività di negoziazione di entrambe le parti. Ogni clausola deve essere negoziata, conosciuta e rispettata dal lavoratore, e soprattutto non deve essere in alcun modo pregiudizievole o lesiva dei suoi diritti di lavoratore.

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Cerchiamo ora di capire su quali argomenti vale la pena che il lavoratore provi a negoziare con l’azienda, al fine di trovare un compromesso che possa essere positivo per entrambe le parti. Ricordiamo infatti che, il contratto di lavoro non è mai atto unilaterale (anche se per diversi datori di lavoro sarebbe preferibile), bensì bilaterale ed ammette che le clausole che lo compongono possano, anche, essere modificate e variate nel corso del tempo. Per esempio, il futuro dipendente può domandare all’azienda che sia eliminata la clausola relativa al periodo di prova, la quale – potenzialmente – può comportare un licenziamento senza giusta causa o giustificato motivo. È possibile anche proporre un patto di stabilità che, in qualche modo, possa “rafforzare” fin da subito, il rapporto di lavoro tra le parti. Sul piano dei diritti del lavoratore, è anche possibile (ma vanno valutate con estrema attenzione le circostanze contingenti dell’azienda) richiedere che nel testo del contratto siano previsti bonus, in corrispondenza di determinati obbiettivi, ma anche benefici come auto aziendale o telefono cellulare aziendale, o buoni pasto. Ovviamente, nel corso del rapporto di lavoro, è possibile chiedere e negoziare un eventuale aumento della retribuzione, con contestuale modifica della relativa clausola contrattuale.

Si tratta, com’è facile notare, di diritti garantiti sì al lavoratore, ma che ogni volta vanno negoziati e concordati con l’azienda. Occorrerà allora valutare con saggezza quali sono le condizioni attuali dell’azienda e quale sia quindi il momento più opportuno per far valere le proprie legittime richieste.

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Autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità. Cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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